Parte 21 Fede

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<< Hai mai voluto che una favola si realizzasse?>>
La guardo stranito, se ne esce sempre con delle domande distanti anni luce dalla conversazione di qualche attimo prima, ti sconvolge, è sempre un passo avanti a te, nel momento in cui credi di averla capita lei ti sconvolge iniziando a parlare di tutt'altro.
<< Diciamo che non ho mai amato le solite favole con principe, principessa e fatine varie. Sai, a noi maschi non corrispondono queste "cose", per noi ci cono i supereroi, le macchinine.>> mi guarda un po' strano.
<< Non mi hai risposto.>>
<< Mi scusi madame, provvedo subito. No, non l'ho mai voluto, o meglio, non ci ho mai pensato, volevo solo diventare grande e al tempo stesso non crescere mai.>>
Con Gaia, mia sorella, è capitato di giocare alle "principesse" ma mai più di tanto, mio padre appena sono nato mi ha fatto l'abbonamento allo stadio, io e lui con la pioggia o con il sole e tifare la nostra squadra del cuore.
<< Tu lo hai mai voluto?>> voglio sapere cosa ha da dire perché se ne ha voluto parlare dovrà esserci un motivo.
<< Si, spesso, ancora oggi mi capita di volerlo.>>
<< Non ti basto io, hai bisogno del principe azzurro?>> la prendo un po' in giro perché se dovessi "attaccarla" o costringerla a parlare lei non si aprirebbe mai e i vorrei davvero capire perché ha bisogno delle favole, perché la realtà la spaventa tanto da volersi rifugiare nelle favole.
<< Al contrario delle tue supposizioni la mia favola preferita era Peter Pan- nei suoi occhi leggo un misto tra tra sfida e paura di esporsi ma ormai il dado è tratto- Ho sempre sognato che lui mi venisse a prendere per portarmi sull'isola che non c'è. Da piccola non sognavo l'amore ma un posto dove poter essere me stessa anche "da grande", sognavo e sogno tuttora un posto sicuro in cui poter attraccare quando tutto crolla, sognavo l'isola che non c'è, non di innamorarmi del suo traghettatore.>>
Ed ecco lì il mio piccolo angelo che senza volerlo mi ha donato una nuova sfumatura di se stessa.
<< E tu vorresti dirmi che non hai mai fatto un pensierino sul "traghettatore" >>
Ormai ho imparato a conoscerla, a capire che quando si apre non devi soffermarti sull'argomento.
<< Non posso negarlo, sai ho un debole per i biondi occhi verdi e poi lui è un gran fico, non se ne vedono nella realtà.>>
———
Ho letto il nuovo articolo di Gwen sul tradimento e ha messo di nuovo in chiaro il suo pensiero.
Per Paolo non dovrei arrendermi, continuare a provarci, a esserci.
<< Federico, ciao, dovresti venire in giro con me per alcuni locali, ne devo recensire un paio in centro e mi servono delle belle foto e qualche consiglio per renderlo perfetto altrimenti le ferie in più me le sogno.
Forza, su che fai ancora lì impalato, prendi la macchinetta io ti aspetto alla macchina.>>
Lucia è proprio un concentrato di bollicine, non mi meraviglio che abbia legato subito con Ginevra, sono complementari, chi troppo e chi troppo poco, si compensano.
<< Ed ecco la mia giornalista preferita!
Gwen, buongiorno, ho letto il tuo articolo- aguzzo bene le orecchie nascondendomi bene dietro l'angolo- posso dirti che l'ho ADORATO perciò bisogna festeggiare, stasera ti porto a ballare, domani è domenica quindi non hai neanche la scusa del lavoro. Ah e porta quel tuo amico fico.>>
<< Lulù grazie mille, sono lusingata ma hai davvero una cultura bassa se sono io la tua giornalista preferita- la sua autostima arriva a picchi impressionanti- per stasera non lo so, devo parlare con il "mio amico fico" perché ci saremmo dovuti vedere con suo fratello...>>
<< E che problema c'è, porta anche lui, se è fico la metà di suo fratello mi va più che bene.
Ti aspetto alle 22 sotto casa mia.>>
Hai capito a Matteo come colpisce, lui e suo fratello sono praticamente uguali per quanto riguarda i colori, entrambi biondicci con gli occhi blu, posso testimoniare che gli occhi chiari sono una cosa che piace molto.
<< Non ti assicuro nulla.>> tentenna lei, non ha mai amato queste serate.
