DECIMO CAPITOLO.-
PRIMA SFIDA, FATTA!
Rimasi lì come una deficiente per qualche secondo, poi corsi dentro. Corsi dentro scuola con un sorriso che mi mancava da davvero molto. Mi sentivo molto più rilassata dopo quel bacio e non riuscivo a pensare ad altro. Entrai in auditorium e senza volere, aprendo la porta, colpii un ragazzo. Alto, muscoloso, un bel ragazzo. «Oh, la bella cantante di una delle band avversarie, magari potremo fare conoscenza.» mi disse con un sorriso sfacciato. Io alzai un sopracciglio, che cosa voleva quello da me? Ah si, quello che avevo in mezzo alle gambe, probabilmente.
«No grazie, non ci tengo.» lo liquidai immediatamente e pare che lui ci fosse rimasto quasi male. Forse non era mai stato rifiutato. Raggiunsi i ragazzi che erano in una parte dell' auditorium a parlare, c'erano anche Michael e Marty.
«Che voleva Fred sonounfigoepiaccioatutteleragazzedellascuola Jackson?» mi domandò lei appena mi avvicinai a loro.
«Sono un figo, che? Aspetta, tutte le ragazze della scuola? Meno te, vero?» domandò Michael girandosi verso la sua ragazza e facendomi ridere.
«Voleva la mia amica ai piani inferiori.» sbottai irritata. Ashton alzò lo sguardo verso di me, uno sguardo strano, che non riuscivo a decifrare. «Ma è un povero illuso.» aggiunsi. Stavolta, lui abbassò lo sguardo e parlò Luke. «Siamo i sesti ad esibirci. Siamo a metà, dovrebbe essere positivo. Così non essendo fra i primi non rischiamo che si dimentichino di noi.» disse come un grande intenditore, mentre io continuavo a fissare Ashton. Si insomma, pochi minuti fa avevo la sua lingua nella mia bocca, non poteva di certo essermi indifferente. Sarei volta andargli vicino e parlargli, baciarlo ancora, ma non ebbi il coraggio.
«Dobbiamo essere abbastanza bravi da non farci dimenticare.» annunciò Calum.
«E ci riusciremo.» dissi io, facendo girare tutti e 5 i miei amici. A dir la verità uno di loro già mi stava guardando prima e io stavo ricambiando i suoi sguardi.
«Guardiamo le altre esibizioni.» disse uno dei ragazzi, non so chi fosse, ero più concentrata a guardare Lui. Mi sedetti su una delle poltroncine, fra Marty e Calum, ma rimasi a fissare sempre la solita persona. Sentivo ancora le sue labbra sulle mie, okay forse avrei dovuto farmi curare.
«Di! Stai bene? è successo qualcosa?» mi domandò Marty quando vide che ero alquanto persa nei miei pensieri.
«Ehm, si.» dissi balbettando e guardandola. Mi guardò alzando il sopracciglio, va bene, non ci aveva creduto per niente, ma non volevo parlarle in quel momento. Continuò a guardarmi curiosa, ma fui io a scovare un segno alquanto evidente sul suo collo. Lei vide il punto in cui i miei occhi guardavano e cercò di coprirsi il bel succhiotto con una ciocca di capelli. «Diciamo che tu e Michael non rimanete a giocare a carte o a chiacchierare amabilmente.» le sussurrai io ad un orecchio, scoppiando a ridere, attirando l'attenzione del resto dei miei amici che fino a pochi istanti prima guardavano l'esibizione della band sul palco.
«Pensavi giocassimo a carte?» domandò Michael che si trovava affianco a Marty e che evidentemente aveva sentito tutto. «A dir la verità no.» dissi io ridendo. «Basta.» ci bloccò Marty.
«Posso vomitare?» dissi tenendo una mano sullo stomaco, l'ansia era evidentemente tornata. Eravamo i prossimi ad esibirci e ormai eravamo anche vicini al palco. La band prima di noi aveva quasi finito.
«Promettimi che non vomiterai sul palco.» mi disse Calum prendendomi entrambe le mani e mettendosi di fronte a me.
«Non lo farà, adesso vai Calum, ce andiamo.» disse velocemente Ashton spingendo il ragazzo dai capelli scuri e camminando poi dietro di lui per salire sul palco. Okay, toccava a noi e il mio stomaco era sottosopra. Mi misi al centro del palco, accanto a Luke. Non sapevo neanche io dove guardare sinceramente. «Dianne!» mi sentì sussurrare alle spalle mentre i ragazzi finivano di sistemare gli strumenti. Mi girai all'indietro e notai Ashton seduto al suo posto che cercava di attirare la mia attenzione, io lo guardai confusa. «Ricordati che ti ho detto prima» mi disse mentre io mi avvicinavo a lui. Sorrisi spontaneamente, non riuscii a farne a meno. Luke iniziò a cantare, per fortuna iniziava lui, io continuavo a lanciare sguardi ad Ashton, mentre tamburellavo un piede a terra per l'ansia. Diciamo che fu una fortuna che riuscii a centrare l'attacco. Cantai anche io, cercai di dare il meglio di me stessa, prima perchè volevo andare avanti e poi anche per quei ragazzi, che mi avevano fatto trovare la felicità in quella città in cui stavo da solo qualche mese. La nostra "esibizione" finì in così poco tempo, Marty era vicino il palco tutta entusiasta. Quando mi resi conto che era davvero fatta in quel momento, cacciai un sospiro e finalmente sorrisi. Sentii una mano sfiorarmi il fianco destro, mi girai di scatto e mi ritrovai due occhi verdi assolutamente perfetti.
«Te l'avevo detto» mi disse, per poi stamparmi un bacio su una guancia e scendere dal palco. Ero rimasta solo io lì, ferma come una scema, così decisi di andare ad abbracciare Marty che si era appena staccata da Mikey.
«Siete stati fantastici! Tu sei stata davvero bravissima! Ah, e tu mi devi spiegare che è successo tra te e Irwin e non dire niente perchè nessuno ti crede.» mi disse stringendomi a se.
«Io ora devo andare in bagno!» esclamai tirandomi Marty per un braccio e lasciando i ragazzi lì.
Andai in bagno, poi mi appoggiai ad un muro di un corridoio.
«Mi spieghi che cosa è successo?» urlò un po' esaltata la mia amica.
«Ahm, mentre te e il tuo ragazza vi marchiavate a vicenda, io e Ash..» iniziai a dire gesticolando non poco.
«Vi siete rinchiusi in uno sgabuzzino?» disse curiosa e poggiandosi ad un muro.
«Cosa?! No!» esclamai. Anche se forse l'idea non sarebbe stata proprio male. «ASpetta, tu e Michael vi siete chiusi in uno sgabuzzino?» le domandai.
«Cosa? No, ce.. non stavamo parlando di te e mister spostoCalumdaDianne?» tagliò corto lei.
«Mister che?» le chiesi io alzando un sopracciglio.
«Dianne, dai non mi dire che non ci hai fatto caso. Quando Cal ti ha preso le mani, Ashton si è fatto venire in mente che dovevate salire sul palco.» mi spiegò lei camminando avanti e indietro.
«Magari è una coincidenza. Insomma, veramente dovevamo salire.» risposi io abbastanza insicura.
«Oh dai Dianne! Tu non hai visto la sua faccia quando Cal ti ha preso le mani, no, non ne hai idea.» aggiunge sicura di se.
«Ero troppo impegnata a non vomitare.» sbottai io.
«Comunque, che avete fatto?» mi domandò smettendo di camminare.
«Abbiamo parlato un po' e poi..mi ha baciato.» gli risposi un po' in difficoltà, ma con un grande sorriso stampato in faccia, non ne potevo farne a meno. Ashton mi faceva davvero uno strano effetto.
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