Holmes Chapel

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Louis' pov

Quando ho capito che Harry non sarebbe tornato in hotel ho dato di matto, ho chiamato Niall, Liam ed anche Gemma per sapere se l'avevano sentito.
Proprio la risposta di Gemma mi aveva lasciato perplesso 'Non so dove sia Harry ma immagino dovrebbe stare molto lontano da te' e poi aveva messo giù. Ero partito subito dopo senza dubbio Harry era tornato a casa ed aveva raccontato tutto alla madre, Rob e la sorella che ovviamente sarebbero stati tutti degli ostacoli tra me ed il vedere il mio ragazzo, se potevo considerarlo tale ancora.

Una volta giunto ad Holmes Chapel era tarda sera ed il telefono di Harry continuava ad essere spento, al mio bussare nessuno aveva risposto, dopo un'ora era tornata Gemma ed era stata davvero un'impresa convincerla a farmi entrare.
'Se mio fratello ti vuole fuori, prenderò quel tuo grosso culo a calci dalla sua camera alla porta di casa', il fatto che fosse stata Lottie a spifferare tutto a Gemma e non Harry un pò mi rincuorò, era forse un segno che mi stava perdonando?
Trovarlo addormentato lì nel divano della sua vecchia casa lo faceva sembrare ancora più piccolo, i suoi occhi, le sue mani, le labbra sulle mie a rassicurarmi.
Non era stata una ricaduta, lui mi voleva ancora.

