Stasera c'è la partita e domani è il mio compleanno, ho paura di quello che possano aver organizzato i due fratelli Lucetta, per ora so solo che non vedo l'ora di andare allo Stadium, se passassimo il turno sarebbe il miglior regalo di compleanno di sempre.
La giornata prosegue tranquilla, entro in redazione, saluto Luigi che mi invita per un caffè a pranzo ma io non gli assicuro nulla, dipende tutto da quello che mi farà fare oggi Arturo. Ieri mi ha detto che sarebbe dipeso tutto dalla mia recensione sul libro, era colpito che l'avessi finita in una mattinata, di solito ci si impiega almeno due giorni.
Busso ma non sento bussino dall'altra parte.
<< Gwen è anche il tuo ufficio e poi sei in anticipo di un quarto d'ora.>> dice Arturo arrivandomi alle spalle facendomi prendere un colpo.
<< Mi piace il silenzio della mattina.>>
La tranquillità che si respira in un luogo che è solitamente sempre pieno di gente e di rumori quando è silenzioso. A volte esprime malinconia perché vedi un luogo sempre caldo in quel momento freddo, a me, invece, inspira rinnovamento, l'inizio di un nuovo ciclo.
<< Sei sicura di avere solo 22 anni?>> mi chiede con un sorriso.
<< Domani ne faccio 23 però anche da piccola mi dicevano che ero "vecchia dentro">>
<< Ginevra oggi non so che farti fare-ammette lui- la tua recensione mi ha colpito molto, hai cercato di entrare nel libro e credo che tu ci sia riuscita.>>
Mi sento lusingata, è riuscito a capirmi, a comprendere quello che volevo dire, non è scontato perché la scrittura è soggettiva, una frase un concetto o ti colpisce o non lo fa.
<<Che ne dici di venire con me per un'intervista? Consideralo come il mio regalo di compleanno>> dice prendendo la giacca che aveva posato sulla sedia un istante prima.
<<Forza, andiamo>>
Stamattina è un po' strano, lo vedo agitato.
Usciamo dalla redazione e saliamo su una macchina nera che subito parte.
<<Juve o Toro?>> chiede prima che la macchina parta, ma è possibile che io oggi non riesca a capire nulla?
<<Juve, fino alla fine. Perché?>> vorrei tanto capirci qualcosa.
<<Ora vedrai, lasciati conquistare dal mistero, rilassati>>
Il tragitto è breve e nel mentre racconto tutto a Mat che è già mi ha fatto promettere di scriverlo subito, è più emozionato di me, come al solito.
Oggi lui sta in facoltà, gli mancano solo due esami prima di potersi laureare, ha seguito le orme di Leonardo e non posso che essere fiera di lui, vuole far valere la "sua" giustizia, crede che le cose possano davvero cambiare, ci crede davvero e io credo in lui.
La macchina si ferma, esco e davanti a me vedo il sogno di ogni bambino con il cuore a strisce, l'Allianz Stadium.
<< Dobbiamo intervistare alcuni giocatori più il Mister è il Presidente.
Mi raccomando professionalità.>> il suo sguardo è serio, mi sta mettendo alla prova.
<< Ho i biglietti per la partita di stasera.>> dico senza pensare mentre aspettiamo nella sala interviste l'arrivo dei ragazzi e il mister, con il presidente avremo una seduta a parte.
<< Mi hanno regalato tre biglietti vicino la panchina, o almeno così decantavano credendo che sarei andato con i miei due figli non pensando che loro ormai non vivono più a Torino, pensavo di darli ai tre ragazzi della sezione sport ma se sono migliori dei tuoi possiamo fare cambio.>>
Davvero me lo sta chiedendo come se ci fosse la possibilità di avere biglietti migliori dei suoi?
<< Davvero?>>
<< Certo, poi che ne sai, potresti riuscire ad avere qualche foto con i tuoi idoli, Dybala e Bernardeschi no?>>
<< E lei che ne sa?>> non abbiamo mai affrontato l'argomento, oggettivamente non ce n'è stato proprio il tempo materiale.
<< Ho sentito Luca e Andrea parlarne, per loro sei la ragazza perfetta.>>
Quei due sono proprio deficenti. Sento le guance raggiungere il colore del sedere di un babbuino.
<< Intervisteremo Chiellini e Pjanic oggi, quindi, incrocia le dita per stasera.>>
———
Appena ho raccontato tutto a Mat non poteva crederci, vuole fare un regalo al mio capo, si è proposto di comprargli la colazione tutti i giorni o anche di fargli da autista a vita, anche io credo si meriti un regalo ma non fino a questo punto, comunque vedo di provvedere domani, ho notato che a colazione ama un muffin e un semplice caffè amaro.
Quando metto piede in casa sono quasi le sette, ora fissata dai fratelli per passarmi a prendere per poi andare allo stadio.
Indovinate chi deve sempre correre per non farsi aspettare un'altra volta ? Non credo serva rispondere.
Leo non sa nulla del cambio dei posti e Mat era d'accordo sul fargli una sorpresa.
Per fortuna i vestiti li avevo preparato stamattina sennò davvero mi avrebbero ucciso, ho scelto un pantalone bianco con un piccolo strappo sul ginocchio, una mogliettina nera a maniche lunghe da mettere sotto alla maglia "Dybala 10", adidas nere e un giubbino di pelle nero, perché stranamente quest'anno a Torino marzo è un mese abbastanza caldo.
La fortuna oggi è dalla mia parte in troppe situazioni, infatti, scendo di caso nel momento esatto in cui arrivano.
La città è in fermento, l'arrivo allo stadio comporta l'inizio della sorpresa e la conseguente faccia di Leo, a dir poco adorabile, ci fanno sedere e lui sembra riprendersi un po' dallo shock al punto che si acciglia perché dovrei esser io quella a ricevere le sorprese ma non sa che è lui quello che se le merita più di chiunque altro, lui, il mio grande orso buono.
Si abbassano le luci, si va in scena, we are READY TO COME BACK.
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Stuck in her daydream
ChickLit(SOSPESA) Ginevra, torinese doc, insegue il suo sogno a soli 22 anni, vuole scrivere del mondo, vuole avere il privilegio di informare le persone sugli eventi, e quale miglior accessione se non la ricerca di un nuovo stagista da parte di Arturo Maga...
