Louis' pov
Quando mi svegliai la mattina successiva ero felice, dopo un periodo in cui le cose tra me ed Harry erano state altalenanti e dopo la discussione del giorno precedente, finalmente quel giorno mi sentivo rilassato ed in pace con il mondo, anche se con un forte dolore al sedere.
Guardai il mio amante ancora addormentato al mio fianco, "cazzo sono cosí fortunato" penso.
Le labbra sono schiuse e rosse, i ricci sparpagliati sul cuscino e le sue mani e le sue gambe mi stringono come se avesse il terrore di vedermi fuggire. Riesco a districarmi dalla sua morsa e dopo una bella doccia inizio a preparare la colazione.
Mi viene un'idea, oggi sarà la nostra giornata: niente amici, niente finte ragazze, solo noi due, io ed Harry, una normale coppia di ragazzi innamorati.
Sorridente inizio a preparare pancakes e spremuta, dopo un paio di minuti però capisco che la cucina non sarà mai la mossa giusta per conquistare Harry, sono quasi tentato di buttarli quando sento due mani grandi e calde avvolgermi la vita.
<<Buongiorno Lou>> mi posa un bacio sulla spalla nuda <<cosa stai combinando? Sento puzza di bruciato>> sbuffo e mi giro per guardarlo
<<Volevo portarti la colazione a letto ma ti sei svegliato prima, non si fa Harold lo sai? Adesso torni a letto e fingi di dormire>>
Lui ride e poi con il più bello dei sorrisi demolisce il mio benessere
<<Non posso amore, mi vedo con Niall tra tipo 20 minuti e sono ancora tutto appiccicoso>> la delusione deve essere palese sul mio volto perché corruga la fronte e mi chiede se c'è qualche problema.
<<No niente>> abbozzo un finto sorriso <<pensavo potessimo prenderci questa giornata per noi, sai tra poco inizia il tour ed oggi non abbiamo impegni, o almeno io non ne avevo, dovevo chiedere, colpa mia!>> Lui si apre in un sorriso e mi bacia <<mando un sms a Niall, rimanderemo il nostro impegno, oggi sono tutto tuo!>>
Mi acciglio e
<<Solo oggi? Comunque tranquillo se hai da fare con Niall possiamo rimandare e..>> mi ferma e sorride con le fossette
<<non esiste! Niall capirà io pensavo che tu dovessi.. avessi da fare..>> abbassa lo sguardo ed una pugnalata in pieno petto mi avrebbe fatto meno male. Lo sculaccio piano e lo invito a sedersi prima che si freddi.
Beve il suo latte, mangia i cereali ed anche i miei pancakes, nonostante il sapore pessimo.
<<Grazie Lou, era tutto buonissimo>> mi dice, scuoto la testa ed abbasso gli occhi lui mi prende il mento e mi fa alzare lo sguardo <<sei cosí carino quando arrossisci, ma dovresti davvero imparare a ricevere un complimento, perché sei fantastico ed ho intenzione di fartene ogni giorno>>
<<Ti amo, non hai idea di quanto tu sia importante per me>> dico, lui sorride, mi bacia e mi lascia in cucina per andarsi a lavare.
Ho già in mente come rendere questa giornata memorabile.
Avremmo cominciato la nostra giornata con una sessione di shopping.
Non so bene chi dei due avesse una passione più grande per quello, anche se in fatto di gusto lasciavamo un po a desiderare ma col tempo Harry si sarebbe rifatto alla grande. Avrebbe sfoggiato look degni di passerella, nonostante a volte erano davvero completi improbabili. Come quella volta che indossò un completo Gucci bianco con dei fiori grigi con dei pantaloni a zampa d'elefante. Dio, quanto lo presi in giro quel giorno. Ma bastò un suo baciò, assolutamente sexy e passionale, a farmi morire il sorriso sulle labbra. E la sera glielo sfilai lentamente come un pazzo sadico, ma amavo quel corpo alla follia ed adoravo fare impazzire anche lui mentre agognava più contatto con le mie mani o con la mia bocca. Lui mi aveva fatto impazzire e così, nel mio piccolo, mi vendicavo con lui per fargli provare anche un po della pazzia che mi aveva causato lui. Ero un eterno insicuro e pensavo che mai lui sarebbe stato così pazzo di me come io lo ero di lui.
Si era fatta ora di pranzo e ci fermammo in un ristorantino italiano, lui amava quella pasta col sugo più di quando amasse la sua stessa pelle. Ed io ero come uno di quei bambini all'asilo, un po più grande degli altri, che cerca di fare il fratello maggiore prendendosi cura dei più piccoli e quindi adoravo vederlo felice con quel sorriso da bambino in faccia e glielo portavo sempre. Solo per ricevere in cambio un bacio e qualche sua frase romantica.
<<Sei proprio un bambino. Ti sei sporcato tutto, hai un po di sugo qui..>> col pollice raccolsi il sugo all'angolo della sua bocca e lo portai alle labbra.
<<Dovresti rifarlo.. sai, quando siamo in camera>>
<<HARRY!>> quasi urlai girandomi attorno per capire se qualcuno avesse potuto sentire <<.. ma sei pazzo? Che dici, qualcuno potrebbe sentire>> ero indeciso se essere indignato o avvampare lì sul momento.
E lui rise, di gusto. Come se non avesse detto una delle cose più sexy che potesse dire. Come se io non mi stessi già immaginando di farlo davvero. Dopo. Con lui. Nella nostra camera.
***
Non gli diedi il tempo di aprire la porta che lo buttai contro il muro baciandolo dappertutto. Come era possibile che non ne avessi mai abbastanza? Vivevamo insieme, lavoravamo insieme, dormivamo insieme e mangiavamo insieme.
Ma io non ne avevo mai abbastanza.
Mi ci buttai addosso, spalmandomi completamente sul suo corpo mentre già lo sentivo affannarsi con respiro pesante.
<<Ti voglio, ti voglio, ti voglio.. >>
<<Andiamo di la, ti prego Lou..>>
*Trill, Trill, Trill..*
Fummo interrotti dal mio cellulare che suonava, come se fosse impazzito, nella tasca dei miei jeans.
<<Non rispondere..>> mentre continuava a torturarmi le labbra
<<Devo.. se fosse mamma?.. >> ansimavo spudoratamente ad un soffio dal suo viso <<..solo un minuto, te lo prometto. La liquido subito.. Pronto?>>
Non era mia mamma. Decisamente no.
<<Eleanor? Che è successo..?>> lo vidi allontanarsi da me come se si fosse appena scottato e mi guardava con sguardo crucciato <<.. cosa? Perchè! Oggi mi avevano detto sarei stato libero, voglio dire.. mi avevano detto non dovessimo uscire.>> continuai ad ascoltarla a testa bassa <<ok ok, va bene.. ci vediamo..>>
Harry mi guardó con le braccia incrociate, poi parló:
<<No. Tu mi avevi detto che oggi era una giornata per noi, ho rimandato i miei impegni per te.>>
<<Lo so, ma.. mi ha appena detto che l'hanno chiamata i manager e dobbiamo uscire>>
<<Loro chiamano e tu corri. Ovvio.>>
<<Lo sai che devo, lo sto facendo anche per voi>>
<<Hai ragione, vai.>>
<<Dimmi che mi ami.. ti prego, ho bisogno di sentirlo>>
<<Devi andare..>>
<<Non è quello che ti ho chiesto>>
<<Ma è ciò che avrai>>
<<Dimmelo.. o non me ne vado>>
<<Io non ti dico proprio niente ma tu te ne andrai comunque. Anzi, me ne vado prima io>>
Lo vidi aprire la porta e sbatterla con così tanta forza che nemmeno pensavo avesse in corpo.
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Il verde prima del blu - Larry
Fiksi PenggemarQuesta storia fa parte del club 'Larry FanFiction Italia' di @Flame_MB 💙💚 Quella mattina Harry era agitato, non aveva idea che durante i provini di XFactor 2010 la sua vita sarebbe stata rivoluzionata, ma soprattutto non si aspettava che a farlo f...
