Percorro il corridoio che mi separa dalla stanza di Stefano cercando di svegliarmi il più possibile.
Provo ad aprire la porta, ma ovviamente è chiusa a chiave, Stefano chiude sempre a chiave dovrei saperlo, ha più paura di me di ricevere visite inattese o scherzi durante la notte.
Provo a bussare di nuovo, ma nessuno sembra volermi aprire.
Non voglio sfondare la porta perchè non mi sembrerebbe il caso, quindi decido di giocare d'astuzia.
Prendo la chiave della porta della camera di Surry che fortunatamente so essere compatibile con tutte le serrature della casa e utilizzo quella per aprirmi.
Stefano è seduto per terra, si tiene il ginocchio piagnucolando, ha le mani sporche di sangue.
Intorno a lui è il caos più totale, mi stupisco di non essermi svegliato prima.
Entrando inoltre sento un forte odore pungente che associo subito dopo a quello dell'alcol.
Infatti due bottiglie sono abbandonate per terra.
Accanto ad esse vi è la busta che gli era stata consegnata ieri assieme al sushi e che non mi aveva mostrato... mi stava nascondendo queste bottiglie quindi...
《S-sascha! Vai via! Non voglio vederti》sbiascica piagnucolando stringendosi il ginocchio ferito.
《Non me ne vado da nessuna parte finchè non mi dici che cazzo sta succedendo e perchè sei di nuovo ubriaco》chiarisco riprendendo finalmente la massima lucidità post sonno.
《Non è niente》dice guardando il pavimento.
Riesco a capire quando mente su un qualcosa anche quando è sobrio, da ubriaco è fin troppo facile.
《Come hai fatto ad aprirti il ginocchio in quel modo?》domando scostandogli le mani dolcemente per vedere il disastro combinato.
Inizialmente si irrigidisce e mi guarda a lungo e in modo strano prima di lasciarmi toccare il punto ferito.
《Sono caduto sopra la katana che mi ha regalato un fan tempo fa perché sono inciampato》borbotta facendo scendere altre lacrime sul suo viso.
Devo dire che nel profondo questa scena mi inquieta, fa male vedere la persona che credevi essere una roccia cadere a pezzi, mostrare le sue insicurezze, diventare improvvisamente così fragile.
Sono sicuro che al momento potrebbe essere così ubriaco da fare o dire qualunque cosa.
《Mi spieghi perchè sei di nuovo ubriaco?》richiedo allontanandomi per prendere la cassetta medica che tiene in camera.
Cerco in qualche modo di sistemare questo squarcio nel mentre in cui cerco di farlo parlare.
《Scusa Sascha》dice senza aggiungere altro.
《Non voglio delle scuse, voglio delle spiegazioni》.
Mi chino verso la sua gamba e inizio a fasciargliela stretta per evitare un' eccessiva perdita di sangue.
《No tu meriti delle scuse》continua ignorando il mio commento.
《E perchè mai?》cerco di reggergli il gioco, ancora convinto che sia solo l'alcol a farlo delirare così.
Qualcosa nel suo intimo lo sta spingendo a parlare della colpa che si sente di portare dentro, ma io non posso saperlo ancora...
《Perchè sono uno stronzo》mi risponde lui.
Non faccio in tempo a chiedere ulteriori informazione che invece lo vedo cambiare discorso buttandosi sul motivo per cui si era fatto male.
Non potevo certo capire come le cose potessero essere collegate.
《Ero arrabbiato e le bottiglie erano lì in bella vista, ho avuto bisogno di picchiare le scatole per sfogarmi》farfuglia sconnesso.
Mi convinco che non potrebbe parlare in questo modo se davvero non vi fosse qualcosa di importante nascosto.
《E perchè sei così arrabbiato? E poi con chi?》chiedo definitivamente sentendo la soluzione a tutte le domande molto vicina.
《Sono arrabbiato con me stesso per essere un debole,stronzo ed egoista e poi anche con te...》annuncia avvicinandosi con fare dolce contrapposto alle sue parole velenose.
È a pochi centimetri dalle mie labbra, esattamente come l'ultima volta dove, proprio due giorni fa, abbiamo litigato...
~Kaminari
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| You are my safe place | ~ Saschefano
FanfictionFAN FICTION SASCHEFANO ~Niente è mai come sembra. Le persone deludono, le persone si arrendono. Spesso...troppo spesso mentono. Troverò la forza di voler sopravvivere agli schiaffi della vita? Assieme a te forse sì.~ - - - Estratto dalla storia: 《...
