Four

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Harry's pov

Era una routine fastidiosa ormai, non solo sul palco dovevo limitarmi con Louis, dovevo limitarmi dall'essere me stesso, nelle interviste per la promozione di Four, il nostro quarto album appunto, ci dividevano e casualmente non avevo alcuna intervista in comune con Louis.
La cosa non mi stupiva più di tanto, dato che le uscite con El e con Kendall non avevano avuto l'effetto sperato.

Quel pomeriggio io e Liam avevamo fatto già un paio di interviste, mentre Louis, Zayn e Niall erano nel backstage aspettando che finissimo, ogni tanto Louis sbucava per sbuffare e mandarmi baci volanti.
In compagnia dell'intervistatrice Lucy, mi aveva già fatto domande abbastanza compromettenti del tipo "come sta il tuo sedere?" riferendosi alla mia recente caduta e non al fatto che Louis mi avesse preso poco prima durante la pausa tra un'intervista e l'altra.
Stavamo giocando al gioco delle domande a cui dovevamo dare quattro risposte e già alla prima mi sarei voluto sotterrare, ma quando arrivó la domanda che non mancava mai ero davvero frustrato.
<<Quattro tratti che ricercate in una ragazza?>> disse Lucy muovendo in maniera allusoria le sopracciglia.
Io sono in evidente difficoltà, Liam prende parola
<<Femminilità, é una buona caratteristica>> risponde, le parole mi escono dalla bocca mentre guardo Louis appoggiato alla porta dello studio.
<<Non é cosí importante! Ehm... io direi senso dell'umorismo, ehm.. naturalezza..>>
<<Una grande personalità..>> dice Liam mimando con le mani qualcosa di grande o lungo facendomi allargare gli occhi.
<<Qualcuno che sia piacevole..>> Liam mi prende per stupido e mi fa davvero arrabbiare.
<<Non vorresti uscire con una testa di cazzo!>> esclamo.
Lucy ride, Liam anche ed anche Louis si mette la mano davanti alla bocca per non ridere.
Poi ci chiedono quali sono le quattro cose che preferiamo fare e rispondo
<<Camminare sulla spiaggia>> ricordando quando io e Louis avevamo avuto la nostra serata romantica a Malibu
<<Leggere poesie>> come quando a volte prima di dormire le leggevo a Louis, accarezzandogli i capelli.
<<Cavalcare cavalli e..>> dissi con un sorriso mentre guardavo il mio di "cavallo'.
<<Dormire davanti ai faló>> dissi invece addolcendo lo sguardo ricordando il weekend ai Leeds.

La giornata di interviste era finalmente conclusa ed io mi buttai fra le braccia di Louis, sbuffando.
<<E così ti piace cavalcare cavalli..>> mi dice il mio fidanzato. Sorrido.
<<No, ci sono salito solo poche volte. Ma amo cavalcare te>> dico cercando di suonare indifferente ma allo stesso tempo malizioso.
Louis arrossisce e si avvicina al mio orecchio
<<Magari te lo lasceró fare quando arriveremo a casa>>
Sorrido e mi avvicino anche io al suo orecchio.
<<Non far finta di pensarci amore, lo so che non vedi l'ora. Non puoi mentire a me, mai>> dico mordendogli il lobo subito dopo le mie parole.
Mi prende per mano e raccoglie velocemente le nostre cose.
<<Forza andiamo>> dice, mi trascina fuori e bussa ai ragazzi, senza aspettare risposta spalanca la porta e strilla
<<Io ed Harry ce ne andiamo, ci vediamo dopo>> e la richiude.
Quando apriamo la porta di casa siamo già uno avvinghiato all'altro, bocche, lingue e denti che si scontrano.
Lo spingo sul divano e mi siedo su di lui a cavalcioni, ci togliamo le maglie frenetici, mi alzo per togliermi i pantaloni ed i boxer, mentre lui abbassa di poco skinny e slip.
Mentre si massaggia l'erezione mi guarda ed anche io inizio a toccarmi.
<<Dio Harry, potrei venire anche così, guardandoti mentre ti tocchi per me>>
<<Oddio Lou>> mormoro ansimando mentre torno a sedermi su di lui, muovendo il bacino alla ricerca di una frizione.
<<Oh Lou>> sospiro quando la sua bocca si attacca al mio collo e fa scorrere la lingua dalla mascella, al pomo d'Adamo, fino alle clavicole.
<<S-sei assolutamente fantastico>> mormoro.
Mi fa stendere sul divano, cambiando la posizione, lascia baci umidi su tutto il mio corpo fino ad arrivare alla mia entrata, irrigidisce la lingua e continua a dare colpetti all'interno, mentre con la mano stringe la mia erezione.
<<LouLouLouLouLou>> non riesco a smettere di chiamarlo, di invocarlo, affinché la smetta o che continui fino a farmi venire.
<<Penso che tu sia pronto piccolo>> annuisco freneticamente mentre lo tiro ancora seduto e senza preavviso mi calo sulla sua erezione.
La bocca mi si spalanca in una grande 'O' mentre mi sento riempire fino alla fine e vedo Louis buttare indietro la testa gemendo e so che sta lottando per non spingere con il bacino.
<<Ci sono, ci sono>> dico, iniziando ad andare su e giù sul suo membro.
Louis mi tiene le mani sul sedere accompagnando i miei movimenti, il cervello completamente in pappa, riesco solo a muovermi in maniera sempre più frenetica.
<<Har-piccolo s-sei perfetto cazzo>> dice Louis spingendo forte contro il mio sedere.
Nella stanza si sentono soltando i nostri ansimi e il rumore delle nostre pelli che si scontrano ed é tutto fottutamente eccitate.
Quando vede che perdo intensità, mi afferra da sotto le ginocchia, mi stringo con le gambe intorno alla sua vita e graffio la sua schiena.
Ci siamo troppo dentro per arrivare in camera, Louis sembra del mio stesso avviso perché mi stende sul pavimento ed inizia a spingere davvero, davvero forte, facendomi urlare. Trovo un po' di conforto mordendogli la spalla, al limite.
Louis continua a spingere sulla mia prostata, mentre mormora il mio nome come un mantra, vengo all'ennesima volta in cui tocca il mio punto.
Accompagna il mio orgasmo, roteando il bacino, poi continua a spingere per raggiungere il suo, lo bacio a bocca aperta e lo tocco ovunque riesco ad arrivare.
<<Dio Lou, ti amo, amo il tuo culo, amo i tuoi gemiti, amo come mi riempi e amo come lo fai>> dico contro il suo collo.
Viene anche lui con un grugnito poi si accascia sul mio corpo e ci addormentiamo così, lui dentro di me, nudi, sudati ed appiccicosi, sul pavimento del salotto.

**********

<<Siamo qui con Harry, Liam, Zayn, Niall e Louis... Oggi sentiremo un'interessante remix della vostra canzone 18.. >>

Se devo essere sincero non ero molto contento di questa cosa, ma sapevo che su YouTube girassero remix delle nostre canzoni e per alcune mi andava anche bene, erano carine e sopratutto a Louis piacevano un sacco. Ma non quella. Non 18. Non la canzone che desideravo da morire cantare verso di lui sul palco, non quella che raccontava di come, anche prima di sapere di provare le stesse cose, noi ci amavamo.

I wanna love
like you made me feel,
When we were 18..

Liam e Niall erano euforici, sembrano apprezzare davvero tanto. Io un pò apatico fingevo di applaudire, non volevo comunque sembrare scortese, Zayn era il solito Zayn, non si sbilanciava mai. In quell'ultimo periodo lo osservavo più del solito, sembrava spento, senza alcuna emozione o passione per quel che stavamo facendo, la brutta sensazione che fosse stanco di noi, di quello che avevamo e facevamo. Scaccio via i pensieri e guardo Lou, che con la sua solita faccia da strafottente e quel sorriso sbarazzino sta a ritmo con la musica, ma so che sta pensando la stessa cosa che penso io.

L'atmosfera cambia quando sullo schermo iniziarono ad andare alcune immagini di noi, anni prima, mentre giocavamo ad un campetto. Ricordavo a memoria ogni singolo momento, ogni sorriso, ogni emozione. Io e Louis lì, sullo schermo, su quel campo. Parlavamo e scherzavamo come se non avessimo quell'enorme macigno su di noi. Guardai il video con occhi sognanti, non me ne resi conto, ma fu inevitabile. Nonostante fossero passati anni, lui mi avrebbe sempre fatto lo stesso effetto. Anche Louis lo stava guardando con una luce speciale negli occhi, si lasció sfuggire "my Hazza" appena accennato con il labiale ma che le nostre fans non si sarebbero di certo fatte scappare. Lo amavo anche per questo. Perché quando si trattava di me non era lucido, non era il solito Louis strafottente che voleva far credere.

Mi cullavo nell'idea di essere il suo punto debole.
Era il mio più grande privilegio.

Ancora non sapevo che sarebbe stata anche la nostra condanna ad una vita che non ci avrebbe sorriso per molto, molto tempo.

Il verde prima del blu - LarryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora