6. I like girls with long hair

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"Spiegami una cosa..." disse Marinette, stendendosi su un fianco, così da poter guardare il biondo. "Di preciso che utilità ha un guanto che copre solo tre dita?" Chiese guardando la mano destra della sua guardia, coperta da quel singolare guanto a tre dita.

Erano passate già un paio d'ore da quando erano arrivati nella radura e avevano approfittato di quel momento di calma per rilassarsi dopo la lunga cavalcata e per parlare del più e del meno. Adesso conoscevano ognuno molte più cose dell'altra. Adrien sapeva che Marinette odiava i cibi che lasciavano un sapore aspro in bocca e Marinette sapeva che Adrien era allergico alle piume.

"Perché questi guanti servono a tirare con l'arco, Piccola Miss." spiegò Adrien, guardandosi la mano. Subito dopo si mise seduto, prendendo il proprio arco e una freccia. "Vedi, queste tre dita sono quelle che si usano per tendere la corda dell'arco e scoccare la freccia. Se durante un combattimento devo lanciare più frecce, una dopo l'altra, lo sfregamento delle dita con il movimento della corda potrebbe farmi male e a lungo andare potrei ferirmi ed essere meno efficace nel colpire il bersaglio." continuò, mostrandole come tendere la corda.

"Capito. Sei stato parecchio esaustivo, grazie." annuì Marinette, per poi alzarsi. "Ti va di insegnarmi? A tirare con l'arco, intendo." chiese guardandolo. Lui la guardò, sorpreso da quelle parole.

"Se ci tieni tanto..." rispose scrollando le spalle, per poi alzarsi a sua volta. "La prima cosa da fare è usare l'attrezzatura giusta. Non vorrai mica farti male, principessa." sussurrò con un leggero tono divertito, togliendosi il guanto dalla mano destra e una protezione in cuoio dal braccio sinistro che andava dal polso al gomito.

"Quello a che serve?" chiese guardando il ragazzo avvolgerle la fascia al braccio e bloccarla con delle stringhe.

"Serve a proteggere il braccio dallo sfregamento con la corda. Se non la usi rischi di spellarti." spiegò lui mettendole il guanto alla mano destra. Sorrise leggermente, notando che le andava davvero grande, così come la protezione per l'avambraccio. Marinette era così... piccola. Non appena ebbe finito quell'operazione, le porse l'arco, che lei prese leggermente incerta. "Allora... poniamo come bersaglio... quell'albero." indicò il ragazzo, puntando un albero di fronte a loro, non molto distante. "Devi tenere il corpo perpendicolare al bersaglio quindi, cerca di stare..." mormorò sommessamente, per poi prenderla per i fianchi e girarla di poco. Marinette sentì le guance imporporarsi leggermente a quel tocco, ma fece finta di nulla. "Ecco fatto." annuì tra sé il biondo. "Ah e cerca di tenere i piedi dritti. Come se dovessi tenerli su una linea per terra." aggiunse tracciando una linea immaginaria col dito. Lei obbedì, cercando di mantenere la posizione.

"Così?" chiese guardando la sua guardia con la coda dell'occhio. Lui annuì, sorridendo leggermente. Marinette imparava in fretta.

"Molto bene. Adesso prendi l'arco con la mano sinistra e la freccia con la destra..." disse, per poi esitare, in difficoltà. Non aveva mai spiegato come tirare con l'arco, per lui era una cosa naturale e automatica.

"E...?" chiese Marinette, facendo come le aveva detto. Lui si spostò i capelli dal viso e si avvicinò a lei.

"Ti faccio vedere." sussurrò portando la mano sinistra su quella della ragazza, stringendo con lei il manico dell'arco. Sentì la schiena della sua protetta aderire al suo petto e sorride istintivamente non appena avvertì il fremito delle sue dita quando lui le strinse tra le proprie. "Non tenere il braccio destro così rigido... deve essere un movimento fluido e delicato. Le tue dita devono tenere delicatamente la freccia..." spiegò lui in un soffio, incastrando il fusto della freccia nell'apposito spazio sull'arco e puntando il bersaglio. "Adesso tendi l'arco e prenditi il tuo tempo prima di lasciare andare la freccia. Prendi un respiro profondo. Visualizza il tuo obiettivo." mormorò piano nel suo orecchio. "Ci sei?" chiese dopo un lungo silenzio. Si sentiva più consapevole della loro vicinanza che del bersaglio, se non si fosse concentrato non sarebbe mai stato in grado di centrare l'albero. Perché era andato a ficcarsi in quella situazione?!

"Sì..." rispose lei, torturandosi il labbro inferiore. Si stava costringendo a guardare l'albero davanti a lei e a concentrarsi sul punto che voleva colpire. Non poteva e non voleva guardare Adrien, sarebbe stato più imbarazzante di quanto già non fosse. Eppure, nonostante l'imbarazzo, si sentiva bene così vicina a lui. Il suo petto era caldo e rassicurante. Inoltre avvertiva chiaramente i muscoli definiti del petto e dell'addome, senza contare i muscoli tesi delle spalle e delle braccia...

"Allora lasciala andare." mormorò e allentò la presa sulla mano della ragazza, così da permetterle di poter mollare la freccia. Ascoltarono in silenzio il sibilo dell'arma che sfrecciava in aria e si conficcava nell'albero. I due sorrisero all'unisono, Marinette sorpresa e Adrien soddisfatto. "Visto?" sussurrò girando il viso per guardarla quando lei fece lo stesso.

Ed erano vicini. Troppo vicini. Marinette sentiva il fiato del ragazzo infrangersi contro il suo viso e si stava beando di quella sensazione, tanto da sporgersi di poco verso le labbra del biondo, il quale però si schiarì la voce e si allontanò di qualche passo. La ragazza arrossì, distogliendo lo sguardo e porgendo nuovamente l'arco alla sua guardia.

"Quando eri piccola avevi i capelli più lunghi..." mormorò lui, dopo il lungo silenzio, guardando i capelli neri della ragazza. Lei si sfiorò una ciocca di capelli, ricambiando lo sguardo.

"Come lo sai?" chiese confusa. Si erano già conosciuti prima? Se lo sarebbe ricordato. Se lo sarebbe decisamente ricordato.

"Chi a Clarines non conosce la principessa e non l'ha mai vista a un evento pubblico?" disse lui, alzando retoricamente un sopracciglio, con un sorrisetto divertito sul viso.

"Oh..." sussurrò semplicemente lei, giocando con la ciocca di capelli presa poco prima. Ma certo, lui l'aveva vista a a una parata, o a un evento simile... dove sennò? "Sì, in effetti da piccola avevo i capelli più lunghi, ma adesso li preferisco corti... sono più comodi. Perché tanto interesse per i miei capelli?" domandò sedendosi nuovamente sul prato. Il biondo si appoggiò a un albero, le braccia al petto.

"Non c'è un motivo preciso. Stavo solo pensando... che mi piacciono le ragazze coi capelli lunghi. Tutto qua." rispose scrollando le spalle. In quel momento Shadow corse verso la mora e le saltò in braccio, ansimando stanco dopo aver corso in lungo e in largo.

"Dovremmo mangiare, non pensi tesoro?" mormorò Marinette accarezzando la testa pelosa del cucciolo. Adrien corrugò le sopracciglia.

"Direi di sì, Piccola Miss, ma non c'è bisogno di chiamarmi 'tesoro'... non è professionale, non credi...?" chiese sedendosi anche lui sul prato. La mora lo guardò, confusa.

"Ma io parlavo con Shadow..." ribatté arrossendo.

Little Miss || Miraculous Ladybug - AdrienetteLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora