Gwen si sta sedendo a un tavolo con Leonardo. Non ci posso credere. Lei è bellissima, lui, da galantuomo dei miei stivali qual'è, le sfila il giubbino rivelando una piccola scollatura del vestito. Giuro che manca poco e io vada là, dia un pugno a lui e baci la mia lei per poi rapirla e tenerla con me per sempre, solo noi due.
<< Federì, ci sei, ti sei incantato>> dice Paolo facendo fermare anche il cameriere, segue la traiettoria del mio sguardo e vede anche lui Gwen.
Nonostante lui sia il mio miglior amico odio che la guardi, odio che chiunque lo faccia.
<< Ci indichi il tavolo, noi andiamo a salutare una nostra amica e non vorremmo rubarle del tempo.>> dice rivolto al cameriere il quale gli indica il tavolo e si congeda con un sorriso.
<< Quella non è Gwen?>> domanda lui ma è inutile che io risponda.
<< Deduco dalla tua reazione che l'ultima volta che l'hai vista è stata prima della tua fuga a Londra- mi guarda- appunto. Andiamo ho un piano.>>
<< No no fermo, che vuoi fare?>>
<< Tu seguimi, io vado a salutare il tuo rivale e tu arrivi qualche attimo dopo inventandoti una scuola per il ritardo e fai finta di non averla vista.>> dice e va e io non riesco a fermarlo.
<< Leonardo Lucetta, non ti fai più vedere.>> dice Paolo salutandolo con un sorriso.
<< Paolo Cattaneo, da quanto tempo.>> risponde lui alzandosi e abbracciando il mio amico.
Mi sento invisibile.
<< Paolo, non si saluta più >> interviene Ginevra.
<< Ginevra ? Sei stupenda >> dice stringendo anche lei e credo sia la mia ora di entrare in scena.
<< Paolo, scusami non trovavo parcheggio.>>
Non appena parlo la sua testa si ruota con una velocità tale che ho quasi paura che si sia spezzata il collo.
Mi scruta e io faccio lo stesso fino a incatenare i nostri sguardi.
<< Federico.>> dice lei piatta e un brivido mi percorre tutta la schiena, era da tanto che non le sentivo pronunciare il mio nome e nonostante il modo in cui lo ha fatto resta una sensazione che avevo imparato a sentire solo nei ricordi.
<< Ginevra, Leonardo >> dico io mascherando i miei sentimenti.
<< Scusateci se abbiamo interrotto la vostra cena, noi ora andiamo.>> dice Paolo e io lo seguo. I due piccioncini gli sorridono e si risiedono, Gwen a stento mi concede uno sguardo, il suo accompagnatore mi sorride però senza malizia o altro e ne sono colpito.
Arrivo al tavolo e finalmente riprendo a respirare.
<< Leonardo mi ha sorriso.>> dico ancora incredulo.
<< Vedi che non è male, tu lo hai preso storto ma è un bravo ragazzo, è cresciuto con Ginevra è logico che escano insieme, non sei geloso di Matteo perché lo sei di Leonardo.>> dice lui chiudendo il menù.
<< Con Matteo è diverso, lui e Gwen sono come due gemelli siamesi, Leonardo è sempre stato tendente a qualcosa in più di un semplice amico.>> dico io guardandolo negli occhi.
<< La ami ancora ?>> dice lui e io sorrido, come potrei aver smesso di farlo.
<<Sai perché mi innamorai di lei ? Perché era strana, era folle, non credeva negli errori ma nel destino, non credeva nelle opportunità perse ma nel continuo scorrere del tempo, sapeva perdonare ma non dimenticare. Dovevi vederla, era la cosa più bella che avessi mai visto in vita mia, quegli occhi così blu da far invidia al mar della Grecia, quell'anima così variopinta da far invidia alla tavolozza di un pittore. E io mi sono innamorato, così senza accorgermene, l'avevo vista in un bar e di lei sapevo solo il nome. Quante notti sono state tormentate da quel nome, ma poi la trovai così per caso, a un parchetto seduta su una panchina nascosta da un salice piangente e in quel momento decisi di non farla scappare di nuovo.
