Capitolo 21 - Scratches

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Camminava a passo spedito: con una mano abbandonata a sprofondare nella tasca scucita dei jeans che gli fasciavano le gambe lunghe e sottili; con l'altra si accarezzava delicatamente il mento perfettamente rasato, liscio e pulito.
I corti ciuffi biondo cenere gli piovevano sulla fronte ondeggiando dolcemente ad ogni suo movimento, mentre gli occhi celesti scivolavano sulle insegne luminose alla sua sinistra e contavano le porte colorate dei negozi chiusi che si affiancavano l'una all'altra, poco più in basso.

Indossava quella camicia.
Una delle camicie che Nick aveva comprato in un negozio anche abbastanza scadente, vicino a dove aveva rimediato l'appartamento spoglio ed economico che ora lo ospitava. Non aveva niente di speciale: era una camicia di lino azzurra, decorata con una fantasia a scacchi neri e perfino un po' stropicciata, con quella fastidiosa etichetta che si impegnava al massimo per fare capolino dal colletto all'altezza della nuca e rendergli la vita un po' più fastidiosa di quanto già non fosse. Ne aveva un altro paio praticamente identiche: un po' più chiare, un po' più comode.
Non aveva mai capito per quale ragione ad Alex quella in particolare piacesse tanto. Ci si stringeva dentro fino a sparirci, come fosse stata una coperta, delle volte se la portava anche a casa sua e passava a restituirgliela solo qualche giorno più tardi. Ogni volta che poteva, se la infilava: anche solo per uscire a comprare le sigarette per entrambi, per girare per casa a piedi scalzi (sfoggiando quella ridicola espressione da bambina dispettosa), per dormire abbracciati nel piccolo materasso della sua camera che molto più spesso diventava la loro.. Dio, quanto tempo era passato?
Era stato così abituato a vedergliela addosso – quella camicia decisamente troppo lunga per lei, ma abbastanza morbida da piegarsi sulle sue curve e lasciargli immaginare tutte le forme sotto la stoffa – che chiudendo gli occhi poteva sentire il suo profumo impregnato nella trama del tessuto.
E se la rivedeva davanti, lei: con le labbra rosso carminio distese nel sorriso seducente che le aveva baciato via dalla bocca un milione di volte.

Non cercava l'insegna dell'Holiday, no.
Era lì che era diretto, ma non sarebbe passato dalla porta principale: non l'aveva mai fatto. Poco prima dell'ingresso, infatti, si apriva un vicolo cieco alla fine del quale, protetta da una grata metallica, si trovava l'uscita sul retro del locale che conduceva direttamente alla cucina e al magazzino.
Era quell'entrata secondaria che, un tempo, gli permetteva di far visita ad Alex; non perché disdegnasse la sala con i tavoli, i clienti e tutto il resto, anzi: inizialmente preferiva sedersi comodamente e approfittare del servizio al bancone per scambiare quattro chiacchiere con la sua meravigliosa donna dalle labbra di fuoco.
Ma il proprietario del diner aveva smesso di apprezzare la sua presenza da quando dei poliziotti non esattamente cortesi erano comparsi per chiedere di lui e poco c'era mancato che quel disgraziato non finisse sotto indagine per spaccio di droga in affiliazione con "il noto criminale Nicholas Smith". Pensare che praticamente neanche si conoscevano, loro due: e quel povero diavolo non era certo un malvivente, visto anche come si vantava di non aver mancato ad un solo appello per le elezioni in vita sua davanti a tutti i giovani del quartiere che della politica se ne infischiavano serenamente; però lo sapevano tutti, in quel locale di Williamsburg, che nascondeva un pacchetto di marijuana nel cassetto della sua scrivania, al piano di sopra.

Insomma, la morale della storia stava nel fatto che da quel momento aveva dovuto smettere di far esplicitamente visita ad Alex negli orari di servizio, quantomeno per salvaguardare il posto di lavoro da cameriera che si trascinava da qualche anno; inizialmente aveva pensato a travestirsi, camuffarsi nei modi più improbabili per cercare di passare inosservato (spesso senza successo)... ma, alla fine, sia lui che la Black avevano concordato sul fatto che passare dal retro sarebbe stato incredibilmente più comodo e semplice.
Alex gli lasciava il cancelletto aperto ogni sera: verso le nove, usciva a raggiungerlo per una presunta "pausa sigaretta" che dava loro il tempo di qualche chiacchiera, un paio di risate e un bacio a stampo al sapore di promessa prima di tornare al lavoro. Ricordava ancora perfettamente il gusto di quel lucidalabbra al gusto di pesca che usava mettere: gli restava impresso sulla pelle per tutto il giorno; e Nick si mordeva le labbra fino a farle sanguinare solo per ricordare la morbidezza della bocca di lei.

Hypnophobia (#wattys2017)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora