CAPITOLO TERZO

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«Ciao, mammina».

Mi chinai e Lorenzo stampò un bacio dolcissimo sulla mia bocca.

«Ciao, tesoro. Fai il bravo».

Si allontanò insieme ai suoi compagnetti di classe, dispensando sorrisi a tutti. Mi si gonfiava il cuore di orgoglio quando guardavo il mio bambino. Senza di lui, la mia vita non sarebbe stata la stessa, come un cielo senza stelle né luna. Rimaneva pur sempre un cielo, ma privo della sua bellezza.

Appena Lorenzo scomparve all'interno dell'asilo, m'infilai in macchina e partii, dirigendomi verso la banca. Avevo trascorso un'altra notte insonne a furia di pensare a Fabrice, a Sandra – così si chiamava quella povera donna – e a ciò che era successo meno di ventiquattr'ore prima. Da quando avevo messo piede per la prima volta nell'ufficio del capo, non riuscivo più a dormire bene. Fabrice era l'uomo più particolare che avessi mai conosciuto. Aveva un carattere duro, dispotico, irrispettoso e a volte violento. Si sforzava di essere imperturbabile, di tenere lontano da sé le emozioni, ma poi bastava un nonnulla, tipo una domanda di troppo, per farlo esplodere. Chissà che cosa gli passava per la testa quando ti fissava intensamente con quegli occhi, unici per la loro bellezza e per le reazioni che scatenavano in chi li guardava.

Feci un bel respiro profondo. Perché m'interessavo tanto a lui? Era solo il mio capo. L'importante era che mi pagasse ogni mese, giusto?

Parcheggiai di fronte all'ingresso della banca. Andai subito a cambiarmi, perché ero in leggero ritardo. Poiché il prodotto per pulire i vetri era finito, passai dal piccolo magazzino in cui tenevamo le scorte dei prodotti. Quello che mi serviva era sul ripiano più alto del primo scaffale. Salii sulla scala e presi il flacone. Mentre stavo scendendo, misi male il piede destro sullo scalino e persi l'equilibrio, cadendo all'indietro.

Oh, Dio! Mi romperò l'osso del collo!

Gridai, in attesa dell'impatto sul pavimento... che non avvenne. Atterrai dritta dritta tra le braccia di qualcuno. Quando sollevai lo sguardo per capire chi fosse il mio salvatore, mi prese un colpo. Dissi addio al respiro e alla lucidità mentale mentre venivo trascinata contro la mia volontà in quelle pozze d'acqua gelida che erano i suoi occhi. Gli occhi di Fabrice, che a poco a poco si stavano accendendo di una luce nuova, diventando ancora più incredibili, ancora più ipnotici. Ero come avvinta da uno strano incantesimo, che m'impediva di muovermi e di parlare. Potevo solo rimanere lì immobile tra le sue braccia, immersa nel suo profumo speziato e misterioso, in balia del suo sguardo che non lasciava via di scampo.

Che cosa mi stai facendo? Non riesco più a connettermi con il mio corpo e la mia anima. Mi sento svuotata e ho tanta paura. Non voglio provare questo, perché non sono capace di gestirlo.

«Alba...» sussurrò, e la mia lingua guizzò sulle labbra improvvisamente secche, catturando la sua attenzione.

Vidi il nero delle sue pupille espandersi, divorare una porzione di azzurro, e poi la sua bocca fu sulla mia, rude ed esigente come mi aspettavo da lui. Forzò le mie labbra ad aprirsi e pretese che la mia lingua accogliesse la sua, calda, umida ed esperta. La bocca mi si riempì del suo sapore inebriante, del suo respiro agitato, dei suoi gemiti di piacere. Fu a quel punto che, mandando al diavolo il buonsenso, cedetti al suo assalto sensuale, rispondendo a quel bacio che mi stava scavando il cuore, graffiando le viscere e soggiogando la mente. Lui avanzava centimetro dopo centimetro sotto la mia pelle, intossicandomi, costringendomi a volere di più. Molto di più. Quel bacio era la mia sconfitta, la mia rovina, eppure, non riuscivo a sottrarmene.

Senza spostare la bocca dalla mia, si mosse verso il mobiletto all'angolo e mi adagiò sul ripiano. S'insinuò tra le mie cosce e mi afferrò i polsi, bloccandomeli dietro la schiena con una sola mano. Con l'altra mi strinse forte un seno, facendomi male. Iniziai ad agitarmi e l'eccitazione che brulicava nel mio ventre si attenuò.

Sua... (Alba & Fabrice trilogy - erotic/dark romance)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora