Capitolo 33

569 29 3
                                        


《No Sascha! Tu cosa stai facendo? Cazzo... ti prendi gioco di me? Cos'è una vostra vendetta per ciò che ho fatto??》 dice piangendo cercando in tutti i modi di sfuggire alla mia presa.

《Non mi prendo gioco di te. Non c'è nessuna vendetta. Noi...stavamo...》farfuglio alzando i polsi di Stefano sopra la sua testa facendo in modo che smetta di dimenarsi e io riesca a parlargli in modo decente.

Lo vedo arrossire anche sotto la sua maschera di rabbia, so di starlo mettendo a disagio.

《Stavate cosa? Eh? Lo sai cosa mi stava raccontando Giuseppe mentre mi accompagnava da voi?》sbraita ansimando per lo sforzo.

《Che finalmente lui e Surry si erano aperti l'uno con l'altro e che era dannatamente felice.... Cazzo mi sono appena svegliato... io non posso farcela a sopportare tutto questo》sbotta.

Questa sua frase mi colpisce come una stilettata nel cuore.

Se adesso litigassero sarebbe colpa mia.

Per non parlare del fatto che Stefano sta subendo uno shock dopo l'altro.

《Ma sopratutto... sai Sascha cosa ho pensato mentre Giuseppe me lo raccontava?》sussurra come sfiancato.

《Pensavo cavolo... anche io e te, Sascha, saremmo stati dannatamente felici ora. Ho pensato che forse saremmo potuti uscire finalmente allo scoperto, che ora dopo la tempesta sarebbe tornato il sole...》si ferma scivolando lungo la parete sedendosi per terra, seguo i suoi movimenti mettendomi davanti a lui a gambe incrociate, tenendolo ancora fermo.

《Stefano... mi dispiace che tu abbia visto quello. Ma io ti assicuro che tra me e Surry non c'è niente e non c'è mai stato nulla》tento di rassicurarlo.

Ride falsamente esasperato: 《eh allora dimmi che cazzo stavate facendo?》chiede.

Io mi mordo il labbro, devo raccontargli la verità, non voglio fare il suo stesso errore.

《Stavamo... litigando... o meglio Surry... voleva ammazzarmi di botte》dico aspettando di vedere la sua reazione.

Lui spalanca gli occhi stupefatto, capisco sia difficile da credere che Surry si alteri così.

《P-perchè ce l'aveva con te?》borbotta.

《Perchè era preoccupato per te... credeva che io volessi giocare con i tuoi sentimenti, che non ti amassi davvero》rispondo mordendomi le labbra più forte.

Ancora pochi secondi di verità e poi Stefano mi odierà a morte.

《Oggi in ospedale, è venuta una persona a trovarti, o meglio sarebbe voluta venire se Surry non l'avesse cacciata via》continuo senza più avere il coraggio di guardarlo negli occhi.

《Vieni al punto Cristo Santo》 sbotta Stefano impaziente.

《Era Sabrina...》Stefano sbarra gli occhi ritraendosi il più lontano, per quanto gli sia concesso, possibile da me.

《Le ho raccontato come sono andate tutte le cose, perchè lei meritava di saperle, alla fine non c'entrava niente in questa storia... ma ha frainteso le mie intenzioni... Surry è entrato nel momento in cui Sabrina mi stava baciando...》concludo con la testa bassa.

Improvvisamente sento la guancia bruciare molto forte e il mio viso scostarsi di lato.

Stefano mi ha tirato uno schiaffo.

So di meritarlo e non un lamento esce dalle mie labbra.

Quando rialzo lo sguardo, il suo viso è coperto dal ciuffo, ma vedo il suo camice bagnarsi di lacrime.

《Stefano... io non vol..》provo a dire, ma lui mi interrompe:

《Va da lei. È lei che ti merita non io. Ringrazia Surry per avermi difeso, ma capisco, non sono stupido... alla fine di tutto è comprensibile che voi vi amiate e io debba farmi da parte... ho già fatto abbastanza. Vai da lei e lasciami qua》dice a denti stretti.

Vedo le sue nocche sbiancare per via della forza con cui stringe i pugni.

Io resto allibito, da lui mi aspettavo tutto, ma non questo.

《Perchè dovrei lasciarti qua?》chiedo scioccamente, troppo traumatizzato per cercare un altra domanda.

《Non sono affari tuoi》 risponde cattivo.

《E invece si...》rispondo io.

《...perchè sai se per lasciarti qui tu indendi permetterti di porre fine alla tua vita d'accordo... non sarò io a fermarti》continuo cercando il suo sguardo, che sorpreso mi fissa.

Forse Stefano è addirittura impaurito dalle mie parole.

《Non ti fermerò se è questo che davvero vuoi, ma non ti permetterlo di farlo da solo. Dove vai tu, vado io. Se vuoi buttarti di sotto, va bene fallo! Sei libero!》dico lasciandogli i polsi che ancora stringevo ai lati del suo corpo.

《Ma lo farò anch'io perchè il solo pensiero di riprovare il dolore sordo che ho sentito quando mi hanno detto che avresti potuto non risvegliarti, che non ti avrei mai più potuto vederti sorridere, che non ti avrei più potuto stringere a me, che non ti avrei baciato mi uccide l'anima e mi logora dentro. Non ti perderò...non di nuovo》concludo per poi avvicinarmi e tirarlo su da terra riappoggiandolo al muro.

Sembra traumatizzato dalle mie parole, alza un mano verso il mio viso e per una frazione di secondo credo che voglia tirarmi un altro schiaffo, ma non lo fa.

L'appoggia sul mio viso facendomi avvicinare fino a farmi aderire al suo corpo.

《Quindi... tu davvero faresti questo per me?》chiede incredulo.

Io annuisco.

《Dopo tutto quello che ti ho fatto tu...》non finisce la frase che lo interrompo.

《Mi dispiace di aver rovinato tutto non essendo riuscito a capire cosa lei volesse fare...》sta volta è lui a interrompermi.

Non a parole o coprendomi la bocca con la mano, bensì poggiando le sue labbra sulle mie.

Tutta la tensione che avevo trattenuta si libera e il mio cuore sembra riprendere vita, il peso sul mio stomaco sparisce.

Chiedo accesso alle sue labbra che mi concede.

E restiamo lì per qualche secondo felici, fino a quando mi accorgo che Stefano sta tremando.

Mi allontano guardando l'ombra di un sorriso comparire sul suo volto.

Fuori si gela e lui ha addosso poco più di un camice da ospedale e non ha più neanche da troppo tempo le flebo che lo aiutano a riprendersi.

《Vieni Stefano torniamo dentro》dico preoccupato.

Lui annuisce.

Lo sorreggo dalla spalla e rientriamo.

Ma una volta dentro ci accorgiamo del frastuono di due voci che litigano.

Giuseppe e Salvatore...



~Kaminari

| You are my safe place | ~ SaschefanoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora