È finalmente lunedì, da oggi sono ufficialmente una giornalista de "La nuova voce", il principale quotidiano della nostra città conosciuto in tutta Italia.
Ho un po' di strizza, nonostante il mio feeling con Arturo, questo viene controbilanciato dalla presenza di Federico.
Ma io dico proprio qua doveva venire, fra tanti posti, mannaggia la miseria!
Comunque meglio andare oltre perché non voglio rovinarmi l'umore, poi chi lo sa, potremmo finalmente concludere questa situazione che, ormai, è aperta da troppo tempo.
Non voglio fare la sfilata di moda ogni mattina però, possiamo dire che, la presenza di Federico condiziona un po' i miei look. Secondo Mat dovrei cercare di capire se gli faccio ancora effetto per poi decidere il da farsi. Per questo motivo ho scelto di indossare un semplice pantalone grigio Londra, una blusa nera e décolleté nere, semplice ma elegante. Cappotto grigio, sciarpone e occhiali da sole, stranamente oggi c'è un timido sole, 24 h bordeaux e sono pronta.
Venerdì é stato difficile dire alla Signora Boschi che sarei andata via, lei già lo sapeva, anche prima del colloquio, lei mi ha spinto dentro questa nuova esperienza, le devo tutto, tutto quello che verrà, mi ha dato un futuro, quello che sognavo.
Secondo Leonardo faccio schifo con gli addii, ha ragione, io non sono proprio capace, anche se mi feriscono, sono io a mettere un punto ma non riesco a fare le sceneggiate in lacrime, secondo lui sono troppo poco teatrale.
Arrivo alla redazione e sorrido al receptionist, che ho scoperto chiamarsi Fabio, mentre passo il mio badge per passare.
Ieri Arturo mi ha mandato una mail dove mi chiedeva di passare da lui non appena attivata.
Dovrà parlarmi delle mie mansioni future. Credo che dovrei essere "il suo braccio destro", un po' la sua ombra.
Mentre raggiungo il suo ufficio penso che qui si vestono tutti come se fossimo in un ufficio legale, tubini e tacchi, giacche e cravatte, io mi sono dovuta adeguare. Dalla signora Boschi era tutto più semplice, meno costruito e forse più vero.
Busso.
<< Gwen, entra.>> ma come ha fatto?
-Gwen te lo ha anche scritto per email, un po' di intuito no?
La mia mente è dolce come non dico cosa.
Entro e mi siedo.
<< Allora buongiorno- ricambio- oggi dovrai scrivere la recensione a un libro di poesie. Lo so che non è nulla di che per le tue capacità ma devo vedere come lavori e poi, almeno all'inizio devo rispettare le gerarchie.
Condivideremo l'ufficio, infatti, già da domani dovrebbe arrivare la scrivania, per oggi divideremo questa.>> conclude consegnandomi un libro, non mi è mai dispiaciuto fare la gavetta e poi credo sia stato corretto sia nei miei confronti sia nei confronti dei miei colleghi, inoltre, non mi ha mai visto all' opera.
Il libro è " l'aggiusta cuori" di Francesco Sole, sono stata fortunata é un libro che volevo leggere, è una sorta di raccolta di poesie e frasi che possono aiutare quei cuori che cadono un pò a pezzi. Arturo si immerge nella lettura di alcune bozze e io nel libro.
Leggo la prima parte del libro e ne restò intrappolata.
La seconda parte é la "cura", inizio a leggere le prime frasi, segno quelle che più alimentano la mia tempesta. Sono talmente presa da quello che leggo che le mie orecchie si disconnettono a tal punto che non registrano i rumori circostanti.
Ho appena finito il libro, Arturo è uscito, controllo l'ora è noto che è ora di pranzo.
Arturo mi ha lasciato un bigliettino dove mi avvertiva che lui sarebbe passato dalla moglie nella pausa. Credo che sia una cosa dolcissima, sa tanto di "so che ci siamo lasciati stamattina ma avevo bisogno di vederti"
Sa tanto di amore sincero, di una sorta di connessione a dopo anni una sorta necessità.
Esco dall'ufficio ricordandomi della presenza di alcune macchinette.
Prendo una barretta di cereali e un succo di frutta.
<< Ciao, Ginevra giusto? - annuisco - Piacere, io sono Lucia, mi occupo della rubrica culinaria>> dice una ragazza porgendomi la mano.
<< Il piacere è tutto mio>> ricambio con un sorriso.
<< Ho visto che il signor Magamelli condivide con te lo studio, deve essere un onore per te. Lo ha fatto solo con un' altra persona... comunque sono contenta di avere una donna come collega, finalmente. Mi piacerebbe e diventassimo amiche, sai qui non tutti ti danno confidenza e spero che tu non sia una di quelle fredde e distaccate.>> continua e la sua parlantina mi fa sorridere.
Lucia è una ragazza un pò più grande di me, bionda e riccioluta, occhi marroni coperti da un paio di occhiali neri.
Per il suo fisico non si direbbe che tenga la sezione cucina, credo che scriva ricette salutari perché ha un corpo da paura.
<< Certo, è sempre meglio conoscere qualcuno, e non preoccuparti non sono una di quelle che se la tirano.>> rido.
<< Che ne dici di unirti a noi per un aperitivo stasera così conosci un po' di gente?>> mi propone lei.
<< Grazie, posso portare un mio amico?>> voglio portare Mat con me così se dovesse andare male lui troverà una scusa per svignarcela.
<< Certo, allora a dopo>>
<< Aspetta, dove e quando?>> chiedo io, non essendoci scambiate i numeri secondo lei come potremmo metterci d'accordo.
<< Ah, che sbadata, piazza San Carlo alle 20? >> propone e io annuisco.
Rientro in ufficio e mando un messaggio a Mat invitandolo a casa mia per aiutarmi a preparare.
Mentre mangiucchio la barretta la barretta inizio a scrivere la recensione per questo libro.
" Voi avete trovato la vostra Anna? La persona per cui lasciare tutto, il pezzo mancante che ci fa sentire completi, il motivo per cui mettere tutto in discussione, l'obbiettivo che non vedete l'ora di raggiungere.
Il piccolo poeta si è ora deve solo ritrovarla perché per aiutare i cuori che hanno smesso di funzionare bene, l'ha persa per un po'.
Lasciatevi curare da questo libro, concedetevi 100 giorni per sanare almeno un paio di ferite che portiamo quotidianamente, 100 giorni per imparare ad amarci, ad aggiustarci il cuore e a mettere un po' da parte la routine e il grigiore per farci emozionare dalla vita."
Ho finito, sono soddisfatta, Arturo non è ancora tornato, la pausa pranzo non è ancora finita così decido di andare a fare due chiacchiere con Lucia.
La recensione è già stampata è posizionata al centro della scrivania di Arturo.
Appena esco vado a sbattere contro qualcuno e se questo qualcuno non avesse i riflessi pronti adesso starei con il mio bel sedere spalmato sul pavimento.
Alzo lo sguardo, mannaggia a questi tacchi, mi sento andare le guance a fuoco...
<< Gwen tutto okay?>> mi chiede Federico.
<< Si Fede, bella presa.>> dico io rimettendomi in sesto, ormai mi sembra di vivere in una commedia romantica scadente.
<< Non ti ho salutata questa mattina, ma stavi leggendo e conoscendoti non mi avrai neanche visto.>> dice lui e mi costa dirlo ma ha ragione, stamattina non avevo proprio percepito la sua presenza, ed è quanto dire.
<< Non preoccuparti non lo avevo proprio notato.>> dico guardandolo, i suoi occhi sono sempre stati il mio punto debole soprattutto se poi sono leggermente coperti da quel ciuffo biondo ribelle.
Mi tiene ancora per la vita è sento le guance accamparsi ancora di più, il suo tocco a distanza di tempo mi fa sempre lo stesso effetto.
<< Federico, ehm... io dovrei andare.>>
<< Era troppo bello che tu fossi tornata a chiamarmi Fede, in quel modo solo tuo, con la tua voce, e non Federico, distaccato, come due sconosciuti.>> dice lasciandomi andare ma non allontanandosi del tutto.
Lo vedo dispiaciuto ma non può credere che mi basti rivederlo due giorni, dirci a stento due parole di circostanza per annullare tutto.
Lo guardo neutra ricostituendo il muro, ho sofferto troppo per lui e ora che mi sono rimessa in piedi non ho intenzione di farmi buttare di nuovo giù da lui.
Lui capisce di aver parlato troppo e fa una faccia a mo' di scuse.
Gli sorrido glaciale, forse glaciale è troppo però non come prima.
Rinuncio all'idea di andare da Lucia e rientro in ufficio passando solamente a comprare un the caldo al limone.
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Stuck in her daydream
ChickLit(SOSPESA) Ginevra, torinese doc, insegue il suo sogno a soli 22 anni, vuole scrivere del mondo, vuole avere il privilegio di informare le persone sugli eventi, e quale miglior accessione se non la ricerca di un nuovo stagista da parte di Arturo Maga...
