Ciao ragazze, sono tornata, non riuscivo più a scrivere, ero bloccata!! Scusate la mia assenza, ma spero che questo capitolo vi piaccia tanto quanto mi sono impegnata nella stesura.
Ho deciso di dividerlo in tre parti per rendere la lettura più piacevole.
Annalise visto il mio smarrimento viene verso di me e mi porta nel camerino, ma prima di entrare mi ferma Colin.
- Kat, scusa! Dove sei stata, sono passato da te e non c'eri? Tutto bene? –
Interviene Mattias, con tono un pochino troppo alto per i miei gusti,
- È stata con me stanotte, ci sono forse problemi? –
Un sorriso beffardo compare sul suo viso, il sangue comincia a fluire alle mie guance, vorrei controbattere ma lo sguardo irato di Chris mi toglie tutte le forze, sono impacciata e dispiaciuta, abbasso la testa e entro nel camerino mentre Colin insiste per avere spiegazioni
- Non si è approfittato di te? - mi chiede afflitto e trattenendomi per il polso - ti prego Kat guardami e rispondimi, stai bene? –
L'ira sta crescendo a dismisura dentro di me, sbuffo e comincio ad urlare prendendomela forse con l'unico che non mi ha mai creato problemi.
- A te che te ne frega, l'unico a cui dovrebbe importare qualcosa se ne sta là a fare la bella statuina – lo guardo stizzita e stringo i pugni - e non mi degna di uno sguardo, non mi parla, mi giudica e basta, non vuole sentire la mia versione, scappa e distrugge tutto. Ora non darmi più fastidio, mi cambio e cerchiamo di finire tutto, voglio tornare in Italia, lontano da tutti voi e da tutto questo. –
Mentre parlavo treatralmente indicato tutto ciò che mi circonda includendo anche le persone che mi sono davanti come Chris, Mattias e Colin.
Entro nel camerino, mi appoggio alla porta e ricomincio a piangere, pensavo di aver esaurite tutte le mie lacrime questa notte, ma forse mi sbagliavo, vorrei cavarmi il cuore dal petto per darmi sollievo e smettere di soffrire per un ragazzo che non vuole sentirmi e che non mi dà modo di spiegarmi e non crede nel nostro amore.
Cerco di riprendermi, mi sento vuota e stanca e non riesco più a combattere questo dolore. Tiro rumorosamente su con il naso ricomponendomi, mi faccio forza e mi pulisco gli occhi, ho la vista offuscata e come metto a fuoco, vedo Annalise seduta sulla sedia con in mano ciò che dovrei indossare il suo sguardo è addolorato e contrito. Mi avvicino ci abbracciamo. Non abbiamo bisogno di parole, mi accarezza la schiena e quando il mio respiro si è normalizzato mi sussurra
- Tutto a posto? –
Avrei voglia di piangere ancora e ancora fino a finire tutte le lacrime, ma non posso. Mi faccio coraggio, e con tono afono comincio a parlare tutta d'un fiato
- A parte il fatto che ieri siete spariti tutti e mi avete lasciato con quel pervertito di Mattias che mi ha portato a casa sua, è entrato in bagno mentre ero nuda dentro la vasca, mi ha quasi spogliato quando mi sarei dovuta vestire, mi ha baciata, sono rimasta tutta la notte a piangermi addosso appoggiata alla porta sperando che lui non riuscisse ad entrare, che quando mi sono svegliata questa mattina ho ricevuto, sotto coercizione di Matthew delle semplici scuse, e che quando sono arrivata a casa mia, il mio nido, il mio rifugio, tutto era distrutto? Si tutto a posto, come no? Ora spicciamoci che voglio andare via da qui il prima possibile. –
Me la sono presa pure con lei, la mia migliore amica. Di solito non sono così, rispetto sempre i sentimenti degli altri, almeno ci provo, ma oggi non ce la faccio mi fa troppo soffrire, provo a chiudere le porte del mio cuore dolorante. Sarò una stronza, ma oggi ne ho bisogno, sono stanca di soffrire, voglio chiudere questo capitolo della mia vita, voglio scordarmi tutto.
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Ti amo, ma devo partire
RomanceKatrine è una ragazza che non è mai uscita dalla sua città, ma ha tanta voglia di evadere da una realtà che le sta stretta, una possibilità le viene data dalla zia che vive in America, ma gli imprevisti sono dietro l'angolo. Finalmente la scuola è f...
