Consapevolezze

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Louis' pov

Non era la prima volta che con i ragazzi ed Ed Sheeran ci incontravamo a casa mia e di Harry per passare un po' di tempo insieme, da quando lo avevamo incontrato, in quanto Ed era uno degli autori delle canzoni del nostro primo album, era diventato molto amico di Harry, che lo vedeva come un fratello più grande dal quale imparare molto in ambito musicale, ma anche al di fuori.
Non ci avevo messo molto a marcare il mio territorio all'inizio, ma quando lui mi prese da una parte e mi disse "So che tu ed Harry state insieme Louis, me l'ha già detto lui, non c'è bisogno che tenti di uccidermi con lo sguardo" avevo fatto retro-front e avevo lasciato che vivessero la loro amicizia in tranquillità.
Quella sera Ed stava leggendo un articolo su internet intitolato "5 modi per dire ti amo senza dire ti amo" Harry era accoccolato sulle mie gambe ascoltando il rosso leggere quelle che a me sembravano tanto solo cazzate
<<Numero 1>> disse Ed <<a volte gli occhi dicono più di quanto si possa mai fare con le parole>> il riccio puntó i suoi occhi verdi nei miei ed io mi persi in quel ti amo scritto nelle sue pupille.
<<Numero 2, cucina per la persona che ami, falla sentire importante..>> sbuffai, mi ritrovai a pensare che Harry lo faceva sempre con me ma io avevo contraccambiato il favore soltanto poche volte da quando vivevamo assieme.
<<Numero 3, regalale dei fiori, non cadere nel cliché delle rose rosse, si sono belle, ma ogni persona rappresenta un fiore e tanti fiori poco conosciuti sono ricchi di significato..che cazzo vuol dire?>> sbottó Ed <<Io non voglio dei fottuti tulipani, voglio delle fottute rose!>> poi riprese a leggere scuotendo la testa.
<<Numero 4, per i più riservati semplicemente, guardate il vostro partner negli occhi e "olive"..>> sbottai a ridere, mentre Harry mi guardava con occhi sognanti.
<<Harry è una cavolata, io non sono riservato, non ho problemi a dire che ti amo>> lui sorrise, un sorriso con fossette annesse
<<Si Lou ma sarebbe carino in momenti in cui magari non possiamo comunicare liberamente trovare altri modi per esprimerci>> gli altri stavano parlando tra di loro fino a quando Ed non richiamó Harry e gli fece vedere un tweet sul suo profilo con scritto "#olive". Il mio ragazzo prese il suo telefono ed inizió a digitare e grazie tante non avrei mai lasciato che la gente pensasse che quel tweet di Harry fosse la risposta ad Ed, avevo già visto qualche gossip che parlava di un'amicizia profonda tra loro, quindi bloccai Harry e gli dissi aspetta, presi il telefono e scrissi la stessa cosa poi dissi <<al 3..2,1..>>e lo baciai mentre premevamo entrambi invio.
Inutile dire che le fans cominciarono a sclerare in meno di mezzo secondo. Bloccai il cellulare e tornai ad abbracciare forte il mio piccolino.
Ed si schiarì la voce e <<Numero 5, baciatevi. Quale altro modo migliore per amarsi? Larry lasciate la dimostrazione pratica per stanotte, ho già visto troppo zucchero per stasera!>>
Harry rise, insieme a tutti gli altri, depositando un bacio sul mio collo.

***

Quando decidemmo di andare al Leeds festival, io e Lou, non stavamo nella pelle. Eravamo carichi, l'adrenalina a mille. Avevamo voglio di ballare, cantare, ridere, passare del tempo solo io e lui. Liberi di poter essere noi.

