"C'è un po' di traffico, ma sto arrivando."
Almeno aveva avuto la decenza di rispondermi, erano già passati quindici minuti, ed ero già stata costretta ad una figura di merda con il cameriere, inventandomi di essere arrivata in anticipo e di star aspettando il mio ragazzo.
Peccato che io fossi in orario, e lui decisamente in ritardo.
Digitai un messaggio, nel quale lasciavo intendere il mio essere furiosa.
"Ti sto aspettando."
"Prometto che mi farò perdonare, vedrai."
Sì certo, e intanto la figura dell'idiota la stavo facendo io. Ero seduta ad un tavolo di un ristorante, da sola, ormai da più di quindici minuti. La gente avrà sicuramente pensato che qualcuno mi aveva appena dato buca.
Passarono altri dieci minuti, al che l'attesa diventò davvero insopportabile. Mi alzai di scatto, facendo stridere la sedia contro al pavimento, e presi la giacca e la borsa. Me ne andai, non prima di essermi scusata con i camerieri per aver occupato inutilmente un tavolo.
Corsi al parcheggio con le lacrime agli occhi, e appena mi misi al posto del guidatore, scoppiai a piangere.
Era il nostro anniversario di fidanzamento, cazzo! Dovevamo festeggiare cinque anni insieme, e lui non si era presentato.
Non era la prima volta che faceva ritardo, ma di solito erano di cinque o massimo dieci minuti...non mezz'ora.
Decisi di tornare a casa mia, un piccolo appartamento in affitto, nella quale mi ero trasferita solo tre settimane prima. Infatti era ancora pieno di scatoloni, contenenti roba di ogni genere.
Andai in camera mia e mi tolsi il vestito blu che avevo scelto con cura apposta per il nostro anniversario, e lanciai in un angolo le décolleté del medesimo colore.
Corsi in bagno e mi misi sotto il getto della doccia, lasciando che il calore dell'acqua mi facesse scivolare via un po' di rabbia.
Tornai in camera e mi misi il pigiama, buttandomi poi a pancia in giù sul letto. Accesi il telefono: sei chiamate perse da Steve, e tredici messaggi in cui mi chiedeva dove fossi e diceva che si sarebbe fatto perdonare al più presto.
L'orologio segnava le 10.42pm. Non avevo voglia di andare a dormire, così accesi la TV in cerca di qualcosa di nuovo da guardare. Ma oltre alla riapertura di un carcere di massima sicurezza, il quale aveva chiuso per ristrutturazioni, non trovai niente di interessante.
Rifiutai l'ennesima chiamata di Steve, e mi addormentai.
-
<<Un cappuccino grande a nome Michael.>> dissi ad alta voce, in modo da farmi sentire dal cliente che aveva ordinato la bevanda calda.
Nel tempo libero, quando non frequentavo l'università, lavoravo da Starbucks. In qualche modo dovevo pagarmi l'affitto e tutte le spese dell'appartamento.
<<È mio.>>
Mi voltai verso il proprietario del cappuccino, un ragazzo dagli occhi limpidi come l'acqua, con una borsa a tracolla piena di libri e quaderni.
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A Little While - Prison Break
Diversos"La mia cliente afferma di essersi solo difesa." Era vero, mi ero difesa. Ma forse mi ero difesa nel modo sbagliato. Ma che altro avrei potuto fare? Se l'avessi solo cacciato, mi avrebbe fatto del male la volta dopo. "La vostra cliente è colpevole d...