Poi però l'ho persa ed eccomi qui a raccontare la storia che si prospettava la più bella del mondo, con l'amore della mia vita, ma ho mandato tutto a puttane.>>
———
<< La gente quando ti guarda non vede te, dentro di te, intorno a te, si arrende alla cornice. É come quando vai a un museo, prendi per esempio il Louvre, per cosa è famoso? >>
<< La Gioconda >>
<< Esatto, la gente quando entra nel museo mira alla Gioconda, e credimi non ci sarà una persona in tutto il mondo che sia entrata in quel museo e una volta uscita abbia saltato la Gioconda. Ecco perché se sei la Monna Lisa, la Notte Stellata, l'Urlo , la gente ti guarda, ti osserva e farà anche finta di sforzarsi per capirti, ma se sei un quadro da cameriera, sarai sempre guardato con superficialità.>>
<< Non capisco il punto.>>
<< Tu non lo hai capito perché io non ho voluto fartelo capire.>> disse lei con un sorriso beffardo allontanandosi.
———
<< Ricordo ancora il nostro primo appuntamento. In quel momento ho pensato che fosse una pazza, perché cavolo era il nostro primo appuntamento e lei andava via, così, dopo un discorso filosofico. Ricordo ancora che mi sedetti sulla panchina su cui la vidi, quella che poi chiamammo "nostra", e scoppia a ridere. Si Risi, risi fino a dovermi mantenere lo stomaco perché quella pazza mi stava facendo sentire vivo, mi stava dando la forza di lottare e io mi sentivo rinato, dopo anni di tenebre dentro di me splendeva di nuovo il sole.
Come potrei aver smesso di amarla, lei è l'unica e lo sarà per sempre.>> dico in un sospiro e il cameriere mi posa davanti il mio piatto, perso nei miei ricordi non avevo neanche visto il cameriere prendere le ordinazioni.
<< Non voglio chiederti, allora, perché l'hai tradita, perché tu mi risponderai che eri ubriaco e che ancora oggi non ti ricordi di averlo fatto, e se davvero non lo avessi fatto e quella stronza di Antonella si fosse inventata tutto?>> dice lui e qualcosa mi si accende dentro. Ginevra non riuscirà mai a dimenticare o almeno passare sopra a un tradimento, ma se il tradimento non ci fosse, dovrebbe solo accettare il bacio.
<< Riflettici, Antonella è sempre stata ossessionata da te, era una relazione malata la vostra, e tu lo sapevi. Dopo un anno ci penso ancora che tra tante persone con cui avresti potuto tradire quell'angelo- lo guardo storto- che vuoi sei tu il coglione qui. Comunque, nonostante non capisca perché tu possa averlo voluto fare, sicuramente non avresti scelto una pazza nevrotica.>> dice lui e io devo per forza dargli ragione.
Antonella è la mia ex , siamo stati insieme ma prima che io incontrassi Gwen ci lasciammo perché non riuscivo più a tollerare il suo fare ossessivo e possessivo, era arrivata a minacciare mia sorella. Lei non era neanche questo granché fisicamente, la classica donna magra ma senza contenuti, quelle bellezze fintamente naturali e, si sa, dopo un po' la plastica stanca.
Bisogna però dire che i 18-19 anni certo non brillano per le scelte oculate ma, anzi, sono costellate da tante e tante scelte stupide e questa è senza dubbio una di quelle.
<< Ora dobbiamo pensare a un modo per smascherare quella zoccola e uno per riprenderti il tuo "grande amore". Il lavoro insieme aiuta sicuramente.>> dice e io mi sconvolgo perché non glielo avevo detto e lui mi sorride malvagio.
<< Non guardarmi così, ho i miei trucchi.>> conclude Paolo e io rido, ecco perché è il mio migliore amico, è fantasticamente matto. Ma si sa tutti i migliori sono matti.
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Stuck in her daydream
ChickLit(SOSPESA) Ginevra, torinese doc, insegue il suo sogno a soli 22 anni, vuole scrivere del mondo, vuole avere il privilegio di informare le persone sugli eventi, e quale miglior accessione se non la ricerca di un nuovo stagista da parte di Arturo Maga...
