Capitolo 11

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Christina

- Ci sarà anche tuo zio? - chiesi tormentandomi le mani

Eravamo nella macchina di Logan, diretti a scuola.
Si, Logan aveva già la patente ma, dopotutto, era più grande di me.

Vladimir Kleid mi metteva ansia, non potevo nasconderlo.
Al contrario del nipote si vedeva ad un kilometro di distanza che quell'uomo era un vampiro.
Inoltre, sapevo che non approvava il rapporto che avevo con Logan.
Secondo il Conte un umano era solo cibo e fonte di energia per un vampiro.
Suo nipote la pensava diversamente e, inoltre, non prendeva ma il mio sangue con la forza.

- Naturalmente - rispose Logan alla mia domanda di prima - E si porterà dietro le sue ultime conquiste -

- La sua cena, suppongo - dissi ironica

- Anche - borbottò lui guardando la strada e guidando verso la scuola.

Non distava molto da casa mia, però, visto che era di sera e, probabilmente, la festa sarebbe durata per la maggior parte della notte Logan aveva preferito venire con la sua macchina.

Come se per lui fosse pericoloso andare in giro di notte!

- Sono davvero l'unica umana da cui prendi sangue? - chiesi

Eravamo partiti con la fase confessioni, forse sarei riuscita a cavargli qualche parola di bocca che lo riguardava.

- Si - disse

- Perché non bevi anche quello di altre persone? -

- Perché io bevo sangue animale, di solito. Tu sei un caso...diverso -

- Ok - borbottai

- Arrivati - annunciò Logan con un sorriso malefico sul volto

Annuii.
Lui mi prese la mano e mi infilò un anello con una pietra rossa all'anulare sinistro

Sussultai e lo guardai ad occhi sgranati

- Perché? - chiesi scioccata

- Perché...chi ha mai detto che io e mio zio siamo gli unici vampiri di Nepi? E, inoltre, anche persone al di fuori del paese vengono qui per la festa e, di solito, non sono umani - mi informò - Quello è una sorta di... marchio? All'interno della pietra ci sono alcune gocce del mio sangue, mi appartieni, mettitelo in quella testolina. Nessuno può avvicinartisi finché sei di mia proprietà -

- Oh - dissi soltanto guardando l'anello

Non lo guardai. Era strano sentirsi dire che appartenevo a qualcuno. Mi ricordava i secoli passati quando esistevano padrone e schiavo.

- Il tuo sangue attira più di quanto immagini e non solo i vampiri - mi disse - Non voglio mostrarti a me come se fossi la mia schiava, non funziona così -

Mi venne un tic all'occhio e lo guardai male

- Mi hai letto nel pensiero - lo accusai

- Ne sei convinta? - chiese

- Si! - esclamai indignata

- E allora si -

Afferrai la maniglia della portiera ma Logan mi bloccò i polsi, attirandomi contro il suo petto

- Posso? - chiese sfiorandomi il collo con il naso e il suo fiato caldo

Tremai, sapevo che non potevo resistergli e che era meglio lasciarlo bere prima che entrassimo nel locale della festa

- Si - risposi rilassandomi

Era l'unico modo per provare meno dolore

Sentii i suoi canini affondare nel mio collo e l'attimo dopo lo sentii succhiare il sangue

Avevo smesso di farmi senso e darmi fastidio, ormai ci avevo fatto l'abitudine. Era quasi diventata una cosa naturale per me e, forse, anche per Logan

Si staccò e feci per scendere, ma mi bloccò di nuovo e mi afferrò il volto, per farmi voltare verso il suo viso

- Che c'è o... - mi fermai

Nei suoi occhi c'era una strana luce e dalla bocca usciva del sangue.
Si avvicinò e poggiò le labbra sulle mie. Mi costrinse ad aprirle e sentii qualcosa di denso e metallico scivolare nella mia gola.

Provai a staccarlo, ma Logan era troppo forte e solo quando capii che era finito quello che teneva in bocca mi lasciò andare

- C...che cosa mi hai... - balbettai in preda al panico.

Avevo capito che cosa mi aveva costretto ad ingerire: sangue.

Mi portai le mani alla bocca, scioccata

- È il mio, scema, mica ti facevo bere il tuo stesso sangue - mi disse guardandomi di sbieco

- Perché? E adesso mi trasformerò in una vampira? - chiesi impaurita

Non era proprio tra i miei piani

- No, per trasformarti ci vuole ben altro. Ti ho solo dato il mio sangue -

- Ma perché? -

Mi guardò. Con i suoi occhi rossi fiammeggianti

- Per fare in modo che quello funzioni - disse indicando l'anello - Se ti fiuteranno, sentiranno il mio sangue su di te. Non si avvicinerà nessuno -

- Io...non ti capisco - ammisi

- Non importa, mi capisco io - rispose uscendo dalla macchina

- Che divertente che sei - borbottai acida

Logan aprì la portiera dalla mia parte

- Ti ho sentita - mi informò allungando una mano nella mia direzione

                               ***

Logan

Christina vagava per la sala insieme alle sue amiche. Raramente si avvicinava a me, anche perché le amiche volevano tenersela per se e perché mio zio continuava a lanciarmi strane occhiate che cominciavano a darmi sui nervi.

Gli lanciai un'occhiataccia e proprio in quel momento decise di raggiungermi, affiancato dal sindaco di Nepi

- Sindaco, volevo presentarvi mio nipote, è il figlio di mio fratello - disse mio zio

- È un piacere fare la vostra conoscenza, giovane Conte - disse il sindaco chinando il capo

Quell'uomo era un idiota e una stupida marionetta nelle mani di mio zio.
Se solo avesse voluto liberarsi di noi, cosa che io avrei fatto al suo posto, avrei dato fuoco alla nostra residenza quando eravamo addormentati, sarebbe stato semplice.

Scossi il capo.
Sarebbe morto mio zio e i nostri servitori, io no.
Non era una prospettiva interessante

- Sai, sindaco, Nepi è una vera e propria fonte di guadagno per la mia famiglia - disse mio zio in tono piatto

- Ne sono felice - rispose il sindaco - Mi fa piacere che il sangue che vi forniamo sia di vostro gradimento -

- Già, il sangue - mormorò mio zio guardandomi

Sapevo che cosa voleva che facessi, ma non ero così pazzo da espormi troppo.

Mi sentii tirare per la manica della giacca e mi voltai: Christina mi guardava con gli occhi spalancati e lo sguardo smarrito

- Che cos'hai? - chiesi prendendola tra le braccia

Non mi rispose e mi svení addosso

- Chris! Chris! - la chiamai preoccupato

- È la notte delle tenebre e della magia, Logan - mi ricordó mio zio

- Dannazione! - esclamai

La presi in braccio e mi diressi all'uscita

- La porto a casa - dissi

Christina discendeva da una strega, dovevo immaginare che avrebbe avuto problemi quella notte.
Ero stato un'idiota.

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