Venticinquesimo capitolo.

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Mi svegliai per prima, fissai un po' Ash e mi rivestii, per poi uscire dall'auto e inalare tutto l'odore del mare. Mi ritrovai a piedi scalzi sulla sabbia, a guardare le onde infrangersi. L'unico rumore era proprio il loro, perchè per il resto era tutto silenzioso. Camminavo avanti e indietro, con i capelli che svolazzavano a destra e sinistra e con un piccolo sorriso sulle labbra. Non mi importava se facesse freddo e la spiaggia fosse deserta, perchè ero felice, felice per davvero. Dopo tanto tempo finalmente ero in pace con me stessa e con il resto del mondo, non riuscivo a pensare a qualcosa di negativo nella mia vita, in me e nelle persone che avevo attorno.
Sentì la portiera dell'auto sbattere e dopo qualche secondo, un bacio mi venne stampato sulla spalla e poi sulla guancia, mentre due braccia mi afferravano i fianchi dolcemente.
«Dormito bene?» mi domandò il mio ragazzo poggiandomi la sua felpa sulle spalle.
«Quel po' che ho dormito, è stato perfetto.» sussurrai dolcemente, poggiando la mia testa sul suo petto. «Sei incredibilmente comodo.» aggiunsi soddisfatta, lui rise. Andammo assieme a fare colazione, poi Ash mi accompagnò a casa.

«Lo sapevo io che tu e Ash, presto presto..» esclamò Marty dopo pranzo, il giorno seguente. Eravamo stese sul divano, con un film alla tv, a chiacchierare amabilmente. Le tirai un popcorn fra i capelli che quel pomeriggio portava ricci sulle spalle. 
«è una cosa normale, cara signora Clifford.» mugugnai divertita. 
«Signora Clifford? Mi sono sposata e non lo sapevo?» mi domandò, tirando a sua volta un pop corn a me.
«Beh, l'ha detto lui.» esclamai, sistemandomi meglio sul divano. Ero rimasta mezza storta per un po' e ormai avevo un po' di torcicollo. Dopo un paio di giorni mia madre sarebbe tornata e io avrei iniziata la ricerca di una piccola casetta, in cui vivere da sola, o meglio, conogniseraunapersonadiversaacasa. L'idea mi faceva diventare matta e mi elettrizzava, decisamente non vedevo l'ora. 
«Vabbeh, l'ha detto per dire.» rispose, guardando la tv e alzando un po' il volume.
«Sarà, ma vi ci vedo sposati sai?» l'informai, parlando seriamente. Lei sorrise simultaniamente e mi guardò, con gli occhi pieni d'amore e sorrise, senza aggiungere nient'altro. Le stampai un bacio su una guancia e mi alzai stiracchiandomi. 
«Il divano ha preso la forma del mio sedere inesistente.» mugugnai, facendo ridere la mia migliore amica che ormai aveva il pleid avvolto attorno a se. «Hai così tanto freddo?» le chiesi e lei annuì in risposta, per poi starnutire. 
«Ce io per una sera non ci sono e tu ti ammali, spiegami.» mormorai ridacchiando.
«Ieri beh..io e Michael abbiamo fatto la doccia e la caldaia non andava troppo bene.» biascicò distratta. «La prossima volta magari prima di fare la doccia assieme, controllate che esca l'acqua calda, coglioni!» esclamai divertita, ricevendo in risposta una grande acchiataccia. 
«Farei qualunque cosa con lui, per lui, qualunque.» sussurrò dopo qualche secondo. «Lo so, lo sanno tutti, davvero.» le risposi. Era bello vedere la propria migliore amica così innamorata. Lei starnutì nuovamente e rabbrividì, mentre io mi sedevo accanto a lei e l'abbracciavo.
«Non ti conviene, potrei passarti qualche malanno.» mumugnò. 
«E che me ne frega, dai! Io devo abbracciarti scusa.» le risposi sicura di me stessa.

La serata finì presto e la passammo tutti assieme a casa mia a mangiare una bella pizza. Con Luke ormai era come se non fosse mai successo niente e la serata fu molto piacevole. Ormai c'eravamo solo io e Ash a casa, lui sarebbe rimasto con me.
«Io lavo i piatti e tu sparecchi?» gli chiesi portando le mani sui fianchi. 
«Uff, ma sparecchiare è noioso.» si lamentò sbuffando come un bambino di cinque anni. Era così tenero.  
«Vuoi lavare i piatti?» gli chiesi allora, poggiandomi su uno dei mobili della cucina.
«No.» rispose «Allora sparecchia.» Dissi a mia volta, ridendo e dandogli un leggero calcio al sedere. Lui mi guardò male e poi mi sorrise. 
Se qualcuno mi avesse chiesto quale fosse una delle cose più noiose che potessi fare, beh quello era sistemare casa, nonostante ormai fossero circa otto o nove anni, che dopo la cena quella che sistemava la cucina, ero io. Ecco, un altro motivo per cui sarei voluta restare bambina.. ah il primo motivo è che mi manca avere i pupazzi sul letto che mi faceva compagnia, anche se un winnie the pooh è rimasto ancora sulla scrivania. 
In circa due secondi, mi ritrovai Ashton fra me e il lavandino e una chiazza enorme d'acqua sulla maglia bianca. 
«Ti sei rincoglionito?» domandai guardando male il mio ragazzo, che rise e semplicemente rispose: «Volevo divertirmi.», poi si girò e prese a camminare avanti e indietro. 
Ci pensai un po' su, poi quel lato infantile che cercavo di tenere nascoso, prese la meglio e così la mia maglietta non fu l'unica cosa completamente zuppa. L'acqua iniziò a schizzare ovunque e dopo qualche minuto, la cucina fu completamente invasa d'acqua e noi ci ritrovammo sul pavimento a ridere come due coglioni.
«Siamo due fottuti bambini.» dissi io ridendo e tirando un leggero pugno al pavimento.
«Però sappiamo divertirci, dai.» mormorò lui fissandomi. «Ah, la maglia bianca bagnata non lascia niente all'immaginazione.» aggiunse. Mi guardai, per notare poi la mia maglia divenuta trasparente.
«Okay, non sei più un bimbo.» esclamai alzandomi dal pavimento. Dopo la grande cazzata fatta, ci mettemmo più del dovuto, ma alla fine finalmente finimmo di sistamare la cucina, che ormai era scintillante. 
«Senti amore, in un futuro non mi chiederai più di aiutarti con le faccende di casa, vero? No perchè potrei far finta di essere un marito stanco e stressato dopo il lavoro.» iniziò a mormorare con ancora i vestiti bagnati indosso. Io mi stavo dirigendo al piano di sopra, per fare una doccia calda.
«Marito stanco e stressato dopo il lavoro? Da quando sei mio marito?» domandai, curiosa della sua risposta.
«Ho detto in un futuro..non vuoi che sia il tuo caro maritino stanco e stressato?» mi chiese incrociando le braccia, ma sorridendo.
«Niente mi è mai durato tanto, voglio che questo duri. Non voglio progetti affrettati, voglio godermi ciò che siamo ora.» risposi seriamente, mumugnando infreddolita.
«Ma non facevo progetti affrettati, stavo solo..» disse subito lui, cercando di spiegarsi al meglio, ma lo bloccai. 
«Lo so, lo so. Però io dico sul serio. Di solito le persone non mi fanno credere nel "per sempre".» biascicai, per poi salire al piano di sopra, lasciando solo un confuso Ashton.

SPAZIO AUTRICE.
Se volete, avete il permesso di tirarmi i pomodori. Lo so, il capitolo fa decisamente pena, soprattutto calcolando il tanto tempo che ci ho impiegato nello scriverlo, ma ultimamente mi trovo così in difficoltà, non riesco a scrivere, però ci provo perchè vedo che voi a questa fanfiction ci tenete. Io in realtà ho anche idee per la storia, ma non riesco a scriverle al meglio..vi dico semplicemente che non è proprio un periodo meraviglioso, insomma è un insieme di alti e bassi. Spero comunque che apprezziate il mio sforzo..grazie a tutte voi che seguite questa storia e non mi mandate a fanculo :):)

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