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Il nostro piccolo paradiso di stelle e baciCi eravamo allontanati dalla città di dieci chilometri scarsi, percorsi in pochi minuti, e le case erano sempre meno e con giardini sempre più grandi, a dimostrare il grande spazio a disposizione.
Non ero mai stato in questa zona, abituato fin da piccolo ai piani alti della società oppure al piccolo appartamento della famiglia Jeon, e per questo mi guardavo intorno con curiosità.
"Sono cresciuto qui, con mamma, papà e nonna."
Mi disse e allora mi spiegai il perché conoscesse queste strade deserte ed i lampioni dalla fioca luce aranciata.
Però non aggiuse altro, lasciando che il silenzio tornasse ad avvolgerci, ed io me lo godetti per quei pochi secondi che trascorsero prima che parcheggiasse in mezzo al niente, vicino ad un parco che aveva sicuramentr visto giorni migliori.
Non dissi nulla e lo seguii mentre entrava superando la staccionata, andando con passo sicuro in direzione di una piccola collinetta di erba soffice colorata di rosso ed arancione dalle foglie secce di un'albero spoglio lì vicino.
Taehyung allungò le mani verso quei rami scuri e quando si voltò verso di me, teneva fra le mani uno zainetto dal quale estrasse un plaid, stendendolo a terra.
Alzai un angolo della bocca e mi sedetti al suo fianco, sistemandomi una ciocca di capelli finti dietro all'orecchio.
"Ti eri già preparato eh?"
Lui ridacchiò un poco, alzando le spalle, e poggiò i palmi dietro di sé, sorreggendosi mentre guardava il cielo.
"Già, speravo di fare colpo."
Io mi trattenni dal rivelare che già lo avesse fatto lo scorso sabato quando aveva fatto incrociare i nostri sguardi per la prima volta ed alzai il capo, guardando la volta celeste.
Quando aveva detto che si sarebbero viste le stelle perfettamente, non mentiva: sembrava che allungando la mano le avrei potute sfiorare, stringere fra le dita.
Erano così brillanti e nitide, miliardi di stelle visibili grazie al fatto che, essendo così lontani dal centro, l'inquinamento luminoso era pari a zero o poco più.
Il cielo pareva ancora più nero, gli astri ancora più bianchi e la notte ancors più infinita... mi sentivo piccolissimo davanti a quello spettacolo mozzafiato -si riusciva pure a vedere la via Lattea, invisibile dalle strade principali di Seoul-.
Purtroppo, anche il freddo era aumentato -non eravamo più in un locale, ma all'aria aperta- e per questo tremai, la mandibola che proprio non ne voleva sapere di stare ferma.
Taehyung prese ancora lo zaino e da esso estrasse una seconda copetta con la quale ci avvolse, avvolgendoci e costringendomi ad avvicinarmi ancora, spalla contro spalla.
Difficile dire se la fonte di calore principale fosse il plaid oppure il suo braccio contro il mio, ma poco m'importava; davanti a quelle stelle e con lui etereo accanto a me, il resto diventava sbiadito e di poca importanza.
Rimanemmo in silenzio per una mezz'ora abbondante, trascorsa ammirando il cielo, ed in quel lasso di tempo ci eravamo sdraiati, lui con le braccia sotto alla testa per tenerla alzata ed io con la guancia premuta contro al suo petto, accoccolato.
"Guarda, una stella cadente!"
Trattenni il fiato mentre seguivo con lo sguardo l'indice di Taehyung che puntava alla propria destra, indicando una di quelle scie luminose che solcavano il cielo ogni notte.
"Esprimi un desiderio."
Lo guardai e mi si scaldò il cuore nel vederlo socchiudere gli occhi, mormorando il proprio sogno, e decisi di imitarlo, abbassando le palpebre.
Vorrei che Taehyung si innamorasse del vero me.
Che desiderio patetico: ovviamente non sarebbe accaduto mai, ma cosa potevo farci?
Ormai ero talmente cotto che sperai con tutto il cuore che Taehyung potesse davvero contraccambiare i miei sentimenti dopo aver saputo il mio essere maschio.
Ma come avrebbe potuto? Lui era etero ed io un ragazzo... non era possibile.
"Tutto bene Yoonji?"
Io alzai lo sguardo verso di lui, inarcando un sopracciglio in una silenziosa richiesta di spiegazione e lui allungò una mano, accarezzandomi la guancia con la nocca dell'indice.
"Mi sembri... triste."
Capii subito che i miei pensieri mi avessero fatto mutare espressione e finsi un sorriso tirato, nel tentativo di convincerlo, ma lui non si lasciò ingannare.
Puntellando sui gomiti, si alzò e si mise sopra di me, coi palmi a lato del mio viso e gli occhi che studiavano la mia espressione con un misto di curiosità e preoccupazione.
"Avrò anche bevuto, ma non mi freghi così... che succede? Vuoi andare via? Cazzo, lo sapevo che faceva troppo freddo per venire qui..."
Rabbrividii e fui rapido a poggiare le mani sulle sue spalle, fra la stoffa della sua camicia e la coperta.
"No è perfetto, adoro questo posto..."
Mi morsi il labbro inferiore, indeciso se dirgli la verità o meno, ma alla fine riuscii a zittire la voce della mia coscienza che mi urlava disperata di metter fine a questa stupida ed inutile farsa.
Cosa ci avrei guadagnato continuando a fingere? Ovviamente nulla, ma nella mia stoltezza ero convinto di potermi godere la presenza di Taehyung al mio fianco ancora per un po'.
"Sabato mattina torno a casa e mi dispiace non poterti più rivedere."
Lui all'inizio parve sorpreso dalle mie parole, ma poi sorrise divertito e si chinò su di me, premendo le labbra sulle mie in un bacio a stampo davvero insolito; non c'era desiderio, solamente una pura ed innocente dolcezza.
"Non preoccuparti: ci terremo in contatto, forse tornerai qui o magari riesco io a venire a trovarti, che dici?"
La semplicità e la serenità con cui disse tutto ciò mi stregò completamente: sembrava tutto così facile quando era lui a parlarne, ma poteva davvero essere così?
Poteva benissimo stufarsi di scrivermi o poteva facilmente non riuscire a venire a trovarmi -sarebbe anche stato meglio, dato che abitavo a Seoul e non da un'altra parte-.
Ma nonostante ciò lui ne sembrava così sicuro che non riuscii a dirgli di no ed annuii prima che ci baciammo ancora.
Le mani che tenevo sulle sue spalle scivolarono attorno al suo collo e lo avvolsi con le braccia, stringendolo a me ed ignorando il fastidio del reggiseno, feci combaciare i nostri petti.
Lui era titubante all'inizio, probabilmente imbarazzato dalla cosa, ed io sorrisi contro le sue labbra, accerezzandogli il collo coi tendini tesi.
Ci dividemmo poco dopo, ma lui rimase sopra di me, a fissarmi negli occhi con quelle lenti azzurre a rendere i suoi occhi ancora più magnetici.
"Taehyung, così ti perdi le stelle..."
Dissi in un sussurro, imbarazzato sotto il suo sguardo, ma lui sorrise appena e mi sistemò i capelli con una mano, approfittandone per accarezzarmi lo zigomo.
"E cosa mi importa? Lo spettacolo più bello ce l'ho proprio qui davanti."
Le mie guance si tinsero di rosso, ma probabilmente lui non se ne accorse -eravamo al buio- e quindi si limitò a baciarmi ancora, facendomi tremare persino le ossa.
Era il paradiso.
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SPAZIO POLIPETTA 🐙Quant'è bello quando tutte le cose vanno per il verso giusto, non pensate anche voi? Sarebbe un vero peccato se qualcuno scrivesse qualche drama eheheheeheh
Stronzate a parte, per il momento potete stare tranquilli che non succede nulla di male... li amo troppo per farli soffrire, QUANTO CAZZO SONO BELLI SLFKSKCKSDK
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Ops, He Is A Guy [TAEGI]
Fanfiction"Domani è sabato no? Andremo in discoteca... però tu ti vestirai da ragazza e dovrai farti offrire da bere." "Eh?!"