Carichi di tante aspettative ed una sola tenda arrivammo al campo. Indossammo stivali di gomma e giacche a vento per andare ad inoltrarci nella mischia. Alcune ragazze ci chiesero di fare la foto insieme, alcune addirittura con me e Louis insieme e io nostri sorrisi erano ancora più grandi in quel caso perché ci rendeva felici sapere che qualcuno avesse potuto capire o potesse avere un dubbio. Finite le foto andammo sotto il palco dove da li a breve sarebbe iniziando il concerto con vari cantanti. Una canzone mi arrivò dritta al cuore e i miei occhi si riempirono di lacrime. Una canzone che parlava di ragazzi come me, come lui, come noi. Ragazzi come tutti gli altri che non avevano nessuna colpa se non quella di amare qualcuno dello stesso sesso. Era una colpa? Un peccato? Guardai Lou mentre canticchiava e capii che non poteva esserci nulla di sbagliato in quello che avevamo. Io lo amavo e lui amava me. Non era sbagliato.

"Sono nato libero, ma ancora odiano
Sono nato così non posso cambiare."

E passammo quei giorni come se non ci fosse più nulla fuori da quel festival, come se la nostra vita potesse svolgersi per sempre in quel luogo, solo io e lui, come due ragazzi che non dovevano nascondersi dall'immenso amore che provavano, due ragazzi che non avevano un contratto e la responsabilità della felicità di altre 3 persone, sulle spalle. E vorrei dire che fu solo per quello che ci impegnammo  affinchè il nostro amore non venisse fuori, ma fu anche per un grande sogno. Il nostro grande sogno: la musica, cantare, rendere felice qualcuno con le nostre voci. E' fu quel sogno e quell'amore incondizionato per la musica a schiacciarci sotto il loro stesso peso. Eravamo bloccati in un limbo, uno di quelli da cui non si esce, uno di quelli che ti risucchia e che diventa sempre più profondo. E avremmo potuto dare la colpa a chi ci aveva buttato dentro quella fossa senza uscita, ma avremmo dovuto dare la colpa a noi stessi. Perché era vero che qualcuno ci aveva buttati giù, ma saremmo potuti uscire quando ancora la fossa non era così tanto profonda, quando bastava allungare un braccio per poter risalire, oppure quando ancora era possibile risalire se qualcuno ci avesse buttato un corda sulla quale arrampicarci. Ma non lo abbiamo fatto. E quella fossa è diventata sempre più grande, ogni giorno di più e così con i mesi e con gli anni, saremmo rimasti lì, in balia solo di noi stessi e delle nostre paure. La voglia di sopravvivere ed uscire da lì ma la voglia di continuate il nostro sogno. Fu quel connubio che non riuscì mai ad andare d'accordo o almeno così ci avevano fatto credere, così credevamo. E chissà come sarebbe andata se, quando eravamo ancora in tempo, avessimo accettato quell'aiuto per uscire da lì. Me lo chiedevo sempre, soprattutto quando mi ritrovavo in una stanza d'albergo da solo perché lui doveva andare in giro con qualche ragazza. O come quando ci ritrovammo a passare le feste separati.
E ricordo che non ci fu sensazione peggiore al mondo di dover baciare qualcuno che non fosse lui. Dover abbracciare qualcuno che non fosse lui. Dover fingere di amare qualcuno che non fosse lui.

E mi fecero sentire quasi in colpa, come se fossi sbagliato. Mi fecero pensare che avessi qualcosa che non andava, perché ero costretto a non nascondermi. E la mia unica colpa fu solo quella di amare lui, un amore che non era giusto per loro.

Capii che non c'era nulla di sbagliato nel mio amore.
Capii che amare lui non poteva essere sbagliato perché mi rendeva felice.
Capii che io ero io, che non ero sbagliato e che non potevo cambiare.
Capii che se per essere giusto dovevo cambiare e cambiare significava non avere lui, allora io non potevo cambiare. Io non volevo cambiare.

E così me lo scrissi sulla pelle così che tutti potessero vederlo, in modo che fosse chiaro che io non potevo cambiare ma che nemmeno volevo farlo. E lui mi seguì tatuandosi due virgolette come a voler rafforzare il concetto, come a voler dire che nemmeno lui voleva che io cambiassi perché io ero io e lui mi amava. 

Il verde prima del blu - LarryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora