Era giovedì pomeriggio.
Fortunatamente, al giovedì il mio turno finiva a mezzogiorno e dopo una lunga e noiosa mattinata di lavoro, mi diressi a casa di Harry.
Avevamo pranzato insieme, con un semplice piatto di pasta al pomodoro e mentre Harry mi aveva lasciata sola per andarsi a fare una doccia calda, io ne approfittai per organizzare l'idea avuta qualche giorno prima per il suo compleanno.
Liam mi aveva dato l'illuminazione.
Harry non era affatto una persona superficiale, avrebbe sicuramente apprezzato un regalo qualsiasi, ma io preferivo fargli qualcosa di duraturo, che potesse rimanergli per sempre.
Non vedeva la sua famiglia da anni ormai, ed era uno dei suoi più grandi desideri poter riabbracciare sua madre e sua sorella.
La mia idea era quella di organizzare una festa a sorpresa, con tutti i suoi amici, ed infine avrei contattato sua sorella, invitando anche lei.
Non avevo idea se questo mio piano potesse essere fattibile o realizzabile, ma io volevo provarci. Ci speravo davvero che potesse funzionare, e non vedevo l'ora di vedere il suo viso felice ed orgoglioso nel poter riabbracciare sua sorella e la sua famiglia.
Così, seduta a gambe incrociate sul grande letto in camera di Harry e con il computer appoggiato fra le ginocchia, stavo facendo una ricerca fra gli amici del suo profilo.
Speravo davvero che anche lei avesse un profilo, e se così fosse, le avrei scritto un messaggio e le avrei spiegato tutto.
Mi aveva detto, quel pomeriggio a Natale, che si chiamava Gemma, e non fu difficile trovarla fra i suoi amici.
Sfogliai le poche foto profilo che erano pubbliche, tutti i post e il resto delle foto erano private.
In copertina aveva la foto di un adorabile gattino, nero e bianco. Mentre come profilo aveva una foto sua, che la ritraeva mentre baciava un ragazzo, probabilmente il suo fidanzato.
In quelle foto, i suoi capelli erano su un biondo platino abbastanza spento, ma la riconoscevo perfettamente. Aveva gli stessi lineamenti di Harry, ed era davvero bellissima.
Non esitai e cliccai immediatamente sul tasto "aggiungi agli amici".
Speravo davvero che lei potesse accettare la mia richiesta, anche se il mio sesto senso mi diceva che, non conoscendomi, non avrebbe esitato nel cancellarla.
Forse avrei dovuto scriverle un messaggio, iniziando a spiegarle la questione. Sicuramente questo mi avrebbe dato qualche speranza in più di essere considerata da lei.
Entrai su messenger, iniziando a digitare un messaggio sulla sua chat, ma in quel preciso momento, sentii la porta del bagno chiudersi.
Fu così che dovetti richiudere velocemente la pagina che avevo appena aperto.
Harry entrò in camera.
La sua vita era coperta dal grande asciugamano bianco, dal quale spuntavano le piume del suo tatuaggio che accentuavano la sua linea V.
Sulle spalle e sulla schiena ancora scivolavano alcune piccole gocce d'acqua e i suoi capelli erano ancora bagnati. Infatti, con un secondo asciugamano, li stavo tamponando e asciugando.
Si venne a sedere accanto a me, sul bordo del letto, mentre io cercavo il più possibile di distogliere lo sguardo dal suo fisico scolpito, fissando lo schermo del mio portatile, che però era fissa sulla schermata del desktop.
Così, richiusi il mio portatile, appoggiandolo sul letto affianco a me.
Harry mi sorrise, poi appoggiò un mano sul materasso e avvolse tutto il mio corpo con il braccio. Si sporse verso di me, avvicinandosi drasticamente al mio viso.
Io tentai il più possibile di non arrossire a quella vicinanza, né di fissare troppo il petto marmoreo del ragazzo. Ma entrambe le cose mi furono impossibili, tanto che Harry se ne accorse e un ghigno divertito gli si stampò sul volto.
"Che c'è?" sussurrai io, ad un centimetro dal suo volto.
Lui, infine, rise in tutta risposta ed io lo guardai storta.
Annullò le distanze fra noi, stampandomi un dolce bacio sulle labbra. Privo di malizia, privo di qualsiasi intenzione.
"Sei tremendamente adorabile quando arrossisci così" disse poi.
Quella sua affermazione contribuì a farmi arrossire ancora di più.
Risi per l'imbarazzo, e nascosi così il volto fra le mani infilandomi nell'incavo del suo collo.
"Così stai solo peggiorando la situazione"
Sorrise ancora una volta, voltando la testa verso di me.
Con la mano non appoggiata al materasso, mi fece sollevare il mento, inchiodando come sempre gli occhi nei miei.
Mi guardò serio, prima di unire le nostre labbra. Questa volta con più sentimento, con più passione.
Mosse immediatamente le labbra sulle mie, accarezzando il mio labbro inferiore con la lingua, chiedendo maggiore contatto con le mia labbra e il permesso di poter accarezzare nuovamente la mia lingua.
Quel contatto non tardò ad arrivare, e non appena le nostre lingue si sfiorarono, presero a danzare tra loro, ad un ritmo tutto loro.
Appoggiai la mano sul suo collo, e lui mi fece stendere sotto di lui, premendo il mio petto contro il suo, senza mai staccare le nostre labbra.
Il suo petto e la sua pelle sembravano infuocati.
Poi lui passò a baciare il mio mento giungendo con lentezza al mio collo, ed io soffocai un gemito roco in gola, mentre una scarica di brividi mi passò lungo la schiena.
Le sue mani studiavano il profilo del mio corpo e le sue dita mi stringevano delicatamente i fianchi. Le sua labbra continuavano ad inumidire ogni centimetro di pelle del mio collo e si abbassavano sempre di più verso il mio petto.
Anche la mia pelle ora era infuocata sotto il suo tocco, e il respiro si faceva sempre più irregolare.
Quella sensazione e quelle emozioni, però, terminarono all'improvviso, quando anche Harry fu costretto ad allontanarsi da me, riprendendo fiato e regolarizzando il respiro.
Si era allontanato da me, per paura di spingersi troppo oltre.
Gliene ero grata per questo e per il rispetto che mi portava in quei momenti.
Aveva bisogno di me, lo percepivo.
Ma io, invece, avevo bisogno di un po' più di tempo, anche se ormai mi stavo abituando sempre di più ai suoi baci e al calore del suo corpo.
Mi misi seduta sul materasso, quando lui si alzò da me. Gli accarezzai una guancia, vedendo il desiderio e il bisogno di me iniettato nei suoi occhi.
Lui era così paziente con me.
Accarezzò la mano che gli avevo appena appoggiato sulla guancia, portandosela alle labbra per stamparci sopra un bacio.
Lui si alzò dal letto e si diresse verso l'armadio, senza dire nulla e iniziò ad estrarne i vestiti puliti.
Forse io Harry non me lo meritavo.
Forse lui aveva bisogno di una persona più aperta al suo fianco.
Di una persona che lo sapesse soddisfare.
Forse io non ero la persona giusta.
Ma prima o poi ce l'avrei fatta.
Avrei superato tutto questo.
Era una promessa.
Lui le sue le aveva mantenute. Ora era il mio turno.
Ero talmente immersa nei miei pensieri, che non mi accorsi nemmeno che il ragazzo si stava già infilando i pantaloni.
"Niall ci ha invitati a vedere una sua esibizione stasera" disse lui, allacciandosi la cintura "ti va di venirci con me?"
Io annuii felice ed entusiasta di questa proposta.
Sapevo che anche Niall aveva una sfrenata passione per la musica, ma non lo avevo mai sentito suonare.
"Dove sarebbe?"
"In un locale appena fuori da Londra, ma vedrai ti piacerà"
Mi alzai entusiasta dal letto, felice all'idea di passare un'altra serata con Harry.
Ormai passare tempo con lui era diventata un'abitudine. Una piacevolissima abitudine, a cui non avrei rinunciato così facilmente.
Mi avvicinai a lui, che era in piedi davanti allo specchio, mentre si allacciava la sua camicia.
Gli lasciai un bacio tenero sulla guancia, prima di dirigermi verso il bagno per una doccia calda prima di uscire.
In poco meno di un'oretta, anche io fui pronta per uscire, e dopo aver infilato le chiavi di casa mia e il portafoglio nella mia pochette, uscimmo di casa.
Harry stringeva saldamente la mia mano, prima di entrare nel locale.
L'atmosfera in quel locale non era poi così diversa da quella del locale di Liam, anche se, guardandomi intorno, in questo locale c'erano prevalentemente degli adolescenti.
Cercavamo di farci spazio tra la grande folla, mentre Harry stringeva la mia mano.
Notammo immediatamente Niall, seduto su un divanetto nell'angolo del locale mentre accordava la sua chitarra.
"Niall!" lo chiamó Harry a voce alta, alzando un braccio nella nostra direzione.
Lui subito alzò la testa, e ci sorrise venendoci incontro, con la chitarra in mano.
"Ragazzi, siete arrivati giusto in tempo!" disse lui "sto salendo in questo momento. Voi sedetevi qui, io vi faccio portare qualcosa da bere"
Harry annuí con un gesto del capo.
Poi, Niall lanció uno sguardo all'altro capo della sala. Seguii la direzione del suo sguardo, ed infondo notai un ragazzo che lo stava chiamando, con un gesto della mano.
"Devo andare" disse, infatti, lui subito dopo.
"In bocca al lupo, amico" gli disse Harry, appoggiandogli una mano sulla spalla.
Lui gli sorrise, prima di immergersi nella massa di persone e raggiungere il palco.
In alcuni aspetti, riconobbi lo stesso entusiasmo di Harry. La stessa passione, la stessa voglia di emozionare.
La musica doveva essere davvero importante per loro, ed era bello vedere la luce che brillava nei loro occhi, quando facevano ciò che davvero amavano.
Come promesso, dopo circa 10 minuti arrivarono i nostri drink, serviti da un ragazzo che si congedò immediatamente con un sorriso gentile.
Niall aveva iniziato la sua esibizione, ed Harry lo ascoltava entusiasta, battendo la punta del piede a ritmo di musica.
Aveva un sorriso divertito e orgoglioso nei confronti del suo amico, che mi scaldava il cuore.
Presi i due bicchieri, e allungai al ragazzo il suo, che distolse lo sguardo dal suo amico, ringraziandomi con un bacio a fior di labbra.
Mi strinse la vita con il braccio, facendo aderire i nostri corpi.
Io mi appoggiai poi al suo petto, rimanendo ad ascoltare anche io Niall, che si esibiva e cantava sul palco con disinvoltura e leggerezza.
Cantava una canzone che non avevo mai sentito, ed Harry mi spiegó che, infatti, era un pezzo composto da lui.
Quando Niall terminó la sua canzone, e prese a cantare il brano seguente, mi voltai verso Harry e appoggiai il mento sulla sua spalla.
Harry mi guardò aggrottando la fronte.
"Va tutto bene?" mi chiese.
Io annuii sorridendo, poi gli accarezzai una guancia.
"Niall è molto bravo, ma quando canti tu... è tutta un'altra cosa"
Harry mi rivolse un sorriso smagliante, che fece spuntare le sue profonde fossette ai lati della sua bocca.
Accarezzai con l'indice una di esse, prima che lui appoggiasse una mano sulla mia guancia.
Rimase a fissarmi per qualche secondo, poi mi strinse meglio fra le sue braccia, appoggiando le labbra sulle mie.
Mi bació con passione e delicatezza, mentre cominciò a muovere i nostri corpi a ritmo della musica che Niall stava cantando.
Era lenta, quasi come se fosse rivolta a noi. Come se fosse la nostra canzone.
Harry si staccò da me, ma prima di prestare nuovamente attenzione all'esibizione di Niall, mi lasció un bacio sulla fronte.
Qualche minuto dopo, sentii il cellulare vibrare nella mia pochette.
Probabilmente mi era arrivato un messaggio.
Harry era ancora preso ad ascoltare il suo amico, così lo estrassi dalla mia borsetta per controllare chi mi avesse cercato.
Sullo schermo mi era apparsa una notifica che di certo non mi sarei mai aspettata.
Gemma Styles ha accettato la tua richiesta di amicizia.
Mi voltai verso harry, che però era ancora distratto e ignaro di ciò che stava accadendo alle sue spalle.
Riposi il cellulare al suo posto, e tornai a posizionarmi fra le sue braccia.
Non poteva sapere cosa avevo organizzato per lui.
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As Black As Ink
FanfictionDove Tiffany, frequentando un semplice corso di scrittura e poesia, incontra Harry, un ragazzo di cui non sa nulla, se non il suo nome e il suo modo di esprimersi attraverso i suoi testi e i suoi versi. Mentre il fare vissuto della ragazza, il suo m...