<l'ho capito.. l'ho capito.. ma se saliamo sopra magari me lo spieghi meglio. Che dici?> mentre lo diceva gli occhi erano puntati sui miei, una mano sul mio petto e l'altra sul cavallo della mia tuta.
<Ti prego...> già a corto di fiato, iniziammo a divorarci sulle scale, sentivo le sue labbra e le sue mani ovunque, sul viso, poi sul petto, le clavicole, il sedere e poi tra i capelli ed io non riuscivo a far altro che ansimare.
<L-lou> anche Harry tratteneva i gemiti per non svegliare la madre, arrivammo a fatica in camera e con uno sguardo malizioso il mio sexy fidanzato chiuse la porta a chiave.
<Ops> mormoró lui mordendosi il labbro inferiore
<Ciao amore> gli risposi tuffandomi su di lui fino a portarlo con le spalle al muro, le labbra si cercavano costantemente ed io le volevo, ma volevo passare la mia lingua anche sul suo collo e sul lobo, così mi staccai e lo feci, Harry aveva la testa rivolta verso l'alto per prendere aria e per lasciarmi fare, offrendosi a me, senza riserve e davvero non avrei mai trovato, mai, una persona che mi amasse quanto mi aveva sempre amato e mi amava lui.
Presi i lembi della sua maglia ed iniziai a tirarli, lui alzò le braccia e gliela sfilai, iniziando a divorare il suo petto, i capezzoli, uno tra le dita ed uno in bocca. Lasciai baci umidi da questo fino all'ombellico, seguendo la striscia che conduceva ai boxer ed il pantalone del pigiama.
<Cristo non mi sembra vero fare così poca fatica per toglierti i pantaloni, dovresti portare più spesso tute>
<Zitto Lou, ami i miei skinny>
<Amo tutto di te> dissi abbassando i pantaloni larghi del pigiama e le mutande
<solo per i miei occhi> dissi impugnando la sua grossa erezione con la mano, leccandomi le labbra.
<N-non giocare, prendilo, prendimi in bocca> senza rispondere lo feci, rilassai la bocca e subito fino infondo, sentivo la punta raschiararmi la gola, mentre Harry imprecava a denti stretti per non farsi sentire.
La sua mano dietro alla mia testa per spingermi a prenderlo di più, con la lingua leccai la vena sporgente e poi di nuovo, baciai la cappella ed Harry si morse la mano per non urlare.
<Basta, basta..> mollai la sua erezione e gli allargai le gambe arrivando all'entrata tra le sue cosce, prima intorno, poi aiutandomi con le dita iniziai ad allargarlo
<Lou, ca-zzo>
<Shh piccolo, sveglierai tutti> mormorai mettendo una mano sulla sua pancia per fargli capire di stare fermo. Mentre con le dita sforbiciavo e leccavo, con una mano abbassai la mia tuta e le mutande ed iniziai a masturbarmi.
<Quest'immagine mi perseguiterà per sempre, sei uno stronzo> sentii dire da Harry
<mh?> lo guardai confuso
<Continua> disse spingendomi con la mano libera verso il buco tra le sue cosce.
Poi sembra ripensarci, perché mi tira i capelli delicatamente, allontanandomi
<Non ce la faccio più, ti voglio dentro, ti prego> annuisco alle sue parole e faccio per alzarmi ma lui mi spinge a sedere per terra e si mette a cavalcioni su di me.
<Va bene per te Lou?> annuisco, ammaliato dal mio Harry che si dondola con il sedere contro la mia erezione. Sorride malizioso e poi si fa indietro, lo prende tutto in bocca, una, due, tre volte
<Non giocare tu adesso> dico, supplicandolo con gli occhi di farmi entrare in lui.
<D'accordo> si avvicina e mi lascia un piccolo bacio a stampo, in netto contrasto con le cose sporche che abbiamo fatto fino a quel momento ma Harry è così: dolcezza e passione, paradiso ed inferno, caldo e freddo.
Il sorriso con le fossette compare sul suo viso prima che inizia a calarsi sulla mia erezione, la schiena inarcata, gli occhi sui miei e la bocca a formare una 'O' perfetta.
<Toccami..> disse ed io lo feci, accarezzai le sue gambe lunghe, le braccia, il petto, la schiena ed infine il sedere aiutandolo nei movimenti.
Si fermò praticamente seduto sul mio grembo e roteó il bacino, trovando quasi subito il suo punto.
Si allungò con le braccia indietro, evidentemente stanco per la fatica e vicino all'orgasmo. Cambiai posizione per penetrarlo meglio ma non potevo toccarlo ed io sentivo il bisogno di poterlo fare ogni secondo mentre facevamo l'amore.
Uscii da lui e lo aiutai ad alzarsi, lo presi da sotto le cosce e lui intrecció le caviglie sopra al mio sedere e le braccia al collo mentre mi baciava il lobo e la mascella.
Quando capì le mie intenzioni mi fermó, staccandosi e soffrii a quella perdita di contatto.
<No Lou, il letto fa, fa rumore> annuii, subito tranquillizzato dal fatto che fosse quello il problema, riprese a baciarmi non appena entró in contatto con il muro.
Con una mano afferrai il mio pene e lo misi nuovamente verso la sua entrata, per poi penetrarlo alla rincorsa all'orgasmo.
Harry morse la mia spalla per non urlare, mentre dalla mia bocca uscivano solo dei suoni confusi simili a ringhi mentre spingevo sempre più velocemente in lui.
<Amo quando mi scopi così> gli diedi uno schiaffo sul sedere e lui mi morse di nuovo la spalla
<Lavati la bocca> ansimai con le labbra attaccate al suo orecchio, mordendolo e passandoci la lingua poi.
<Ti amo> disse tra una spinta e l'altra <Ti amo, solo te, per sempre> ansimai mentre le spinte si facevano più profonde ma più sconnesse.
<Aaah> e venne copiosamente sporcando i nostri petti, altre due spinte e venni anche io tra le sue natiche.
Quando uscii, gli baciai la bocca, poi leccai lo sperma sul suo petto ed infine lo spazio tra le sue cosce.
Quando mi rialzai lo baciai di nuovo, un bacio lento e dolce, mi misi a cercare le mie mutande per andare a recuperare qualcosa per pulirci in bagno. Harry si lasciò cadere sul letto, e quello non cigoló, nessun rumore. Lo guardai interrogativo
<Ma non avevi detto che...?>
Lui mi guardó ed alzò le spalle, gli puntai il dito contro e
<Sei proprio uno stronzetto Harold> lui rise e mi mandò un bacio volante.
Mi pulii rapidamente in bagno e recuperai un asciugamano bagnato per Harry.
Lo trovai già mezzo addormentato, che mi sorrideva sornione mentre gli infilavo i boxer e gli rimboccavo le coperte.
Gli diedi un bacio sulla tempia e lo abbracciai da dietro, mentre guardavo svogliatamente le stelle  fuori dalla finestra ringraziai il destino per aver messo Harry Styles nel mio cammino.
Gli diedi un bacio sulla tempia.

Qualche settimana dopo maledissi lo stesso Dio.
Perché non era possibile che quello stesse succedendo a me. 
Perché non era possibile che ci fosse un Dio che mi stava mettendo così alla prova.

Il verde prima del blu - LarryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora