CAPITOLO UNO

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Lo sguardo di Marco brucia ancora sui nostri corpi abbracciati in mezzo all'acqua cristallina di prima mattina.

Dopo un po' decido di uscire dall'acqua, così prendo un asciugamani e mi dirigo verso la doccia per levarmi tutto il sale.

Entro nel bagno delle ragazze, dove non c'è ancora nessuno e mi sciacquo. Poi mi avvolgo l'asciugamano attorno al corpo e torno in spiaggia.

Quando arrivo sono già tutti fuori dall'acqua e hanno steso i teli per terra, uno a fianco all'altro.

Io mi metto di fianco a Marco, e quando lui tappa la bocca a quella gallina con una mano intimandole di fare silenzio e poi si gira verso di me, penso di stare davvero sognando.

Ma dico, che magia è questa. Comunque, si gira e mi guarda per un po', alternando lo sguardo dalle mie labbra alle mie iridi blu, così faccio anch'io.

-ehm, non mi ricordo come ti chiami, scusa-
Forse sta scherzando, sisi, si sentirá spiritoso a fare così.
-davvero non lo ricordi?- dico un po' affranta.
-ehm no, scusa ma mi si presentano tante ragazze, non posso mica ricordarmi il nome di tutte-
Ah, pure. Non ci credo, ma chi pensa di essere? Non è altro che un montato, un montato davvero attraente, ma pur sempre un montato.
-ehm, io non sono una di quelle che ti si presentano così a caso ok? Per tua informazione sei stato tu a presentarti a me dopo avermi tirato una pallonata in faccia. Quindi- dico per poi dargli le spalle.
-dai Marta aspetta, non fare così dai- come mi ha chiamata? MARTA, quindi lo sapeva il mio nome.

Rimango girata così fino a quando le palpebre non diventano più pesanti e mi addormento dolcemente cullata dal rumore delle onde. Nel sonno sento due braccia possenti abbracciarmi da dietro, penso che sia solo un sogno, così mi accoccolo meglio e mi rimetto a dormire.

×Marco's point of view×

Era bellissima, sapevo di averla fatta incazzare abbastanza quando le avevo detto di non ricordarmi il suo nome, ma aveva già notato che odiavo il fatto che lei stesse appiccicata a Riccardo, ci mancava solo che capisse che pensavo sempre al suo nome.

MARTA, prima si era addormentata, ma quando mi ero avvicinato e l'avevo abbracciata si era accoccolata a me ed era davvero una sensazione bellissima.

Non avevo mai fatto una cosa così 'sdolcinata' per una ragazza. Era tutto una cosa nuova.

Si svegliò dopo 4 ore, era attaccata al mio petto ed era tenerissima. Quei capelli biondi e quegli occhi azzurri, quanto è bella.

Si stroppicciò gli occhi e quando si accorse del modo in cui eravamo messi cominciò a strillare come una pazza psicopatica.

-che cosa fai? Lasciami-
-guarda che hai fatto tutto tu- dico e un ghigno si fa strada sulle mie labbra -se mi sogni e mi desideri non è mica colpa mia, contieniti-

-scusa?- ha una faccia scioccata, la bocca aperta e lo sguardo sconvolto -se tu ti fai film mentali su di me non è colpa mia. Ora, smettila di sognare- mi guarda con uno sguardo di sfida, poi si alza e sculetta via in direzione del mio amico.

×Marta's point of view×
Me ne vado da Ric e parliamo come vecchi amici, mi sta davvero tanto simpatico, è un ragazzo fantastico.

La giornata passa veloce e mi diverto un sacco, Marco non si è più avvicinato e io ho fatto amicizia con Gaia, una ragazza davvero molto simpatica. Ha i capelli neri e gli occhi marroni, non è niente di speciale, ma nella sua normalità è bellissima.

-Marta, stasera Marco mi ha invitata ad andare con loro a ballare nel locale del lido qua a fianco. Vieni con me?-
-ma cosa c'entro io? Ha invitato te, non vorrei interrompere-
-ma che? Noo, non è come credi-
-beh ieri sembrava che doveste farlo sul muretto delle scale-
-va beh lascia stare- dice ormai rassegnata, poi però ci ripenso, così mentre se ne sta andando triste le urlo: -a che ora?-
Si gira contenta e mi corre incontro per abbracciarmi, poi dice:
-7,30 sotto casa, non farti aspettare-

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