Parte 20 Gwen

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Mi ha scritto, ieri era il mio compleanno e lui mi ha scritto e io, per onorare i miei 23 anni appena compiuti, non solo non ho avuto il coraggio di visualizzare il messaggio ma l'ho anche evitato per tutta la giornata reclutando un esemplare di Lucia molto confusa, la quale si è fatta promettere delle spiegazioni quanto prima.
Quando l'ho raccontato a Matteo è scoppiato prima a ridere per poi alzare gli occhi al cielo e chiedere ad alta voce, senza teatralità lui non può vivere, che peccato avesse fatto nella sua vita per avere "un'amica così problematica", che bell'amico no?
Stamattina la giornata non è partita nel migliore dei modi infatti mi trovo in ritardo e per di più in macchina sotto a un diluvio universale e si sa che la gente in macchina si rincretinisce quando vede la pioggia.
Dopo ben 15 minuti riesco a parcheggiare ma chi è la cretina che proprio oggi ha lasciato l'ombrello a casa? Io, avevate dubbi ?
La macchina non è neanche vicino all'ingresso e ciò mi fa escludere la possibilità di ignorare all'assenza dell'ombrello e procedere con una piccola "corsa della salvezza" confidando  nella stabilità dei tacchi.
Sto per abbandonarmi a questa soluzione quando sento picchiettarmi vicino al finestrino e come il migliore dei cliché ecco Federico che compare magicamente sulla scena.
<< Ehi Gwen vuoi un passaggio?>> chiede indicando con gli occhi l'ombrello.
<< Te ne sarei grata, oggi è proprio una giornata NO.>> afferro le mie cose e lo raggiungo sotto l'ombrello rosso.
<< Beh, è logico, l'universo per bilanciare ieri, oggi ti propina una giornata, come dire, un po' di merda.>> commenta lui con fare ovvio, come se mi stesse dicendo che due più due fa quattro, mentre mi tiene aperta la porta della redazione.
<< Mi sembra giusto.>>
Infondo non ha poi tutti i torti, il mondo è dominato da equilibri, da contraddizioni, non puoi avere tutto sempre, come quando ti dicono che da piccolo che tutto torna e che prima o poi la ruota gira per tutti.
Salutiamo Fabio, ormai si sta creando una specie di gruppo tra me, Lucia, Fabio, Luca e Andrea e Federico, quest'ultimo gli promette un caffè mentre io mi limito a un saluto, mi avvicino all'ascensore mentre li sento ridere e scherzare.
In questi momenti avverto la sua mancanza, nelle parole, nelle battute, negli sguardi, negli abbracci, i suoi abbracci in cui mi perdevo quando era la vita a perdere me, mi ci perdevo ogni volta che potevo perché "a volte perdersi ha la sua importanza". Le sue braccia mi hanno sempre fatto sentire a casa, protetta. La sensazione che avevo tra le sue braccia è ben diversa da quella che ho con Matteo o Leonardo, con loro mi sento pervadere da un affetto fraterno, con loro mi immagino da bambina sotto l'albero di Natale a scartare i regali, con Federico invece sento un calore dentro non proprio paragonabile a me da bambina, con lui mi sentivo donna e mi manca sentirmi così.
Chiacchieriamo del più e del meno mentre aspettiamo l'ascensore con una strana tranquillità.
<< Grazie per gli auguri, ieri non ti ho risposto.>>
Entriamo in ascensore e lo guardo dallo specchio e quando incrocia il mio sguardo mi sorride.
Le porte si aprono non appena arriviamo al quarto piano, ci guardiamo e senza aver il coraggio di salutarci le nostre strade si dividono.
Busso al "mio" ufficio ed entro, lascio la borsa sulla scrivania e appendo il cappotto.
<< Buongiorno>>
<< Buongiorno Ginevra, oggi vorrei che scrivessi tu un articolo per la rubrica rosa del giornale. Anna che se ne occupa è in maternità e mi serve un sostituto, so che non è quello a cui aspiravi ma è pur sempre un inizio, un articolo con il tuo nome.
In ogni caso l'articolo per il prossimo numero è sul tradimento all'interno di una coppia- lo guardò allibita, non può essere vero, ho capito che il karma, l'universo o quant'altro devono compensare ma questo è troppo, manco avessi avuto una vita costellata di gioie- Anna ha lasciato degli appunti così almeno riusciamo a non stravolgere del tutto lo stile della rubrica.>> conclude Arturo consegnandomi tutto il materiale.
Mi scruta cercando di leggere nei miei occhi il motivo di questa esitazione.
<< Ho una scadenza?>> fa un ghigno capendo che ho accettato, come se davvero avessi avuto scelta, non dico che sia un despota come capo  ma è sempre il mio capo.
<< Se riesci anche entro domani così ti porti avanti con gli altri.>>
<< Prendo un the per far carburare la mente, lei vuole qualcosa?>>
Aspetto che neghi con la testa ed esco. Non mi piace questa situazione, il dover ritornarci sempre, mi sento come se la mia vita si fosse fermata a un anno e mezzo fa, mi sono rimessa in piedi ora basta, non posso continuare a vivere nel passato non è giusto per me e neanche per tutte le persone che mi stanno intorno, anche lo stesso Federico.
<< Ehi Gwen!- mi blocca Lucia- ti aspetto a fine giornata e ci andiamo a prendere un aperitivo solo io e te>>
<< Oi Lucia, non lo so...>>
<<Dai me lo avevi promesso.>>
<<Okay>> tra poco la strangolo.
La chiamano ed è costretta a tornare a lavoro, una gioia almeno oggi.
Meglio toglierci subito questo dente così poi andiamo avanti.
Torno in ufficio e dopo un momento di incertezza apro il fascicolo di Anna.
"Tradimento=modo per rafforzare la coppia? Costante di un rapporto? Tradire non vuol dire amare? L'amore non comporta io tradimento?"
Prendo il computer e apro una nuova pagina.
Continuo a fissare la pagina bianca e la stanghetta nera che si illumina a intermittenza senza sapere come iniziare.
"La tecnologia ha moltiplicato le possibilità di tradire? Ci hanno aiutato tanto ma hanno rovinato la nostra vita di coppia? Io non credo, anzi, secondo me le tecnologie hanno solo reso più visibile il tradimento, hanno palesato reso visibile a tutti una cosa che prima riguardava solo la coppia.
In un rapporto quanti di noi oggi hanno paura che il proprio partner possa tradire? Tante relazioni finiscono proprio per questo, per la paura di un eventuale tradimento.
Quanti di noi amano per due non considerando che stanno solo "occupando" un pesto che è destinato ad altri e che stanno riempiendo semplicemente un vuoto nella loro vita, si accontentano perché il vuoto lo temono.
Il mondo di oggi presenta più tentazioni, o meglio, le tentazioni sono più accessibili, al punto che dovunque si vada che chi deve reprimere lo stimolo del tradimento.
Alcuni si sentono stretti nel rapporto a due o semplicemente si definiscono "non fatti per una relazione" ma a questo punto la domanda sorge spontanea, che vuol dire?
Non si è fatti per una relazione perché non riusciamo a vivere la monogamia ?
Il discorso è semplice, non si e fatti per una relazione fino a che non si incontra la persona giusta, allora si che non vorremo che nessuno la guardi, le parli o la tocchi.
Personalmente non tollero il tradimento, non riesco a stare in una relazione compromessa.
Una relazione si fonda sulla fiducia e sinceramente dopo una violazione del genere la fiducia scompare o come minimo si limita.
Nonostante questo mio "limite", ammiro le coppie che scelgono di perdonare un tradimento, che cercano di ricucire un rapporto, di ristabilire e ricreare un equilibrio tra loro due e alcuni ci riescono, diventano più forti, si riscoprono più uniti, più connessi.
Altri, invece, ritornano con la mente e con il cuore, al tradimento, per lo più subito, a ogni piccolo errore a ogni ipotetica mancanza ricevuta, in quel momento però non si rendono conto che sono loro che stanno tradendo.
Stanno tradendo il partner illudendolo facendo finta di perdonarlo, o meglio perdonandolo solo con la mente e non con il cuore, l'eterna corsa del cavallo con la carota ,e stanno tradendo loro stessi rinchiudendosi  in una relazione che gli sta stretta, in relazione per abitudine.
Dall'altro lato, quindi, non posso biasimare che decide di chiudere."
Salvo il file e dopo averlo riletto lo invio ad Arturo. Appena gli arriva mi guarda sorpreso e mi manda a pausa pranzo.

Stuck in her daydreamLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora