<< Salve, parlo con il signor Diverti?>> dice una voce dall'altro lato del telefono.
<< Sì, sono io>>
<< La chiamo per conto del dottor Magamelli, il posto da fotoreporter è suo.>>
<< Oh, davvero, è un onore per me. Posso chiederle un'informazione?>> chiedo alla ragazza che mi ha accolto la mattina del colloquio.
<< Certo, mi dica.>>
<< Per caso mi può dire chi sarà il nuovo giornalista/tirocinante? >> le chiedo dando voce a una domanda che mi tormenta da quando l'ho vista.
Non c'è giorno in cui io non mi maledica per ciò che è successo e rivederla non ha fatto altro che travolgermi nuovamente.
Lei era lì nello stesso posto, alla stessa ora, dello stesso giorno, se non è un segno del destino questo allora non so cosa lo potrebbe essere.
<< Non è ancora sicuro perché c'è la possibilità che non eccetti però il posto è stato assegnato a Ginevra Freddi.>> mi risponde dopo secondi la voce, mi ero quasi dimenticato di essere ancora in linea con lei perso com'ero nei miei pensieri.
<< Grazie mille per le informazioni.>> dico io per chiudere.
<< Ah, che sbadata, stavo per dimenticarmi di dirle che domani dovrebbe venire in mattinata a firmare il contratto. Buona giornata, arrivederci.>>
<< Buona giornata a lei.>> dico io buttando il telefono sul letto.
Non so se esultare perché potrei vederla tutti i giorni oppure preoccuparmi perché lei mi odia.
Devo riuscire a riavvicinarmi a lei è soprattutto devo capire se dopo di me sia andata avanti trovando qualcuno capace di prenderla senza perderla.
Oggi mi devo preparare a domani sia fisicamente che psicologicamente e mi conviene chiamare l'unica persona che forse aspettava il mio ritorno, il mio amico Paolo.
<< Oi straniero come va lì da te ?>> dice subito non appena risponde.
<< Beh, non lo so.>>
<< Come non lo sai, che hai fatto le ore piccole e ti sei appena svegliato. Stai migliorando, è solo l'una.>> dice prendendosi beffa di me.
<< Da me dovrebbe esserci un'ora di fuso, ma poi non sono più a Londra.>>
<< E dove sei,Parigi, New York, che fotografi questa volta La Tour Eifel o la Statua della Libertà?>>
<< Credo la Mole.>>
<< Bastardo che non sei altro, torni a Torino e non mi chiami. Da quanto sei qui?>>
<< Sono arrivato domenica.>> dico io ridendo per la sua reazione, plateale come sempre.
<< Allora avevo ragione a dire che sei un bastardo, solo ora mi chiami.>> dice facendo trasparire un po' di fastidio dalla voce.
<< Dai, non fare così, ho avuto da fare, ho trovato un lavoro perciò stasera ti porto a cena.>> dico io per farmi perdonare.
<< Che brutta persona che sono, mi faccio comprare con una cena. Alle otto sotto casa mia, ciao Fede.>> dice e mette giù così, senza darmi il tempo di parlare.
Paolo conosce anche Giulia, erano grandi amici, si erano conosciuti grazie a me e avevano trovato subito un'armonia. Mi dispiace che per colpa mia si siano allontanati. Ho bisogno di schiarirmi le idee e Paolo è l'unico che possa aiutarmi.
Ho tempo così decido di cercarla su Instagram, mi ero ripromesso di non farlo e per tutto il periodo di Londra ci sono riuscito, ma ora è cambiato tutto.
Per fortuna ha il profilo pubblico, Mat deve averla convinta.
Noto che l'ultima foto l'ha postata ieri. È una foto recente perché ha i capelli più lunghi. Nella foto c'è solo lei, un suo primo piano con una mano nei capelli a reggere una ciocca di capelli, un occhio chiuso e l'altro illuminato dal sole. Sorride, metà foto occupata dal suo sorriso, sullo sfondo le chiome degli alberi. La descrizione mi colpisce " Ben venga il caos, perché l'ordine non ha funzionato".
Scorro fino ad arrivare a un trio di foto, nella meno recente c'è solo mezza faccia con il cielo grigio come il suo occhio e con sotto scritto " C'è una notte in cui i desideri vanno a caccia di stelle."
Le altre due sono una con Matteo e una con Leonardo, mi soffermo di più su quella con Leonardo perché un lampo di gelosia mi passa nella mente. In questa foto ci sono loro due che bevono dallo stesso bicchiere guardandosi negli occhi. La descrizione mi da il colpo di grazia " Stringimi e non lasciarmi più, che a farmi bene sei capace solo tu" e lo tagga. Giustamente lui commenta con un "Paperotta mia" con il cuore rosso. Mi sembro un adolescente in piena crisi ormonale, noto anche il colore del cuore. Mi sento ridicolo, accendo lo stereo e decido di sistemare finalmente gli scatoloni che sono rimasti lì aperti da giorni.
———
Sono in ritardo, avevo appuntamento con Paolo alle otto e sono le otto e un quarto e devo ancora uscire di casa.
Quando arrivo sotto casa sua è già davanti al portone che mi aspetta.
<< Tu e la puntualità viaggiate su due rette parallele.>> dice non appena sale in macchina, non so perché ma non ne avevo dubbi.
<< Paolo, mi dispiace stavo sistemando gli scatoloni e non trovavo le scarpe.>> dico io e lui accetta le mie scuse.
In macchina l'aria è serena e ci aggiorniamo sulle nostre vite accompagnati da un sottofondo musicale.
Per stasera abbiamo scelto il mio ristorante preferito, prima di trasferirmi ero un habitué.
Entriamo commentando i vari successi della nostra squadra del cuore, la Juventus, dall'arrivo di Ronaldo all'addio di Marchisio che ci ha lasciato tutti con l'amaro in bocca.
<< Un tavolo per due.>> dice Paolo al cameriere all'entrata.
<< Seguitemi.>> ci "scorta" attraverso il ristorante concedendomi la vista della realizzazione del mio peggiore incubo.
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Stuck in her daydream
ChickLit(SOSPESA) Ginevra, torinese doc, insegue il suo sogno a soli 22 anni, vuole scrivere del mondo, vuole avere il privilegio di informare le persone sugli eventi, e quale miglior accessione se non la ricerca di un nuovo stagista da parte di Arturo Maga...
