Combattevo con le unghie e con i denti da tre settimane, ma quello che avevo ottenuto era stata un'infinita serie di 'no, mi dispiace'. Fabrice mi aveva infilato un cappio al collo ed io lo sentivo stringersi ogni giorno di più, minacciando di soffocarmi. Quanto tempo rimaneva prima della mia completa disfatta? 'Arrenditi subito a lui', diceva una parte di me. 'Non farlo! Resisti', gridava l'altra. Ero stanca di essere una marionetta manovrata da uomini senza scrupoli. Prima Alex e adesso Fabrice: uno peggio dell'altro, due facce della stessa moneta. Sarei mai riuscita a tagliare quei fili che mi tenevano legata alla volontà altrui e a riappropriarmi della mia vita? Sarei mai riuscita a scegliere la strada che piaceva a me?
«Signorina, la posso aiutare?»
Una voce maschile interruppe il flusso dei miei pensieri, riportandomi alla realtà. Lo guardai: era un ragazzo alto, moro e dal sorriso caloroso.
«Che cosa?» sussurrai, confusa.
«È interessata a qualche capo in particolare?»
Capo?
Diedi una rapida occhiata intorno. Mi trovavo in un negozio d'abbigliamento. Quando c'ero entrata? Non ne avevo idea. Sbiancai.
Continua così, che vai alla grande!
«Tutto bene, signorina?» chiese il commesso.
No.
«Sì. Non mi serve niente, grazie».
Uscii di corsa dal negozio e andai a sedermi al bar accanto. Iniziai a massaggiarmi le tempie, chiudendo gli occhi. Ero vicinissima a perdere la testa.
«Che cosa le posso portare?»
Trasalii.
Perché oggi mi stanno tutti addosso?
Lo fulminai con lo sguardo.
«Quando avrò deciso, la chiamerò» risposi, sgarbata.
«D'accordo. Come vuole» disse il cameriere, offeso.
Il senso di colpa arrivò nel giro di pochi secondi.
Se non vuoi essere disturbata, rimani segregata in casa, cretina.
Feci cenno al ragazzo di raggiungermi. Lui si avvicinò controvoglia.
«Mi scusi se sono stata maleducata. È solo che sto passando un periodo davvero difficile».
La sua espressione si addolcì.
«Non si preoccupi».
«Grazie. Mi porti un tè alla menta, per favore».
«Certo. Arriva subito».
Ricambiai il suo sorriso.
C'era un via vai di gente in strada: gruppetti di amiche che ridevano, coppie mano nella mano che entravano e uscivano dai negozi, genitori con i figli... Sembravano così sereni, così soddisfatti della loro vita che fui colta da un'invidia improvvisa. Strinsi forte i pugni e conficcai i denti nel labbro inferiore, maledicendo Fabrice per l'infelicità alla quale aveva deciso di condannarmi. Adesso capivo perché Sandra si fosse suicidata. Fabrice ti portava a un livello di disperazione tale da farti desiderare la morte. Sgranai gli occhi.
No! Non devi neanche pensare a una cosa del genere! Tu hai un figlio che ami con tutto il cuore e che ti ama a sua volta. Lui ha bisogno di te, ha solo te. Non puoi abbandonarlo come ha fatto quel vigliacco di suo padre ancora prima che nascesse. Vivi per lui. Soffri per lui. Sottomettiti per lui. Vai dai Fabrice e metti fine a quest'inutile agonia. Si stancherà presto di te e finalmente potrai voltare pagina insieme a Lorenzo. Sei in grado di sopportare il dolore e le umiliazioni. L'hai già dimostrato più volte e lo dimostrerai ancora e ancora, finché il Destino non avrà deciso che hai sofferto abbastanza. Devi arrenderti ora, per vincere domani.
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Sua... (Alba & Fabrice trilogy - erotic/dark romance)
RomanceAlba vive da sola con il figlio e lavora alla Banque Populaire come addetta alle pulizie, ma lo stipendio non le permette di pagare le spese e in breve tempo, i debiti si accumulano. L'incontro con Fabrice Valois, direttore della banca, complica le...
