(M)
Ho ancora le mani poggiate sulla porta bianca di fronte a me, mentre le mie labbra sono diventate di nuovo sue.
Mi sembra di sognare in questo momento, non pensavo di poterla baciare di nuovo, di poter sentire il suo sapore di nuovo, di poter perdermi nel suo odore di nuovo.
Delicatamente sposto le mani dalla parate e le avvicino al suo viso, stringendolo tra le dita.
Riconoscerei il velo della sua pelle tra mille, non tanto per il contorno dei suoi tratti, ma per le emozioni che ogni tocco provoca in me.
Non pensavo che un giorno arrivassi a farmi venire la pelle d'oca.
Non pensavo che saresti diventata un brivido che accarezza ogni mio singolo lembo di pelle e mi fa tremare le gambe ad ogni tua vicinanza.
Quando il suo respiro inizia a farsi più accelerato, stacco le nostre labbra dal bacio per riprendere quell'ossigeno di cui lei si era appena impossessata.
Ti regalerei anche quello se potessi, Gaia.
Mi guarda fissa negli occhi, ha le labbra rosse.
Ogni volta che mi bacia le sue labbra prendono un colore più forte, ancora adesso non riesco a smetterle di fissarle.
Con un po' di coraggio, interrompo il contatto dei nostri corpi dopo averle lasciato un tenero bacio sulla punta del naso.
Lei continua a guardami confusa da questo distacco e mi segue con gli occhi.
Se mi guardi così, Gaia.
Se mi guardi così potrei essere tua, davvero.
Prendo le chiavi della macchina per raggiungere Neno che mi stava aspettando fuori, ma Gaia non sembra spostarsi da davanti la porta, impedendomi di passare.
"Mi baci e te ne vai? Funziona così adesso?" mi chiede, cercando di capire le mie intenzioni.
"Non vorrei, ma devo." le rispondo, questa volta abbassando gli occhi verso il pavimento di casa.
"No, non devi. Rimani qui." continua lei, questa volta avvicinandosi a me.
"Ga, le cose non sono cambiate rispetto a un mese fa. Siamo di nuovo allo stesso punto, che senso ha passare notti insieme se poi torni da lui?" le chiedo io, questa volta la mia voce sembra aver attutito qualche colpo di troppo.
"Non è così, Marti. Non voglio tornare da lui." dice, questa volta scandendo bene l'ultima frase.
"Lo ami o no?" le chiedo io, non pronta ad ascoltare la sua risposta.
Infatti, non appena le porgo questa domanda, giro gli occhi e le do le spalle, appoggiandomi sul tavolo al centro del suo salone.
Sento i suoi passi sempre più vicini fino a quando una sua mano mi sfiora la spalla.
"Guardami, ascoltami un secondo." mi intima lei, facendomi voltare e portando i nostri occhi ad incastrarsi di nuovo.
"No, Martina, non lo amo e pensavo lo avessi capito. Ma la situazione è veramente più complicata di quello che pensi, se non fosse così l'avrei già lasciato." sputa lei, ancora una volta regalandomi il mare dei suoi occhi.
"Perché? C'è qualcosa che non so, Ga?" scatto io, questa volta avvicinandomi di più a lei per capire meglio la situazione, inizio a preoccuparmi.
Spero solo non ti abbia fatto del male.
Meriti amore, cura e protezione.
"No, Marti! Stai tranquilla. Sai che lui ha una grande importanza nel mio ambiente lavorativo, ora è partito per seguire un tour e ancora non l'ho rivisto. Non è una decisione da poter prendere dietro un telefono, appena torna gliene parlerò." mi confessa lei, mentre io rimango attenta ad ascoltarla.
Non riesco a dire niente, forse non voglio farlo.
So che la situazione per lei è complicata, non voglio mettere altra carne sul fuoco.
Vorrei solo fosse serena, con tutti, con me.
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Bela Flor - Beltrozzi
FanfictionUn legame tra anime, un tocco tra mani, un incontro tra occhi. Una raccolta realistica che lascia spazio e libertà all'immaginazione.
