26. I Was The One Who Needed Her

1.1K 25 3
                                        

Scusate per l'assenza, ma ho avuto dei problemi con lo studio per recuperare delle materie.
But I'm back now, soooo...enjoy😊
.
.
.
POV's Michael
Sentirla piangere dal bagno fu straziante, come se qualcuno mi avesse infilato una mano nel petto con prepotenza, e avesse stretto in un pugno il mio cuore.

Era una sensazione terribile.

"Io mi innamoravo di te, e tu mi usavi come pedina per far evadere te e tuo fratello."

Ogni singola parola di quel discorso era rimasta impressa nella mia mente, a ricordarmi di quanto fossi stato pessimo con lei.

È vero, l'avevo abbandonata...e adesso lei stava abbandonando me.

Non c'erano più emozioni in lei riservate a me, ed ero stato io stesso a strappargliele via.

L'avevo giudicata male, pensavo fosse una ragazza forte...ma mi sbagliavo. Aveva bisogno di me, ed io non c'ero stato. Me n'ero andato via, con la promessa che sarei tornato a prenderla.

La verità era che avevo paura di rivederla, così avevo preferito cercare di dimenticarla. Mi convincevo che lei non avesse bisogno di me, che era meglio se si fosse dimenticata di me.

Non capivo quanto mi sbagliavo.

Ed ora era lì, tra me e lei c'era solo una porta che avrei potuto facilmente sfondare a calci per andare a riprendermi ciò che mi ero lasciato sfuggire...ero io ad avere bisogno di lei.

La voce di mio fratello mi fece distrarre dai miei pensieri, e dai singhiozzi di Rebekah ormai diminuiti.

<<Sei stato a guardare mentre uccidevano Veronica, senza fare niente!>>

Mi precipitai verso mio fratello, che stava puntando una pistola contro Steadman. Non avevo ascoltato niente di quella conversazione, quindi non riuscivo a capire del perché Lincoln avesse reagito in quel modo.

<<Burrows!>> esclamò Kellerman, puntandogli una pistola contro per intimarlo ad abbassare la sua.

<<Lei è morta per colpa tua!>>

<<Non ha identità, Burrows.>> disse l'agente. <<Se lo uccidi, è uno sconosciuto qualunque.>>

Sapevo come far calmare mio fratello, e sicuramente una pistola puntata contro non sarebbe servita a niente. Dissi a Kellerman di mettere giù l'arma da fuoco, ma lui si rifiutò.

Allora parlai a mio fratello per convincerlo ad abbassare la sua. <<Lincoln, ci manca poco.>>

Ma lui non mi ascoltò. <<Ne è valsa la pena uccidere quelle persone e rovinare la mia vita?>> domandò retoricamente a Steadman, schiacciato contro al muro.

<<Lincoln, tu non lo vuoi fare.>> riprovai. <<Credimi, non è questo che vuoi. Tu non lo vuoi fare.>>

Lincoln sembrò pensarci, ma poi abbassò il braccio. Non avrebbe avuto senso ucciderlo, ci saremmo ritrovati con un corpo di uno sconosciuto. Come aveva detto Kellerman, quell'uomo non aveva identità.

Lo sguardo di mio fratello incrociò per un attimo il mio, e nei suoi occhi vidi una sola cosa: stanchezza.

Era stanco di dover sopportare tutta questa storia, di dover andare avanti e continuare a scappare. Era stanco di lottare per la verità, conoscevo mio fratello...non si sarebbe mai arreso. Non avrebbe mai abbandonato il suo obiettivo. Non lo aveva mai fatto, neanche quando era più piccolo. Neanche per una cosa stupida come stracciarmi alle partite di basket.

A Little While - Prison BreakDove le storie prendono vita. Scoprilo ora