"Da che scuola vieni?" chiese.
Si era insospettito.
"Mi pare che tu abbia finito le domande" risi.
"Dai rispondimi" piagnucolò leggermente.
"Guarda, siamo arrivati!" feci notare indicando con l'indice la porta dell'entrata del negozio.
Entrammo e ritirammo quella parrucca.
-*-*-
"Il coach avrebbe potuto scegliere un colore più sobrio" mi lamentai.
"Che ha di male il biondo platino?" chiese il ragazzo divertito.
"È appariscente" spiegai.
"Non mi piacciono le cose così evidenti" continuai.
"È bello, no? Tutti ti guarderanno" affermò il castano camminandomi di fianco questa volta.
"Detesto avere gli occhi puntati a dosso" sospirai.
"Mi vuoi dire che una giocatrice come te ha il panico da palcoscenico?" rise ancora di più.
"Tu non hai ancora risposto a tre mie domande" feci notare.
"Perché cambi discorso Ryn?" chiese ridendo ancora.
Iniziavo ad odiare il suono della sua risata.
"Non cambio discorso. È semplicemente vero" feci la fintatonta.
"Va bene allora vai" sbuffò il castano.
"Mhh..." ci pensai.
Non sapevo proprio cosa chiedergli.
"Cinque... quattro..." iniziò a contare.
"Così non vale!" mi alterai.
Lui mi ignorò e continuò a contare.
"Com'è..." iniziai a parlare facendo fermare il suo conto alla rovescia "Avere una squadra?" abbassai lo sguardo.
"In che senso?" chiese facendosi più serio.
Sospirai.
"Lascia stare, ho fatto una domanda stupida. È ovvio che sia bello" sorrisi.
Il silenzio si impossessò di quel momento.
Continuammo a camminare finché non arrivammo difronte casa mia.
"Io sono arrivata" annunciai leggermente in imbarazzo.
"Abiti qui?!" si spaventò.
In risposta annuii soltanto, che c'era di male?
"Io abito... lì" indicò la casa affianco alla mia.
"Io spero che tu stia scherzando" mi rassegnai.
Il coach iniziava a farmi paura. Non è che sapeva che abitavano vicini?
D'istinto mi guardai intorno. Ci mancava solo che si fosse nascosto da qualche parte come un maniaco.
"Ci vediamo domani allora" disse il ragazzo iniziando a correre senza darmi il tempo di dire altro.
Mitico.
Non mi chiesi nulla, avevo capito che fosse un tipo strano e anche arrogante.
Lo avrei detestato.
Entrai in casa che come sempre trovai silenziosa.
Salii di corsa in camera e accesi il portatile.
Come mi aspettavo trovai qualche chiamata persa da parte di Kuroo e anche qualcuna da parte di Kenma.
Lì chiamai entrambi nello stesso momento facendo ovviamente una videochiamata.
Decisi però di mettermi la parrucca in testa prima.
Quando entrambi risposero sorrisi.
"Ciao!" gridai a pieni polmoni.
"Ahhh!" Kuroo cadde dal letto su cui si posizionava normalmente per parlare al computer.
Risi di gusto data la reazione del moro.
I miei occhi si posarono sul biondo.
"Kenma posso farti concorrenza" ridacchiai.
"Cos'è quel topo morto che hai in testa?" chiese il moro mentre si rialzava.
"È una parrucca Kuroo" rispose Kenma al posto mio.
"No" lo corressi "È la parrucca" me la levai e detti una veloce sistemata alla frangia che teneva coperta la mia fronte.
"Cosa intendi?" chiese il moro assottigliando gli occhi.
"Se l'Aoba Josai verrà al campo allenamento ci sarò anche io" abbassai lo sguardo.
"Ti farai male" sospirò Kenma.
"Ti prego non ti ci mettere anche tu" sbuffai infastidita.
"Non riuscirò a giocare bene sapendo che ci sei tu dall'altra parte" disse Kuroo.
"La cosa che mi preoccupa di più è che starai in stanza con dei ragazzi la sera" ammise Kenma guardando leggermente male il moro.
"Oh, approposito, domani sera verranno qui due ragazzi per studiare" mi ricordai.
"Grandioso, ti chiameremo a quell'ora" disse tutto d'un fiato Kuroo.
"Non ci pensare neanche" ringhiai.
Mi trattavano come una bambina.
Insomma anche per me loro erano dei fratelli, ma non c'era bisogno di tutta questa iperprotezione nei miei confronti.
Kuroo iniziò a lamentarsi pesantemente così decisi di tagliarlo fuori dalla chiamata e parlare solo con Kenma.
Che tuttavia era intento a guardarmi male.
"Cosa c'è?" chiesi esasperata dalla situazione.
"Vogliamo soltanto proteggerti, non tutti sono affidabili e lo sai"
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Tra presente e futuro
Fiksi PenggemarRyn, dopo aver visto la finale tra la Karasuno e la Shiratorizawa, si mette in testa, nonostante gli avvertimenti dei suoi migliori amici, di realizzare la folle veloce già realizzata da Hinata e Kageyama. Lei ha infatti la capacità di imitare un'az...
