Parte 13 Gwen

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La serata è stata perfetta e la mia sensazione era giusta, ho incontrato Federico.
Era proprio bello, anzi più che bello ma mi ha destabilizzato ed è per questo che sono le 2 e sono ancora sveglia con il mio quaderno avanti.
Mi sento bloccata e so che l'unico modo per sbloccarmi è scrivere, ma non ci riesco.
Sono così, in trance, fisso la parete come una depressa e mi sento così stupida.
Il problema è che incontrarlo ha riaperto vecchie ferite non solo quelle che ha creato lui ma anche altre, il passato è tornato a farmi visita e come tutti i macigni che ci portiamo sulle spalle tuti noi non è stato una sorpresa gradita.
Che posso dire mi ha stesa e la colpa non è neanche sua, sono io che mi lascio trasportare come una bottiglia di vetro dalla corrente.
Apro il quaderno ma non prendo in mano la penna, gioco con l'anello con la luna. Quanto mi sento sconfitta, ho fallito la promessa fatta a me stessa il giorno in cui lo indossai. La luna, questo anello, significano, per me, seguire i propri sogni e io non ho fallito su questo fronte perché domani inizierà la realtà che più avevo sognato.
Ho fallito dentro di me perché mi sento insufficiente, costretta in dei parametri che non mi si addicono più.
Sul quaderno scrivo solo la frase di una canzone.
"Ti senti solo perché non sei come appari".
Chiudo tutto e mi convinco a dormire perché domani devo rimettere l'armatura.

Stuck in her daydreamLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora