Il poggiarsi di una mano sulla spalla mi distrae, anche se solo per poco, da quella scena. Il gesto è stato compiuto da Stefano, rimasto con le braccia tese verso di me fino al momento in cui mi sono voltata e mi ci sono tuffata all'interno per trovare, oltre al conforto, un po' di comprensione.
Quando la scena si è verificata, oltre alla commozione, sono stata investita da un grande senso di nostalgia e perdita, da un vuoto di cui non riesco a disfarmi, se non con l'aiuto del mio amico e di Antonio e Margherita, avvicinatisi per regalarmi qualche dolce sguardo e un po' di carezze.
«Lo ritroverai, stanne certa». Guardiano si avvicina e anch'esso, come gli altri, cerca di confortarmi attraverso le parole. «Prima di quanto credi» aggiunge, vedendo le lacrime rigare ancora il mio viso. Mentre pronuncia quelle parole, la volta celeste si colora di nuovo di azzurro, macchiato dal bianco delle nuvole e l'odore del mare torna a farsi prepotente.
«Come fai a esserne così certo?» domando, asciugando i lucciconi con il dorso della mano. Afferro il fazzoletto allungatomi da Stefano e mi lascio cullare ancora dalla sua stretta. In questo momento le sue braccia sono l'unico luogo dove riesco a sentirmi più al sicuro.
«È una sensazione» ammette il Guardiano, osservandoci con tenerezza. Sembra quasi commosso dal nostro legame, ma non ne sono poi così sicura. La sua espressione, così come quella dei suoi predecessori, è a tratti incomprensibile. Alle volte si mostra in modo palese, altre è del tutto indecifrabile. Per questo non smetto mai di avere paura del tutto di loro: sono terrorizzata da chiunque possa nascondermi qualcosa.
«Come quando mi avevate detto di scappare da Stefano?» Le mie labbra si incurvano in una smorfia al pensiero di aver ascoltato quella voce ed essere scappata da chi, invece, voleva solo aiutarmi. «Perché lo avete fatto? Io temevo di essere braccata da una persona pericolosa!»
«Perché non era ancora il momento, Sol» afferma con sicurezza l'omino, senza però perdere l'autocontrollo. «Eri da poco uscita dall'ospedale e rivelarti tutto quanto insieme sarebbe potuto essere pericoloso per te. Ma a quanto pare, lui ha fatto di testa sua e adesso, a quasi ventiquattr'ore dalla tua fuga, sei quasi a conoscenza di tutto quello che dovresti sapere, perché non riesci a fermarti. Non sai aspettare e lui nemmeno.»
«Non a caso siamo amici» replica Stefano, ridendo. «Qualcosa in comune dovevamo pur averla. Altrimenti, come avremmo fatto ad andare così d'accordo?»
Il custode dei miei ricordi ride a sua volta. «Vero» aggiunge, fissandoci entrambi con i suoi vacui occhi bianchi. «Però siete stati entrambi imprudenti. Per tua fortuna, hai reagito bene a questo contatto immediato e ciò mi rincuora. A ogni modo, io ho qua le ultime cose che ti appartengono, Sol.»
«Le ultime?» chiedo, con gli occhi sgranati per la sorpresa, mentre afferro il materiale portomi dal Guardiano. Le solite linee curve decorano il retro del bigliettino, dove vi è riportato anche il nome del luogo, come previsto. «Sei sicuro di non sbagliarti?»
«No, Sol. Devi affrontare gli ultimi ricordi in nostro possesso. Il resto, temo, dovrai scoprirlo da te. Essendo, appunto, le tue memorie, ti verrà restituito tutto ciò di cui eri a conoscenza, ma per quanto riguarda le ultime verità, noi non possiamo aiutarti. Nemmeno Valerio, dal canto suo, può più di tanto, poiché alcune cose non riesce a spiegarsele nemmeno lui» confessa.
«Posso, almeno, farti una domanda?» chiedo, sperando di essere aiutata dal Guardiano almeno in questo.
«Come vuoi. Se sarò in grado di risponderti, allora lo farò senza esitazioni.»
«Quale significato hanno le linee sul retro dei biglietti? Non sono mai riuscita a capirlo. Mi sono sempre sembrate senza senso, nonostante le abbia guardate da diverse prospettive.»
L'omino emette un sospiro. «Dalle al tuo amico. Mi hanno detto della sua bravura con i rompicapi. E ricorda la frase che il tuo amato ha riportato sul primo foglietto: "Troverai presto la chiave che ti riporta da me"» conclude, prima di salutarci con un inchino e svanire così com'era venuto.
«Dammi tutto quanto» mi ordina Stefano e io gli porgo, insicura, i vari biglietti. Spero, come ha detto il Guardiano, sia davvero in grado di risolvere questo enigma, perché altrimenti rimarrò con il dubbio fino alla fine di questa storia.
«Credo di aver capito» asserisce Stefano, mentre rimescola i vari foglietti in modo diverso. Pare quasi divertito dalla situazione, forse anche stupito. «Guarda cosa viene fuori se le posiziono così.»
Osservo il simbolo composto sulle sue ginocchia e capisco perché la situazione gli susciti tanta ilarità. «È una chiave di Sol» constato, spostando una ciocca castana dietro le orecchie.
«Una soluzione molto poetica, non trovi?» osserva Stefano.
SPAZIO DELL'AUTRICE:
In questo capitolo non c'è molto, però una cosa si capisce: il motivo per cui il romanzo ha questo nome. E' una soluzione davvero poetica, non trovate? Solo Valerio poteva pensarci. :')
Guardiano ha anche spiegato il motivo per cui il suo predecessore abbia voluto tenere lontano Stefano e forse non ha nemmeno tutti i torti. Voi cosa ne pensate?
Io vi anticipo una cosa: dai prossimi capitoli in avanti ci saranno fiumi e fiumi di lacrime. Per cosa, non ve lo posso dire, però sappiate che siamo vicini a scoprire la verità più di quanto possiate immaginare!
Buona lettura, ragazzi. E grazie per chi è rimasto fino a questo momento. :*
Maria xxx
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La chiave di Sol
Gizem / Gerilim(STORIA COMPLETA - PRIMA CLASSIFICATA NELLA CATEGORIA THRILLER DEL CONCORSO THE GIRLS, TERZA CLASSIFICATA NELLA CATEGORIA MISTERO DI ANIME DI CARTA) La chiave di violino rappresenta il mistero e al contempo la soluzione ai drammi di Sol. È l'unico...
