ANCHE OGGI VI LASCIO DUE CAPITOLI. QUESTO E' IL PRIMO.
Quando mi svegliai, la prima cosa che vidi fu l'azzurro limpido e placido degli occhi di Fabrice, che mi guardavano con dolcezza e... amore. Aveva detto davvero che mi amava, oppure me l'ero sognato? Di sicuro non era stata un sogno la parte del 'non possiamo stare insieme'.
«Buongiorno» lo salutai.
«Buongiorno» sussurrò, malinconico.
«Da quanto tempo è che mi fissi?»
«Da un po'. È bello osservare i tratti rilassati del tuo volto mentre dormi. Mi dà un senso di pace».
Arrossii.
«Per me è stato bello dormire con te stretto tra le mie braccia».
Calò un pesante silenzio.
«Posso chiederti una cosa, Fabrice?»
Annuì.
«Dammi un bacio».
S'irrigidì.
«No, Alba, altrimenti separarci sarà più traumatico».
«Lo sarà comunque, anche senza baci».
Sospirò, chiudendo gli occhi per qualche secondo.
«Va bene» acconsentì.
Avvicinò il viso al mio, lentamente, ma un attimo prima che le nostre labbra si toccassero, squillò il suo telefono. Si ritrasse e allungò il braccio verso il comodino, sul quale era poggiato.
«È Philippe» m'informò, e rispose. «Bonjour, Philippe. Dites-moi».
Ascoltò le parole dell'amico e il suo volto fu illuminato da un sorriso a trentadue denti.
Oh, mio Dio! Se Fabrice è così felice, può esserci soltanto un motivo!
«Tu parles sérieusement?»
Sentivo la voce di Philippe all'altro capo, ma non capivo niente.
«Où-sont ils?» Annuì più volte. «Nous arrivons bientôt. Ne pas perdre-les de vue, d'accord?»
Riattaccò. Mi strinse la mano e sorrise di nuovo.
«Li ha trovati, Alba».
«Davvero? Non riesco a crederci!»
Mi poggiai la mano sul cuore, che batteva di una gioia per la quale non esistevano descrizioni abbastanza esaustive, tanto era immensa.
«Credici, perché è vero. Vestiti alla svelta. Andiamo a riprenderci Lorenzo».
Ricacciai indietro le lacrime, perché non era questo il momento di piangere, e m'infilai i vestiti della sera prima in tempo record. Non mi lavai, né pettinai i capelli. Chi se ne fregava dell'aspetto fisico quando ero a un soffio dal riabbracciare mio figlio?
Nel giro di pochi minuti, eravamo già in sella alla sua moto.
«Reggiti forte, perché andrò molto veloce».
«Non preoccuparti, Fabrice. Parti».
Si abbassò la visiera del casco e accese il motore, andando a tutto gas. Mentre sfrecciavamo per le vie della città, il timore di non arrivare di nuovo in tempo mi fece quasi impazzire.
Ti prego, Signore, poni fine a questo tormento! È durato fin troppo.
Fabrice rallentò per infilarsi in un vicolo stretto e buio e poi si fermò, spegnendo la moto. Sbirciai da sopra la sua spalla e vidi un ragazzo alto e dal fisico atletico, appoggiato alla propria moto. Aveva capelli corti e biondissimi e un paio di penetranti occhi grigi. Senza dubbio doveva trattarsi di Philippe. Scendemmo dalla moto e i due si strinsero la mano.
STAI LEGGENDO
Sua... (Alba & Fabrice trilogy - erotic/dark romance)
RomanceAlba vive da sola con il figlio e lavora alla Banque Populaire come addetta alle pulizie, ma lo stipendio non le permette di pagare le spese e in breve tempo, i debiti si accumulano. L'incontro con Fabrice Valois, direttore della banca, complica le...
