Ed eccola di nuovo, con il suo strillo metallico pronta a dare il via ad un'altra giornata. Voglio una sveglia che, piuttosto di suonare, mi dica
"Sarebbe l'ora di svegliarsi, ma fai con calma, se vuoi dormi per altre tre ore, che cosa te ne frega, il mondo capirà" ma la sveglia è malvagia, è un arma, per questo si punta.
Tuttavia, nonostante provi un profondo ribrezzo per il suo fastidiosissimo suono, oggi il suo trillo metallico sembra essere un canto angelico venuto a salvarmi dal incubo che mi ha inghiottita per tutta questa nottataccia.
Mi alzo, la mia fronte è imperlata di sudore e mi sento confusa e frastornata.
Prepararsi per andare a scuola penso possa essere considerata la tredicesima fatica di Ercole.
Ed eccomi, in piedi davanti all'atrio, con la mia migliore amica, Mi Sun, la quale, vedendomi in questo stato pietoso, subito mi chiede se io stessi bene o se fossi appena uscita da un manicomio
"Oggi mi sento sveglia come quelli che mettono 1234 come password..."
"Ahah, divertente. Ora peró dimmi in che razza guaio ti sei cacciata ieri notte furfante"
Mi Sun si mette le mani ai fianchi, in una posa simile a quella che assumono le maestre mentre rimproverano un bambino
"Sono uscita a fare un giro, non volevo stare con i miei genitori, sai che hanno sempre voglia di litigare"
"Saresti dovuta venire da me! Dove hai dormito?"
"Aigoo che pesante...ho dormito da un amico..." mi rendo conto di aver detto una cazzata che mi fotterà in questa conversazione
"Amico?! Chi?!"
"Ehm... Non lo conosci, lascia perdere... Non ne ho voglia di parlare..." cerco di chiudere la discussione ma subito Mi Sun si innervosisce e allora cedo dicendole che sono stata da Jimin.
Lei si crea immediatamente un cinema a venti sale in testa immaginando chissà cosa avremmo fatto, quella pervertita: ho dovuto ripeterle almeno cento volte che "siamo solo amici" per placare la sua fantasia.
In ogni caso, la ringrazio ancora per avermi aiutata e lei mi sfodera quel suo sorriso fiero che adoro.
Oggi non se ne parla di ascoltare le lezioni, il sonno mi rincoglionisce, recupereró a casa con calma tutto quanto. L'unica cosa che risveglia il mio animo ancora riverso sul letto è di rivedere Jimin oggi pomeriggio. Non so perchè abbia voglia di vederlo, ma solo pensando al suo viso mentre mi sorride, al suo tocco mentre balliamo, al suo profumo che mi invade mi rende felice. È bella quella voglia di lui che mi fa socchiudere gli occhi e girare la testa.
Tra scarabocchi, appunti presi male, sbadigli e pennichelle, le lezioni terminano ed eccomi pronta a danzare con il vampiro nelle cui vene non scorre sangue, ma vera e propria arte.
Ma oggi non mi sta aspettando all'atrio come fa di solito, mi dirigo in sala da ballo per vedere se è lì, immaginandomelo mentre improvvisa qualche balletto o migliora la nostra coreografia.
Appena varcata la soglia, vedo Jimin insieme a Taehyung e Jungkook mentre si sfidano in un duello con lame argente. Mi metto in disparte rimanendo ad osservare confusa e stranita la scena, non voglio disturbarli
"... Lo so, ma per stare convenientemente al mondo ci vuole altro" dice Jungkook
Taehyung fa due passi indietro e abbassa la guardia con un espressione ferita. Jimin si poggia la striscia sulla spalla e va verso Jungkook
"Forse hai ragione, piccoletto" dice imitandone il sussiego e il tono "Ma avere la forza e il coraggio di battermi fa la differenza fra chi è pronto e guadagnarsi un posto nel mondo e chi sa che non deve fare sforzi per prendere quello di suo padre"
Jungkook avvampa di collera, Jimin se ne avvede e gli indica la rastrelliera con la punta della lama
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Perfect Idol
Fanfiction"Quest'insaziabile sete di sangue, solo perchè volevo essere perfetto, ora sto vivendo nel peccato. Il tempo scava rughe sul volto delle bellezza, ma io ho fottuto il tempo e così sono diventato un eterno peccatore, un mostro...un vampiro" ✔️Completa
