CAPITOLO TRENTADUESIMO

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Quando mi svegliai nella suite Marie Antoinette il mattino seguente, l'altra metà del letto era vuota. Tesi bene le orecchie, ma non sentii suoni provenire dal bagno. Dov'era andato Fabrice? Mi alzai e notai due scatole sul divano. Accanto c'era un biglietto, scritto di suo pugno.

Fatti una doccia, vestiti e raggiungimi al bar.

Che cosa aveva in mente? Sollevai il coperchio della prima scatola e tirai fuori l'abito in essa contenuto. Era stupendo: lungo, drappeggiato, di seta color panna, con una fascia argentata in vita e in stile impero, come quello di una statua antica. Lo adagiai con delicatezza sul letto e aprii la seconda scatola, dove c'era un paio di sandali color argento, stupendi e perfettamente intonati alla cintura dell'abito. Dove aveva intenzione di portarmi, vestita così elegante? A un party mattutino? Non ne avevo idea, ma non me ne importava. Smaniosa di raggiungerlo il prima possibile, mi sfilai la camicia da notte e andai a farmi una doccia. Dopo essermi asciugata, pettinai i capelli, lasciandoli sciolti come piacevano a lui, mi truccai un poco e ritornai nella stanza per vestirmi. Appena mi guardai allo specchio con l'abito indosso, rimasi senza fiato. Non ero mai stata così bella e sofisticata in vita mia. Fabrice aveva fatto la scelta migliore. Emozionata, scesi al bar, dove lui mi aspettava in piedi, vestito con uno smoking su misura, simile a quello che aveva messo la sera della festa al Westin Palace. Se possibile, era ancora più bello di allora. Quando mi vide, i suoi occhi straordinari s'illuminarono.

«Alba, sei un sogno».

Arrossii.

«Grazie. Anche tu sei bellissimo. Dove andiamo?»

Le persone che c'erano al bar ci osservavano con curiosità e ammirazione, incrementando il mio imbarazzo. Stare al centro dell'attenzione non faceva per me. Fabrice inspirò ed espirò profondamente, diventando teso all'improvviso.

«A un matrimonio» rispose, dopo una lunga attesa.

Aggrottai la fronte.

«Chi si sposa?»

«Noi. Almeno spero».

Il Mondo si fermò, insieme al tempo, al mio respiro, alla mia attività cerebrale. Solo il cuore correva veloce, andando per conto suo.

«Che... Che cosa hai detto?»

Sorrise dinanzi alla mia espressione sconvolta.

«Se mi dirai di sì, ci sposeremo».

Allora avevo capito bene!

«Adesso?»

«Che ci sarebbe di male?»

«Lorenzo non c'è e neanche i nostri amici!»

«A Milano, con calma, organizzeremo un'altra cerimonia, alla quale saranno presenti tutti. Oggi saremo solo noi due».

«Io... Io sono... senza parole».

Sposarci così, in fretta e furia e senza alcun preavviso, era da pazzi!

«A me ne serve soltanto una, Alba».

S'inginocchiò davanti a me, nello stupore generale, e aprì una scatolina di velluto nero, mostrandomi un meraviglioso anello con un diamante rosa a forma di cuore.

Oh, mio Dio. È un sogno o sta succedendo davvero?

«Alba, mio unico amore, fonte della mia felicità, padrona assoluta della mia anima, vuoi concedermi l'onore di diventare mia moglie? Ti basta una semplice parola per rendermi l'uomo più fortunato della Terra. Voglio che tu sia mia, in un modo del tutto nuovo, ancora più profondo, ancora più sacro. Cosa rispondi?»

Sua... (Alba & Fabrice trilogy - erotic/dark romance)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora