CAPITOLO QUINTO

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ATTENZIONE: CONTIENE SCENE DI UMILIAZIONE, QUINDI SE SIETE SENSIBILI NON PROSEGUITE NELLA LETTURA. GRAZIE.

Non mettevo piede in casa dei miei genitori da quasi sei anni. Mi costava moltissimo rivolgermi a loro, ma non avevo altra scelta. Mi veniva il voltastomaco al solo pensiero di accettare la proposta di Fabrice.

«Dove stiamo andando, mamma?»

«Dai nonni. Scendi, siamo arrivati».

Lo presi in braccio e suonai il campanello, con il cuore che minacciava di uscirmi dal petto. Sentii un leggero rumore di passi all'interno e poi la porta si aprì. Mi ritrovai faccia a faccia con mio padre, che era molto sorpreso di vedermi. Non degnò suo nipote neanche di uno sguardo e la cosa m'irritò parecchio.

«Ciao, papà».

«Alba, che ci fai qui?» disse, con tono accusatorio.

Cominciamo bene.

«Anch'io sono contenta di vederti. Posso entrare?»

Ebbe qualche attimo d'indecisione.

«D'accordo» acconsentì, mettendosi di lato per farci passare.

Mi guardai rapidamente intorno, scoprendo che non era cambiato quasi niente dall'ultima volta in cui ero stata qui. Lorenzo se ne stava in silenzio e ogni tanto lanciava un'occhiata a mio padre. Sapeva che io e i miei genitori non andavamo d'accordo, ma il motivo lo avevo tenuto per me.

Ci sedemmo ai due capi del tavolo. Dopo un silenzio carico di tensione e imbarazzo, papà parlò.

«Posso offrirti qualcosa?»

«No, grazie».

Altro silenzio, peggiore del primo. Mi schiarii la gola.

«Mamma non c'è?»

«No. È uscita per delle commissioni».

«Come sta?»

«Bene».

«E tu?»

«Bene, ma non credo che tu ti sia presentata qui dopo sei anni solo per chiedere come stiamo, giusto?»

Mi stava rimproverando e questo non lo potevo accettare. Loro mi avevano abbandonato nel momento più critico della mia vita e ora venivo accusata di non essermi fatta viva per sei anni?

«Che cosa vuoi, Alba?»

«Ho bisogno di soldi».

Scosse la testa, deluso.

«Assurdo. Come puoi avere una simile faccia tosta?»

«Non è la faccia tosta che mi ha spinto qui, ma la disperazione. Sono in una situazione tremenda. Rischio di perdere tutto, lo capisci? Non mi sarei mai permessa di disturbarvi per una sciocchezza. Non vi ho mai chiesto nulla in questi anni. Me la sono sempre cavata da sola e quando non ho potuto, sono stati i nonni ad aiutarmi».

«Se avessi abortito come ti avevamo detto di fare la mamma ed io, vivresti ancora in questa casa insieme a noi e non dovresti preoccuparti di nulla. Sei andata contro il nostro volere ed è giusto che tu ne paghi le conseguenze» vomitò, annientandomi con le sue parole spietate.

Lui non era mio padre. Era un estraneo che non aveva più un minimo di affetto nei confronti della figlia.

«Con che coraggio puoi affermare una cosa del genere davanti a tuo nipote?»

«Io non lo riconosco come mio nipote».

Mi veniva da piangere, ma non gli diedi la soddisfazione di vedere le mie lacrime. Lorenzo mi tirò una ciocca di capelli, richiedendo la mia attenzione. C'erano tristezza e determinazione nei suoi occhi.

Sua... (Alba & Fabrice trilogy - erotic/dark romance)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora