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33. Voglio solo dimenticare

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Sono ancora sotto la doccia quando arriva Christian, zia lo fa attendere in salotto, mi vesto con jeans e maglietta, indosso le mie amate Vans nere e scendo al piano di sotto, vedo amarezza sui loro visi e Chris corre ad abbracciarmi confortandomi, io non sono triste per quello che è successo ieri sera, ma per il mio sogno, ho paura che a Chris possa succedere qualcosa di brutto.
Di comune accordo decidiamo che prima andremo alla polizia a sporgere denuncia, poi dal padre in ospedale e a cena a casa sua così la mamma mi può fare l'intervista.
Alla centrale di polizia ci accoglie il capitano Jones che conosce sia Clare che mia zia che i genitori di Chris, ci fa accomodare nel suo ufficio e chiama un suo sottoposto a trascrivere, gli racconto tutto quello che è successo, come l'uomo mi ha vicinato, come mi ha chiuso la bocca, come mi ha toccato, mi guardo sempre le mani e sono rossa in viso, ma la mia voce è tranquilla. Christian non fa altro che cercare un contatto con me sia con gli occhi che con le sue calde mani, ma sfuggo sempre, non mi fa piacere che lui ascolti, ma non ho il coraggio di dirgli di andarsene.
Quando ho finito devo rispondere ad alcune domande del capitano, ora è il turno di Christian, racconta cosa ha visto entrando in bagno e cosa è successo dopo che mi ha tolto l'uomo di dosso, la sua voce al contrario della mia tradisce agitazione e paura oltre ha tanta rabbia. Jones ci informa che l'uomo che mi ha aggredito non ce l'aveva assolutamente con me, non sa neanche chi sono e non ricorda neanche il mio viso perché era ubriaco, voleva vendicarsi con l'agenzia di Clare e io sono stata l'unica ad andare verso il bagno da sola, la sua condanna oltre che la multa sarà un mese di prigione, poi dipenderà dagli avvocati e dal giudice.
Non mi interessa cosa succederà a quell'uomo, voglio solo che mi stia lontano, i miei pensieri erroneamente li dico ad alta voce, mi accorgo che il mio sfogo è riuscito a calmare anche Chris.
Facciamo pranzo al Mc Donalds, Chris insiste a cercare un contatto con me, prova a confortarmi, ma gli rispondo a monosillabi, sono ancora agitata e impaurita dal sogno di questa notte, mi ha davvero traumatizzato, parliamo pochissimo e alla fine riesce a conquistare un mio sorriso e la mia mano.
Ci dirigiamo con calma all'ospedale. Come entriamo l'infermiera alla reception fa chiamare il padre di Chris, Ted arriva subito e mi accompagna in una stanza, dove con un suo collega psicologo, il dottor Smith mi riempie di domande.
Ted con la scusa del caffè allontana Chris e il dottore mi pone domande più personali e gli racconto anche del sogno.

- Ho paura che a Chris possa succedere qualcosa di brutto, il mio ex ragazzo si è rivelato in violento e irrazionale, ho paura che se conosce Christian gli possa fare del male!-

- Katrine, lei ora deve pensare a se stessa e vivere giorno per giorno, inoltre dobbiamo capire cosa c'entra quello che le è successo ieri sera con il suo sogno, non si preoccupi ora per il suo ragazzo, rimarrà in America ancora un po' da quello che ho capito.-

Le sue parole e la sua voce pacata mi tranquillizzano molto, prima di salutarmi mi chiede se mi voglio sottoporre anche ad una visita ginecologica vista la violenza subita, spiegò al dottore che grazie a Chris l'uomo non è riuscito a toccarmi, mi saluta e mi consiglia di parlare con il mio ragazzo delle mie paure e di cercare di affrontarle insieme, ringrazio il dottore. Come esco dalla stanza noto che Chris mi ha aspettato fuori, mi viene incontro e mi abbraccia chiedendomi come è andata, gli racconto a grandi linee la nostra discussione e lo informo che ho bisogno di parlare con lui da sola.
Mi fa salire in macchina e mi porta sopra una collina a strapiombo sull'oceano , sa che amo il mare, mi piace molto stare qui e mi tranquillizza. Ci sediamo su delle rocce uno affianco all'altro, Chris mi prende gentilmente le mani e attende che io cominci a parlare, ma abbasso lo sguardo, e cerco di sfuggire al suo tocco.

- Kat, che succede, mi dispiace non averti protetta ieri sera, mi sono comportato male, lo so, mi farò perdonare, ma permettimi di starti vicino, non mi scappare cosi!-

Rimango spiazzata dal fatto che lui creda che la colpa di quello che è successo sia sua, gli stringo le mani

- Chris tu non hai colpe, anzi se non era per te chissà cosa sarebbe successo, quindi ti devo ringraziare, sembrerà strano ma mi preoccupa altro, ti l'ho detto di quel verme non mi interessa niente, ora ho paura per te...- sento le lacrime scendermi calde sulle guance, non riesco a trattenerle, è la prima volta dopo Adrian che mi apro con un ragazzo - non mi guardare così, ti prego fammi spiegare, ne ho bisogno...-

Ti amo, ma devo partireLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora