Goodbye

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Louis's Pov

Se fino ad ora avevo sempre pensato che sarebbe stata la distanza ad uccidermi, mi sbagliavo. Non era la distanza ad ucciderci, non lo sarebbe mai stata, era la mancanza. Ed io sapevo che lui sarebbe tornato da me, che dopo quella recita sarebbe tornato a casa nostra ad essere ciò che era. Ma adesso, saperlo li, con persone che non lo avrebbero mai amato quanto me, a chilometri di distanza in una stanza vuota e sciatta che avremmo potuto riempire di noi, mentre io me ne stavo sul divano a fissare lo schermo del telefono aspettano una sua chiamata, la voglia di essere lí con lui superava ogni limite, ogni ragione, ogni buon senso. Ed ero forse anche un po egoista, perché lui mi aveva lasciato libero di fare ciò che dovevo quando dovetti andare in montagna. Ma si sa, lui era buono, comprensivo e gentile, io ero un vulcano. Rischiavo di scoppiare. Se non si fosse deciso a tornare quella giornata stessa io sarei impazzito.

Ed erano solo pochi giorni a separarci, non sapevo che avrei dovuto fare i conti con assenze e mancanze lunghe settimane. Solo la sua voce a farmi compagnia e la mia mano a levigare l'assenza di lui. Nonostante il tempo passasse non si era mai spenta la passione. Potete biasimarmi? Harry Styles. 1 metro ed ottanta di pura magia. Due gambe da fare invidia a chiunque, qualunque modella, attrice, cantante, chiunque. Due mani che mi facevano sognare, grandi, forti, con quegli anelli che al solo pensarci, mi facevano venire voglia di averle ovunque. E non avrei mai potuto permettere a nessuno di toccarmi come facevo fare a lui. Erano passati quasi 4 anni e non avevo mai e dico mai immaginato o sognato di avere le attenzioni, le carezze o i tocchi di qualcuno che non fosse lui.

E continuavo ad indossare i suoi vestiti anche se qualcuno se ne accorgeva. Mi stavano già molto più grandi sul corpo che rimaneva comunque esile e sottile. Io tentavo di stringermi sempre dentro i miei jeans, con quelle curve che mi facevano esasperare ma che lui adorava. E io allora fingevo di odiarle ancora di più solo per farmi dire quanto lui amasse le mie gambe o il mio sedere. Ero ridicolo. 22 anni ed ancora facevo giochetti per sentirmi dire quanto fossi bello o quanto lui mi desiderasse. E li sentivo gli sguardi su di me, li sentivo gli occhi a scrutarmi ed assaggiarmi. Ma niente poteva essere paragonato al suo sguardo. Al fuoco che in me accendeva ogni sua singola occhiata.

E se in futuro quello sarebbe cambiato io non lo potevo sapere. Mi cullavo nell'idea che niente e nessuno si sarebbe potuto mettere tra me e lui.

Che non avrei conosciuto nessuno quanto conoscevo lui, che non avrei amato nessuno quanto amavo lui, che mai nessuno mi avrebbe salvato nel modo in cui faceva lui.

E contavo i giorni, le ore, i minuti che mi separavano dal suo rientro, era partito appena due giorni fa e già la sua assenza mi logorava e quando la notte mi chiamava potevo sentire lo stesso senso di smarrimento nella sua voce triste e nei singhiozzi a stento trattenuti.
E mai, mai avrei pensato di poter dipendere così tanto dal suo tocco o dalla sua voce ed ogni foto con lei è un colpo al cuore.
Finalmente sento il telefono squillare e rispondo senza nemmeno guardare chi é
<<Harry, amore, che ore sono?>>
Un singhiozzo mi ferma dal fare il mio monologo su quanto lo amo, controllo il mittente e scopro che é il mittente é mia mamma
<<Boobear, s-sono la mamma, pensi di poter venire a casa?>>
<<Certo, parto subito, tutto bene? I gemelli stanno bene?>>
<<Sisi, ti aspettiamo a casa>> ci salutiamo ed aggancio.
Per tutto il viaggio mi agito, provo a chiamare Harry ma non risponde, cazzo-cazzo-cazzo.

Capisco subito qualcosa che non va quando Lottie mi apre la porta e non mi salta addosso, ma al contrario scoppia a piangere.
La cullo e le chiedo che succede tira su con il naso
<<Ha chiamato papà, la nonna sta male, molto male é all'ospedale e voleva vederci un'ultima volta, noi siamo andate stamattina, ma..>>
I miei occhi si riempono di lacrime e vorrei proprio che le braccia forti di Harry fossero qui a sorreggermi, perché mia nonna é sempre una delle persone più importanti della mia vita.

Quasi come se il mio pensarlo fosse il richiamo di una sirena, il telefono squilla ed è Harry, rilascio il respiro che non sapevo nemmeno di trattenere e rispondo
<<Boo scusami, eravamo in pista, ho visto che mi hai chiamato un paio di volte, sentivi troppo la mia mancanza?>> apro la bocca per rispondere ed invece scoppio a piangere.
<<Lou... Louis.. ho d-detto qualcosa di sbagliato? Che succede?>>
<<No Har-Harry ho bisogno di te, la nonna sta.. lei sta, sta morendo>>
<<Oddio amore, che succede spiegami..>> gli racconto della telefonata e di ciò che mi ha detto Lottie.
<<Dio Lou, mi-mi dispiace così tanto piccolo. Senti ora devo andare, a presto, ti amo>>
Non mi dá nemmeno tempo di rispondere che ha già staccato, perfetto al mio ragazzo non frega un cazzo che soffro come un cane.

Mi faccio forza e vado a far visita a mia nonna, il nonno é a pezzi, così come mio padre.
Li abbraccio fortissimo e cerco di trasmettergli tutto il mio affetto, di rassicurarli, ma quando entriamo, la nonna é addormentata ed il pensiero che probabilmente non sentiró più la sua voce mi lacera ed inizio a piangere, di nuovo.

Appena arrivo a casa controllo il telefono, zero messaggi, zero chiamate da Harry, solo i ragazzi mi chiedono notizie, rispondo e poi, esausto cado nel mondo dei sogni.

Quando mi sveglio il mattino seguente sono le 10 e penso subito che sono una persona di merda, chi cazzo dorme dodici ore in una situazione del genere?
Faccio per girarmi dall'altro lato ma mi scontro con qualcosa di duro.
Il suo profumo, le sue mani, alzo gli occhi per incontrare il verde e lo trovo.
<<Buongiorno amore>> mi dice con un leggero sorriso, mi bacia la fronte e la mia espressione immagino sia sconvolta perché lui mi guarda e vede che non riesco a parlare
<<Sei, tu sei qui>>
<<Sono qui>> conferma.
<<Tu, tu come? Pensavo che, che avessi da fare?>>
<<Mmh, con il nostro aereo, come potrebbe non importarmi?>>
<<Ma Kendall? E la montagna?>>
<<Lei è ancora lì, con Cara credo, li ho mollati, nessuno può impedirmi di stare vicino all'uomo che amo quando ha bisogno di me>>
<<Sei qui>> mormoro ancora incredulo, annuisce e mi bacia le labbra, lento e casto.
<<Sono arrivato qui circa un'ora fa>> dice
<<Potevi svegliarmi, ti sarei venuto a prendere>>
<<Mi piace guardarti e poi avevi davvero bisogno di riposare>>
Annuisco
<<Ci sono novità?>>
<<No Boo, non si è ancora svegliata>> dice mentre mi stringe.
Colazione, pranzo, poi la chiamata.

<<La nonna se ne è andata Lou>>
Il telefono scivola dalle mie mani scontrandosi con il pavimento e avrei fatto la stessa fine se non ci fossero state le braccia di Harry a sorreggermi.

La mia bussola, la mia ancora di salvezza, il mio porto sicuro.

Il verde prima del blu - LarryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora