Non volevo lasciarvi tanto tempo in ansia, quindi il capitolo lo posto oggi. Vi avverto, però...è un po' lunghino😅
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Con la coda dell'occhio vidi un pezzo di vetro per terra, appartenente al bicchiere che avevo fatto cadere. Lo afferrai velocemente e lo nascosi dietro alla schiena.
<<Anderson, che stai facendo?>>
Di attaccarlo non se ne parlava proprio. Mi avrebbe sparato prima ancora aver fatto un solo passo verso di lui. Dovevo inventarmi qualcosa per avvicinarlo a me...
<<Non ce la faccio più...>> feci scivolare il braccio lungo il fianco, in modo tale che la guardia vedesse il pezzo di vetro che stringevo tra le mani.
Niente è più credibile di un detenuto che vuole farla finita mettendo un punto alla sua vita.
<<Anderson, posa quel->>
<<No!>> esclamai, ma senza alzare troppo la voce. <<Non voglio più vivere in questo modo!>>
Iniziai ad agitarmi, dondolando sul posto e strizzando gli occhi nella speranza di far uscire qualche finta lacrima.
<<Ascoltami, sono gli effetti delle medicine. Credimi, tu non vuoi ucciderti.>> provò a farmi ragionare, ma senza alcun risultato. Posai il vetro sulla pelle del mio collo.
<<E tu come fai a sapere che non sto facendo sul serio, eh? Io ho perso ogni cosa! Non ho più niente e nessuno per cui vivere, dovrei andare avanti continuando a portarmi sulle spalle il peso della solitudine?!>>
Quando vide che stavo facendo sul serio, la sua mano andò a posarsi sulla pistola che aveva appesa alla fondina. Allora premetti il vetro nella pelle, senza tagliarmi.
<<Posa la pistola o mi uccido.>> gli intimai, ma lui stette fermo. Così alzai la voce. <<Ho detto posala!>>
<<Va bene, va bene.>> prese la pistola e la posò per terra, allontanandola poi con il piede.
<<Volevo essere sicura che non mi avresti fermata.>> mormorai.
<<Questo non posso promettertelo. Avanti, Anderson, appena uscirai da qui potrai finalmente ricominciare...devi solo aspettare. Ma se ti uccidi adesso, non potrai mai riavere la vita di prima. Non è forse questo che vuoi? Non vuoi ricominciare?>> la sua voce tremava leggermente, segno che non aveva la più pallida idea di cosa fare in queste situazioni. Ero sollevata dal fatto che per queste cose mi era capitata una guardia inesperta, e quindi facile da prendere in giro.
<<Non potrei riaverla comunque.>> e mi incisi un piccolo taglio sul collo, che subito iniziò a bruciare.
Lui si scagliò contro di me e cercò di togliermi il vetro dalle mani, ma fui più veloce e mi scansai.
<<Dammi quel pezzo di vetro, Anderson. Posso aiutarti.>>
<<No, non puoi.>>
<<Pensa alla tua famiglia, ai tuoi vecchi amici. Loro non vorrebbero che tu ti uccidessi. Pensa a...pensa a Louis!>>
A quelle parole mi bloccai. Non mi stupiva il fatto che lui conoscesse Louis...d'altronde tutti conoscevano i nomi delle mie presunte vittime e quale grado di parentela avevano con me.
Lasciai che il pezzo di vetro mi scivolasse tra le mani, cadendo a terra. Scoppiai in un finto pianto, accasciandomi a terra. L'agente mi raggiunse e si inginocchiò alla mia altezza. Ne approfittai e mi avvicinai a lui, per poi buttarmi tra le sue braccia.
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A Little While - Prison Break
Random"La mia cliente afferma di essersi solo difesa." Era vero, mi ero difesa. Ma forse mi ero difesa nel modo sbagliato. Ma che altro avrei potuto fare? Se l'avessi solo cacciato, mi avrebbe fatto del male la volta dopo. "La vostra cliente è colpevole d...
