Orgogliosa del mio uomo.

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Chiudo la tuta elegante che indosso, metto un paio di orecchini, sistemo il trucco ed esco di casa.
Siamo tutti a Londra, oggi Matt si laurea..
«Sei bellissima tesoro», sorrido e lo abbraccio, saliamo in macchina e parliamo un po'.
Sono così felice di poter ancora parlare con mio padre....
Arriviamo a destinazione e prendiamo posto.
«O mio Dio, Jen! Ma com'è bello!», lo prendo in braccio, Matt mi guarda dalla sua postazione e sorride.
Mi siedo.
Seguo tutta la cerimonia con attenzione.
Finita applaudiamo.
Matt stringe la mano ai professori e si dirige verso di noi. Abbraccia i suoi genitori, e poi mi bacia «Sono orgogliosa di te» sorride.
Andiamo al ristorante, Matt siede Dylan sulle sue gambe e gli fa le smorfie facendolo ridere, «Vai dalla zia» me lo passa, poggia le labbra sulla scollatura della tuta, «No, no, no non ci siamo per niente. Quelle non le devi ne guardare ne toccare.... sono dello zio, tu hai quelle di tua madre, della nonna...» mi metto a ridere e poggio la guancia sulla sua spalla, si addormenta tra le mie braccia, è così carino.
Lo sistemo nel suo passeggino e torno al mio posto.
«Un Brindisi! Voglio brindare al mio primo genito, al mio uomo: il mio più grande orgoglio.
In bocca al lupo per la tua vita figlio mio e spero che sia piena di successi. Ti voglio bene!»-«Anch'io papà».
Finita la serata camminiamo mano nella mano in aereo porto..
«Ti amo», si ferma e mi bacia appassionatamente.
Torniamo a casa sua, andiamo in camera, «Ho dimenticato il pigiama..»-«Prendi qualcosa di mio, ti staranno larghi ma per lo meno sei coperta», annuisco sorridendo e vado nel suo guardaroba, prendo una maglia grigia larga e la indosso, torno di là, è a petto nudo: sospiro.
Mi metto sul letto e mi copro «È stato un viaggio lunghissimo», annuisce sospirando, ed entra nel letto.
«Mi piace pensare al fatto che magari un giorno andremo a dormire insieme e ci sveglieremo insieme.... e io potrò baciarti quanto voglio... a colazione, pranzo e cena...» sorrido e gli accarezzo il viso.
È qui, si è appena laureato, siamo nello stesso letto: eppure lui rispetta il mio spazio, non pretende che io vada a letto con lui.... e questa cosa mi fa impazzire, adoro.
«Mi mancherai l'anno prossimo»
«Prometti che starai bene? E che non passerai 365 giorni a piangere come hai fatto per l'anno del diploma»-«Non te lo assicuro però ci proverò senz'altro...», sorride e mi bacia.
Mi addormento a pancia in giù, con una sua mano poggiata sulla schiena.

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