Prima di tutto, vorrei scusarmi per questa lunga assenza che, purtroppo, non sarà la prima...in questo periodo sono piena di impegni🙄
Detto questo, a voi il capitolo😅
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Quando si accorse di non aver ricevuto risposta, si voltò, incontrando i miei occhi pieni di lacrime. Disse a Sucre di prendere il mio posto e di andare prima lui, e poi lo vidi avvicinarsi a me.
<<Rebekah...>> mi prese il volto con entrambe le mani e mi guardò, cercando di capire cosa mi turbasse.
<<Mi dispiace, io...non ce la faccio.>> ammisi, appoggiandomi con la testa al suo petto.
Lui mi avvolse in un abbraccio, e con una mano mi accarezzò i capelli. <<Sì, invece. Ce la puoi fare.>>
<<No, Michael, tu non capisci. I-io ho paura...>>
Mi sentivo un'idiota. Avevo aspettato questo momento con così tanta ansia, e adesso che era finalmente arrivato, mi ero bloccata. Non riuscivo ad andare avanti in alcun modo. E nel frattempo stavo facendo perdere tempo al resto della squadra.
<<Complimenti, Scofield! Ti sei portato dietro una ragazza che, oltre ad essere visibilmente debole, ha anche paura delle altezze!>>
<<Stai calmo, T-Bag.>> lo riprese Michael.
<<E stai zitto!>> fece eco l'uomo dalla carnagione scura.
Michael mi fece staccare da lui e mi fece alzare lo sguardo, così da guardarlo negli occhi. <<Questa è la nostra unica possibilità di evadere, e la nostra unica possibilità di ricominciare.>> disse, ma neanche questo riuscì a farmi calmare.
Mi prese il mento con due dita e avvicinò il viso al mio, fino a che le nostre labbra non si unirono in un dolce e semplice bacio a stampo. Quando si staccò, appoggiò la fronte alla mia.
<<Possiamo ricominciare insieme. Io e te.>>
Furono queste le parole che accesero in me un qualcosa che mi spinse ad annuire, facendo capire a Michael di essere pronta. L'avrei fatto per poter ricominciare una nuova vita accanto all'uomo di cui mi ero innamorata. Non sarebbe stato facile, e di questo ne ero perfettamente consapevole. Ma sarei stata con lui. E quello avrebbe reso tutto più semplice.
Mi avvicinai alla finestra e guardai in basso, poi mi voltai a guardare Michael, che mi fece un segno con la testa come per dirmi "ce la puoi fare."
Mi arrampicai alla finestra per poter arrivare al cavo elettrico, sul quale mi appesi.
<<Non guardare giù, Rebekah. Qualsiasi cosa, non guardare giù. Dall'altra parte ci sarà Lincoln, ti prenderà lui.>> mi disse Michael, cercando di darmi conforto.
Ce la puoi fare, Rebekah. Sono solo pochi metri, ce la puoi fare!
E così presi coraggio e iniziai a trascinarmi su quel maledettissimo cavo. Una mano dopo l'altra, e con le gambe che non vedevano l'ora di appoggiarsi su una superficie piana, arrivai con fatica dall'altra parte.
<<Ti prendo io, stai tranquilla.>> sentii la voce di Lincoln, e ciò mi fece rassicurare.
Lasciai le gambe a penzoloni, fino a quando i miei piedi non incontrarono il muretto. Ma le mie gambe tremavano parecchio, e per poco non scivolai giù. Due mani mi afferrarono in tempo per i fianchi, tirandomi indietro verso di loro.
<<Ti ho presa, ti ho presa.>>
Prontamente mi aggrappai alla maglia di Lincoln, con il cuore che batteva a mille per lo spavento.
<<Grazie, Lincoln.>> dissi. Lui rispose con un semplice cenno della testa ed un lieve sorriso.
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A Little While - Prison Break
Aléatoire"La mia cliente afferma di essersi solo difesa." Era vero, mi ero difesa. Ma forse mi ero difesa nel modo sbagliato. Ma che altro avrei potuto fare? Se l'avessi solo cacciato, mi avrebbe fatto del male la volta dopo. "La vostra cliente è colpevole d...