<< Aspetta, chiamo io a Matteo, dammi il numero, da quel che ho capito di lui è abbastanza festaiolo, certo più di te, non che ci voglia tanto, lo contatto e vediamo cosa dice.>> Lucia la sfida e la sento fare un verso esasperato.
<< Oi, non molli tu eh. Dobbiamo ancora vedere Leonardo, comunque va bene, ci vediamo sotto casa tua, sappi che ti odio quando fai così, non mi piace sentirmi con le spalle al muro.>> la rimbecca lei, scoppiano a ridere e si salutano.
Raggiungo Lucia nel parcheggio facendo finta di nulla.
<< Vieni anche tu allo stesso orario.>> mi dice appena le sono vicino.
<< Eh?>>
<< La prossima volta nasconditi meglio, per fortuna lei era di spalle.>>
E dopo avermi appena messo al corrente della mia figura di merda sale in macchina dal lato del passeggero.
Non ho il coraggio di aprire bocca, seguo le sue indicazioni e la sento ridere sotto ai baffi.
<< So che l'articolo è per te -mi giro di scatto a guardarla- non ci vuole certo un genio per capirlo. Quando state insieme, o meglio, nella stessa stanza vi guardate creando un discorso a parte fino a quando lei non distoglie lo sguardo e tu la guardi abbattuto.>>
Non parlo e lei sembra capirmi, compatirmi quasi.
<< Non voglio mettere il dito nella piaga ma una domanda voglio fartela, sei libero di non rispondermi perché oggettivamente ci conosciamo da due settimane ma quella ragazza mi è entrata nel cuore -a chi lo dici- non conosco la ragazza con cui è avvenuto il tutto ma se era meglio di Gwen perché non l'hai lasciata, perché hai dovuto tradirla.>>  mi guarda quasi con rabbia, rabbia che starà solo riportando.
<< Hai detto che capisci gli sguardi, quindi guardami, potrei mai considerare qualcuno migliore di lei?>>
Fermi al semaforo la guardo, lascio che legga le risposte alle sue domande nei miei occhi, lascio che legga il rimorso, la vergogna, il dispiace, lascio che legga tutto l'amore che ancora provo. Mi guarda e accenna un sorriso, ha capito.
<< Se non è stato per amore allora per cosa?>>
<< Non c'è un motivo, ero ubriaco, non è giustificazione ma è davvero così, non ricordo nulla di tutta la serata a parte il mio arrivo in discoteca. Quando mi sono svegliato il giorno dopo mi sono trovato nel letto della mia ex che mentre dormivo aveva accettato una videochiamata di Gwen la quale voleva avvertirmi di esser arrivata a Parigi ma non è andata a finire così, da quel momento non ha più voluto sapere niente di me e io non mi sono sbattuto più di tanto, sono scappato a Londra senza neanche lottare un minimo lasciandole forse pensare che per me non era niente, ma credimi quando stavo con lei tutto il resto era niente.>>
<< Non ricordi nulla nel mezzo?>>
<< No, il mio migliore amico pensa che non sia neanche sicuro che l'abbia tradita viste le tendenze della mia ex avrebbe anche potuto architettare qualcosa per vendicarsi di Ginevra perché la prima volta che la vidi ero fidanzato con lei e alla fine la ho lasciata per Gwen.
Fatto sta che io mi sono svegliato con solo l'intimo addosso in un letto che non era il mio con una ragazza che non era la mia mentre lei ignara di tutto passeggiava sul lungo Senna.>>
<< Certo che te le sceglievi zoccole forti tu eh. Povera Gwen.>>
Non commenta altro.
<< Una cosa voglio dirtela, questa storia già la sapevo, o meglio, Gwen mi aveva già detto la sua versione concludendo però dicendo che è stanca di essere legata al passato, stanca di dover sempre vivere con quel ricordo sospeso sulla testa, non è giusto per lei, per chi le è stata vicino e anche per te.>>
<< Si e preoccupata per me?>>
Io l'ho detto che è un angelo.
<< Si, cerca di non rovinare anche quel poco di affetto che ha ancora nei tuoi confronti.>>
Più lapidale di così si muore.
Non è possibile che io parli e pensi solo a lei, devo farmi perdonare, questo sì, però sto rasentando quasi lo psicopatico. Stasera è la sera giusta per dimostrarle qualcosa. Tutto si è rotto dopo una serata in discoteca, chi dice che un'altra non possa ricucire tutto.

Stuck in her daydreamLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora