04th August 2015

69 6 2
                                        

4 Agosto 2015 

Harry aveva continuato ad ignorarmi, la mia famiglia mi aveva raggiunto a New York, mia madre mi aveva fatto una ramanzina infinita, era al tempo stesso eccitata di diventare nonna, ma era preoccupata per il mio stato ed anche per Harry.
Quando l'aveva visto l'aveva abbracciato a lungo e si erano entrambi messi a piangere non accorgendosi della mia presenza.
<Piccolo, lo sai vero che boo ti ama ancora?>
<Si ed anch'io lo amo, ma capisci Jay, non posso, non ci riesco> aveva risposto il riccio
<La cosa più giusta da fare é andare avanti, insomma è un bambino o bambina e sono sicuro che Lou sarà fantastico con lui o lei, non ho dubbi e di sicuro la nostra relazione sarebbe solo un ostacolo e poi io...>
Mia madre gli mise una mano sulla spalla, accarezzandolo
<No Harry non pensarlo mai, voi meritate di essere felici, qualsiasi sia la fonte della vostra felicità.. sei come un figlio per me Harry, da quando avevi sedici anni ed anche adesso che stai diventando un bellissimo uomo ed una persona fantastica. Farò sempre il tifo per voi, lo sai> Harry le diede un bacio sulla guancia e poi domandò come stessero le mie sorelle, il mio fratellino e Dan. Mi allontanai con le lacrime agli occhi.

Sapevo cosa sarebbe successo quella mattina, oltre alla solita intervista avrei dovuto confermare i rumors sulla mia paternità. Credo che fossero più interessati a questo, piuttosto che a Drag Me Down, il nostro nuovo singolo.
<Volevo dire Louis, da un padre ad un altro, volevo congratularmi per la tua prossima paternità>
Sentii tutti trattenere il respiro.
<Come ti senti?> tirai fuori il mio sorriso più falso.
<Grazie. Ovviamente é un periodo felice>
La giornalista poi si rivolse a
<Harry.. sei molto silenzioso oggi>
<No, mi sto divertendo molto> rispose lui con voce bassa e gli occhi lucidi, sforzanso un sorriso.

Cosa gli avevo fatto? Ancora. Come avevo potuto distruggerlo? Di nuovo.

Quella sera si festeggiava il compleanno di Lottie, per questo motivo la mia famiglia ci aveva raggiunti. Harry aveva mantenuto la sua parola, non mi aveva quasi più guardato il faccia. Tutto quello che faceva era uscire con Xander e proprio per questo motivo, quella sera per la prima volta mi rivolsi a lui con un aggettivo che fino ad allora avevo ritenuto adatto solo a me stesso : stronzo. Era venuto lì con lui. Era il compleanno di mia sorella. C'era la mia famiglia, mia mamma, Dan, le mie sorelle. I nostri amici. L'aveva portato lì e pensai che non glielo avrei perdonato mai; perché se non poterci parlare o toccarlo mi mandava fuori di testa, vederlo ridere o farsi toccare da qualcun altro mi distruggeva il cuore.

Era quasi mezzanotte. Lottie era da qualche parte a ballare con Tommy, e  le mie sorelle si divertivano come matte. Perfino mia mamma stava ballando e poi c'ero io. Seduto in una delle tante poltroncine mentre fingevo di parlare con alcune ragazze, amiche di Lottie che si complimentavano per il tour e chiedevano insistentemente di fare foto. Tutto questo mentre continuavo a non togliere gli occhi di dosso da Harry. Solita camicia aperta fino a metà pettò, soliti skinny da far girare la testa. Sembrava parecchio ubriaco e non smetteva di strusciarsi contro quel cazzone di Xander. Potevo quasi sentire il fumo uscirmi dalle orecchie ma dovevo resistere. Mi aveva detto di restare buono se lo amassi. Di non cercarlo, di non scrivergli e di non dare di matto. Ma era troppo. Troppo. L'alcool, le sue mosse, i movimenti languidi contro un corpo che non era il mio, mani che non erano mie sui suoi capelli. Stavo completamente perdendo la ragione quando vidi le labbra di Xander su quelle di Harry. Non ci vidi più. Mi alzai di scatto. Gli andai incontro. Una spallata forte ed uno sguardo pieno d'odio. Uscii fuori sul terrazzo. Estrassi subito una sigaretta dal pacchetto e la portai alle labbra. Pensai sarei potuto esplodere. Sentivo il cuore uscire dal petto, la testa pulsare ed il corpo tremare.

<Louis..>
<Non dire una parola..>
<Louis..>
<Cazzo Harry, non una parola.. smetti di dire il mio nome>
<Mi dispiace..>
Non ci credevo. Aveva pure il coraggio di continuare. Risi amaramente.

Il verde prima del blu - LarryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora