Le sue labbra calde si muovevano con delicatezza sulle mie.
Le sue mani accarezzavano i miei capelli, e delicatamente attirava la mia nuca a sè, annullando completamente ogni distanza tra di noi. Io semplicemente non riuscivo a liberarmi da quelle sue carezze, dai suoi baci così lenti, le labbra così morbide mi mandavano completamente fuori di testa.
Mi sentivo così bene, fra le braccia di Harry.
Harry.
Ma quando aprii gli occhi, staccandomi da quelle labbra color ciliegia, non incrociai le sue iridi smeraldo. Non erano i suoi occhi. Non erano le sue labbra. Non erano le sue carezze. Non era affatto Harry.
Era proprio lui.
***
Aprii gli occhi di soprassalto. Spaventata.
Appoggiai una mano all'altezza del cuore che mi batteva all'impazzata, mentre mi concentravo per regolarizzare il respiro.
Non ero sudata, non stavo tremando, ma di nuovo a distanza di qualche settimana, erano tornati i miei incubi.
E questa volta per un motivo ben preciso.
Dopo quanto era successo prima che venissi qui, Harry era il primo ragazzo che baciavo. Era il primo con cui avevo avuto un qualsiasi tipo di contatto e rapporto aldilà dell'amicizia.
Mi stavo tormentando con questa questione, perché non riuscivo a liberarmi di questi brutti momenti che non davano tregua?
Voltai la testa di lato, verso la mia finestra.
Fuori splendeva il sole, stranamente.
Il che voleva dire che era già mattina.
Presi il mio cellulare. Le 9:05.
Poi lo riappoggiai sul comodino.
Chiusi gli occhi, portandomi entrambe le mani su di essi, sfregandoli.
Prima o poi sarebbe passato tutto questo.
Prima o poi sarei stata davvero bene.
Adesso, avevo solo bisogno di rigenerarmi con una doccia calda e di sfogarmi con l'unica persona in grado di capirmi. Louis.
Anche Louis era ritornato dalla sua famiglia per le vacanze di natale.
Nonostante avesse incominciato a riprendersi dalla questione con Eleanor, aveva comunque deciso di anticipare la sua partenza.
Ormai era una settimana che non lo vedevo, nonostante ci scrivessimo tutti i giorni. Mi diceva che stava bene, che passare del tempo con la sua famiglia e le sue sorella lo stava facendo distrarre.
Iniziavo anche io a sentirlo più sereno e spensierato e speravo davvero per lui che la scelta di staccare la spina da Londra e da Eleanor fosse la scelta migliore, nonostante mi mancasse tremendamente.
Lui non sapeva ancora niente di Harry.
Non sapeva che avevamo continuato a frequentarci, era troppo sconvolto perché io potessi dargli un'altra notizia del genere.
E poi, fino alla sera prima, mi stavo quasi convincendo che la nostra fosse semplice amicizia. Ma gli amici non si baciano.
Eccetto Ethel e Zayn, loro sono un caso a parte.
Morivo dalla voglia di raccontarglielo, di sfogarmi e di parlarne con lui.
Così mi affrettai a sciacquarmi e ad uscire dal bagno, non mi vestii nemmeno e mi sedetti in accappatoio sul mio letto, appoggiandomi con la schiena alla testiera del mio letto, mentre aspettavo che lui rispondesse alla mia telefonata.
"Pronto?" biascicò il ragazzo.
Aveva una voce tremendamente impastata e assonnata. Effettivamente avrei potuto aspettare qualche minuto.
"Oddio scusami tanto Lou, stavi ancora dormendo vero?"
"Nono affatto" mentí lui, ma sapevo che aveva appena fatto un piccolo sbadiglio "sono sveglio da un po'".
Mi scappò una piccola risata.
"Posso chiamarti più tardi se vuoi, non è un problema, volevo solo sapere come stavi" disse io "come vanno le cose lì?"
Sentii che soffocò un piccolo gemito, sicuramente si stava stirando, infatti sospirò prima di rispondere alla mia domanda.
"Qui va tutto bene" rispose "anche se credo di aver già preso una cosa come 15 chili a stare a casa della nonna"
Io risi. Era una risata nervosa. Non una risata sarcastica.
Non mia aveva fatto ridere la sua battuta. Mi stava facendo innervosire la domanda che sarebbe venuta dopo.
"E tu che hai fatto ieri?"
Ecco. Proprio questa.
Socchiusi gli occhi e feci un respiro.
"Niente di interessante, in realtà" mentii
"Sono rimasti Ethel e Zayn?"
"No" dissi io "sono tornati dai loro genitori anche loro".
"Mi stai dicendo che stai passando natale da sola? Ma sei scema? Se lo avessi saputo sarei volato da te, Tiffany. Bastava una telefonata"
"No Louis, non preoccuparti, non l'ho passato da sola" dissi poi io.
Lui rimase in silenzio, confuso. Non stava capendo, e prima che potesse farmi qualsiasi altra domanda, lo precedetti.
"L'ho passato con Harry"
"Chi?"
"Harry" ripetei "il ragazzo della biblioteca"
Poi lui rimase in silenzio.
Sapevo che avrebbe reagito così, sapevo che poteva essere sorpreso e sconvolto.
Avrei dovuto raccontargli diverse cose.
"Devo ancora dirti un paio di cose a riguardo".
"Mi devo preoccupare?" mi chiese lui
"Dipende dai punti di vista" dissi prima di fare mente locale riguardo a tutto quello che avevo da dire.
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As Black As Ink
Fan-FictionDove Tiffany, frequentando un semplice corso di scrittura e poesia, incontra Harry, un ragazzo di cui non sa nulla, se non il suo nome e il suo modo di esprimersi attraverso i suoi testi e i suoi versi. Mentre il fare vissuto della ragazza, il suo m...
