Dedicato a R. Grazie per avermi insegnato il valore della vita! Ora quando guardo il cielo so che c'è una stella che brilla più delle altre.
- Hanna C.
«Sam... è una pessima idea, lascia stare!» ripeto per la milionesima volta, ma lei non vuole ascoltarmi. Siamo sulla linea M, di ritorno da Oakland e lei è semplicemente furiosa. Prima di tutto con suo padre, quel «Coglione, pezzo di merda, traditore di figlie che va e ne partorisce altre!» e poi con Hunter.
«Lo sapevo che quello schifoso aveva qualcosa in mente! Lo sapevo! Ti rendi conto che David non gli deve nemmeno mezzo penny!? Domani gli faccio vedere i sorci verdi a quel maledetto bastardo!» sibila lei, ancora con le braccia conserte. Ha uno sguardo duro, di ghiaccio. Non credo di averla mai vista in modalità "ti spacco il culo a prescindere da quanto tu possa essere grande, grosso e pericoloso", o meglio: l'ho vista minacciarmi in diverse e varie occasioni, ma non le ho mai visto quello sguardo addosso.
«Sam...» la ammonisco e poggio una mano sulla sua coscia. Lei abbassa lo sguardo dapprima sulla mia mano, poi alza gli occhi per incrociare i miei: «Mi ha dato il tormento per due fottutissimi mesi Brant! Capisci? Ha minacciato di fare del male a te e a Kayla: non può passarla liscia. Vuole i soldi? Diamoglieli, ma non senza un pegno in cambio!» alzo gli occhi al cielo esasperato e scuoto il capo. Quando fa così è davvero inutile farla ragionare.
Dopo che è uscita da Starbucks come una furia l'ho trovata all'angolo con la Minroad Street, poggiata con finta aria tranquilla alla ringhiera della metropolitana. Mi ha subito detto che voleva andare ad Oakland e io le ho detto che non l'avrei lasciata andare da sola nemmeno sotto tortura: dallo sguardo che aveva intuisco che nemmeno lei volesse andarci da sola. Ieri sera ha chiamato un certo Frederick Glout, conosciuto meglio come Glout Senior e gli ha raccontato velocemente la situazione, al che il tizio è rimasto leggermente destabilizzato da quello che gli ha raccontato la mia ragazza.
«Possiamo andarci in auto volendo» le ho proposto. Lei mi ha guardato con una faccia incredula, come se non capisse se fossi serio o la prendessi per il culo. Alla fine è scoppiata in una forte risata fragorosa e, scuotendo la testa, mi ha teso la mano: «Si vede proprio che non conosci Oakland. Portaci l'auto e troverai solo il parcheggio vuoto ad aspettarti» ha detto annuendo fermamente.
E così dopo un paio di ore passate in un locale davvero lussuoso nel cuore di Oakland, ben lontani dal ghetto, ci siamo fiondati nuovamente in metropolitana per tornare a San Francisco. Fin qui tutto più o meno normale se non fosse che ho passato metà giornata tra una Sam che sbraitava contro un padre mai conosciuto; un boss mafioso di un ghetto californiano e un'altra Sam sbraitante, questa volta contro il figlio del mafioso. Sì, cose da tutti i giorni insomma.
«Non avresti mai dovuto accettare quell'assegno Sam! Dovevi lasciare che se la sbrigassero lui e suo padre; il tuo l'avevi già fatto!» la riprendo nuovamente. Ecco un'altra stronzata che ha fatto: con il padre di Hunter si è accordata che lui le avrebbe dato i tanto ambiti quindicimila dollari, ma ad una sola condizione: che scoprisse perché il figlio rivendicava una cifra "misera" (parole sue!) e perché stesse dando il tormento proprio a lei. In cambio lui le avrebbe dato la cifra. «E invece ho fatto bene! Così quel maledetto coglione si ritroverà un assegno vuoto e prima che se ne accorga noi saremo già dai tuoi in Oregon. A quel punto, se è abbastanza intelligente, cosa di cui dubito fortemente, si accorgerà che la firma e la sigla bancaria sull'assegno corrispondono a quelle di suo padre e non le mie. A quel punto sono cazzi suoi e di suo padre: mi auguro solo che abbia fatto qualcosa di talmente stupido, che questa volta Glout Senior gli tagli le palle!» sbuffa ancora alterata e mi stringe forte la mano. Non so come, ma ho un brutto presentimento... Ma non dovevano essere le donne quelle prudenti e che non amano il pericolo?! Ogni tanto mi sembra di essere io quello dei due più prevenuto e calmo.
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Stay Here
Romanzi rosa / ChickLit- Stay Here è il sequel di Hundred Kisses . . È passato un anno da quando Axel ha conosciuto Camille, un anno in cui si sono susseguite molte vicende e molti segreti sono venuti a galla. Tutti tranne uno: che cosa nasconde Axel? Il diciannovenne si...
