CAPITOLO SETTIMO

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**ATTENZIONE**

CONTIENE SCENE DI UMILIAZIONE E SOTTOMISSIONE, QUINDI LA LETTURA NON E' ADATTA A PERSONE MOLTO SENSIBILI. GRAZIE.

Una mano mi stava stringendo il fianco. Mi sollevai di scatto, spalancando gli occhi, e le mie labbra si ritrovarono a un soffio da quelle di Fabrice, seduto sul bordo del letto, accanto a me. Era sua la mano che indugiava sul mio corpo. I battiti del cuore accelerarono mentre lui mi fissava con intensità bruciante, facendo vibrare la corda più profonda della mia anima. Perché, nonostante sapessi cose terribili sul suo conto, nonostante sapessi ciò che mi avrebbe fatto, continuavo a essere attratta da lui? Era un depravato, ma quando mi guardava in quel modo... io non capivo più niente. Non era giusto. Ignorando il desiderio impellente di premere la bocca sulla sua, cercai di mettere un po' di distanza tra noi. Con un sorriso divertito, Fabrice mi strinse la nuca, riavvicinandomi a lui.

«Perché sprecare quest'occasione?» disse, e mi baciò con foga, saccheggiandomi come se fossi un prezioso bottino.

Quando si ritrasse, leccandosi le labbra tumide e rosee, rimasi a guardarlo imbambolata per un minuto buono.

«Buongiorno, Alba».

«Che cosa ci fai qui?»

«Ti ricordo che questa è casa mia, quindi è normale che sia qui».

«Sì, ma io mi ero chiusa a chiave».

«Perché temevi che entrassi nel cuore della notte per farti del male».

«Sì» ammisi, perché tanto ci era arrivato da solo.

Avvicinò il naso al mio collo e inspirò forte.

«La tua ingenuità è sconcertante. Non hai ancora capito che quando voglio qualcosa, non c'è niente che possa fermarmi?» disse, alitando sulla mia pelle, surriscaldandola, marchiandomi a fuoco con le sue parole, spaventose ed eccitanti insieme.

Si ritrasse, rompendo l'incantesimo, e mi porse il mio cellulare.

«Hai ricevuto una chiamata poco fa. È per questo motivo che sono entrato».

Il display indicava una chiamata persa. Il numero era quello dei signori Melilli. Di certo era stato Lorenzo a telefonarmi.

«Per favore, Fabrice, potresti lasciarmi da sola mentre parlo con mio figlio?»

«Va bene».

Si alzò e uscì. Chiamai casa Melilli e mi rispose Romina, la mamma di Giovanni.

«Pronto?»

«Ciao, Romina. Sono Alba».

«Ciao, Alba. Ti ha chiamato tuo figlio poco fa».

«Lo so. Non ho potuto rispondere. Me lo passi, per favore?»

«Certo. Ciao».

«Ciao».

«Pronto, mammina?»

Il mio cuore si gonfiò di gioia nel sentire la sua voce allegra. Scesi dal letto e mi avvicinai alla finestra.

«Ciao, amore mio. Come stai?»

«Bene. Io e Giovanni ci stiamo divertendo un sacco».

«Mi fa piacere. Stai ubbidendo ai suoi genitori?»

«Sì. Faccio il bravo, mamma».

Sorrisi.

«Ci credo. Tu sei sempre bravo».

Sua... (Alba & Fabrice trilogy - erotic/dark romance)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora