"Gemma.." sussurrò con la voce spezzata.
La ragazza, che fino a quel momento aveva in mano una piccola bustina con il suo regalo, la appoggió per terra affianco al divano e corse fra le braccia del fratello.
Non gli sembrava vero.
Gli occhi del ragazzo si erano fatti più lucidi ora.
Le labbra erano dischiuse e per tutto quel tempo sembrava che avesse trattenuto il respiro.
Harry la accolse in un abbraccio fortissimo, nascondendo il viso nell'incavo del suo collo.
Erano udibili i singhiozzi dei due, che si abbracciavano e accarezzavano.
Avevano così tanto tempo da recuperare.
Vedere Harry così vulnerabile, fra le braccia della sorella, era strano.
Ma quelle erano lacrime di gioia, di felicità.
Sapevo che era felice.
E se lo meritava.
La ragazza si staccò appena dalla braccia del ragazzo, quel tanto che bastava per poterlo ammirare meglio.
Gli accarezzó i capelli e gli asciugò le lacrime con i suoi pollici.
"Dio, pensavo che a vent'anni si smettesse di crescere" scherzó la ragazza.
Il che fece sorridere anche Harry, che piegó le labbra in un sorriso mostrando le sue meravigliose fossette.
La ragazza mi dava la spalle, ma ero sicura che quei piccoli solchi agli angoli della bocca si erano formati anche sul suo viso.
"Ti sei tagliato i capelli" sussurrò lei, posando le dita fra essi.
Lo vidi annuire, ancora incapace di parlare.
"Stai benissimo" aggiunse.
Fu l'ultima cosa che disse, prima che Harry la stringesse di nuovo in un abbraccio.
Come se non volesse lasciarla più andare.
Come se, in quel modo, potesse impedirle di tenerla distante da lui di nuovo.
Avevo percepito il loro affetto, il loro amore, la loro emozione.
Tanto da essermi commossa anche io.
Mi asciugai con il dorso della mano una piccola lacrima che era scesa lungo la mia guancia nel vedere Harry così felice.
Louis mi sorrise. Un piccolo sorriso di incoraggiamento.
Così, lentamente, iniziai ad avvicinarmi a loro.
Quasi mi dispiaceva rovinare quel momento.
Harry aprí gli occhi, e mi vide raggiungerli da dietro le spalle della sorella.
Aveva già capito tutto, perché mi rivolse uno sguardo pieno di intesa.
I suoi occhi brillavano.
Glielo leggevo negli occhi la gratitudine che aveva verso di me in quel momento.
Ma non avevo fatto nulla.
Se lo meritava, e avevo solo cercato di riunire i pezzi mancanti della sua vita.
Gemma si voltò, vedendo il ragazzo guardare verso la mia direzione, e quando la raggiunsi mi prese la mano.
"È solo grazie a lei se sono qui" disse "devi essere orgoglioso della persona che hai accanto".
Come mio solito, arrossii, ma mi bastò guardare gli occhi di Harry per tornare alla normalità.
"Lo sono " disse lui, semplicemente "lo sono davvero tanto".
Dopo quegli attimi di emozione e di confusione, la situazione tornò alla normalità.
Tagliammo finalmente la torta, e tutti ripresero i loro posti mentre Harry presentó sua sorella ai suoi amici.
Le sorprese erano ormai finite... o quasi.
Era finalmente arrivato il momento dei regali.
Eravamo tutti seduti intorno al piccolo tavolino di vetro in salotto.
Harry era seduto sul grande divano, fra me e Gemma, quando Liam e Niall arrivarono con il loro regalo.
"Ok Harry, è arrivato il tuo momento" disse Niall, appoggiando il pacco di fronte a lui.
"Ragazzi, non dovevate" disse lui sbuffando.
"Oh, zitto e apri quel regalo" scherzó Liam, appoggiando una mano sulla sua spalle.
Harry iniziò timidamente a scartare la carta del suo regalo.
E quando ne estrasse il contenuto, rimase nuovamente senza parole.
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As Black As Ink
FanfictionDove Tiffany, frequentando un semplice corso di scrittura e poesia, incontra Harry, un ragazzo di cui non sa nulla, se non il suo nome e il suo modo di esprimersi attraverso i suoi testi e i suoi versi. Mentre il fare vissuto della ragazza, il suo m...
