(G)
Mi ero dimenticata di quanto bello fosse poter passare una giornata di sole a camminare con gli amici, la spensieratezza ha accarezzato dolcemente questa giornata e i raggi caldi hanno lasciato le nostre ombre su queste strade di Milano.
Sono ormai le 19 e gli altri hanno deciso di tornare in hotel, per farsi una doccia forse, per riposarsi prima di cena, per asciugarsi dal sudore di questa giornata di giugno.
Domattina ripartiranno e torneranno tutti a casa, sarà bello poter ricordare con un sorriso questo nostro rincontro, gli scherzi di Jacopo e Neno, i sorrisetti nascosto di Nyv, la sfacciataggine e sincerità di Tali.
Domani ripartiranno e sarà bello poter ricordare te, accarezzata dal vento, con gli occhi spalancati davanti la meraviglia del cielo sereno e le labbra rinfrescate dalla lingua che ci passi sopra quando parli troppo.
Conosco Milano da tempo ormai, l'ho vista con i parenti, con gli amici, con gli sconosciuti ed è sempre stata la città in bianco e nero di cui parlano tutti.
Conosco Milano da tempo ormai, eppure stavolta sembra aver preso il colore dei nostri occhi e il vento sembra aver catturato il tuo odore.
Mentre ci incamminiamo verso l'hotel, sento i passi di Martina vicini e mi basta il suo respiro per sentire sulla pelle quel velo di malinconia che ora sta cercando di reprimere a tutti i costi, come è suo solito fare con le emozioni che non riesce a tenere strette tra le dita, che ha paura di lasciare libere.
"Sei stata bene?" le chiedo io e con una mano l'afferro sottobraccio.
"E tu?" mi risponde lei, come al solito le importa di più conoscere il mio stato d'animo, sa che in questo momento non è differente dal suo.
"Vorrei non te ne andassi, domani." le dico e sento stringere la sua mano sul mio polso.
Le sue dita accarezzano il dorso della mia mano e mi rivolge uno sguardo sincero e rassicurante, che catturo con un sorriso.
"Ci vediamo più tardi?" grida Tali per farsi sentire da me, mentre è intenta a salire la scalinata dell'hotel.
"Certo, baby. Venite da me?" chiedo, rivolgendomi a tutti.
"Ovvio zia, il tuo gin tonic è meglio di quello di qualsiasi pub." risponde Neno e questa sua affermazione scatena una risata collettiva.
"Menomale che guida Martina domani!" gli risponde Jacopo con un colpetto sulla spalla.
"Sei tu che sei troppo bravo, Jackie."
"E la mia ragazza ne va fiera." risponde lui con una smorfia.
Mentre gli altri entrano nella porta vetrata dell'albergo, mi volto verso di lei che è ancora avvinghiata al mio braccio e Tali ci manda un bacio da lontano.
"Ci vediamo dopo?" mi chiede e io la guardo ancora dritta negli occhi.
"Devi proprio andare?" dico a bassa voce, senza lasciare la presa.
"Mi faccio una doccia, Bì. Poi ti raggiungo." afferma.
Quanto pensi riesca a stare lontana da te?
"Puoi farla a casa mia." continuo.
"Mmh, che proposta, Gozzi! Quasi quasi.." mi risponde con fare malizioso.
"Dai, scema. Non penso sempre male come te." affermo io con il mio finto tono sicuro.
Arrossisco a questa sua frase e lei se ne rende conto, l'effetto che mi fa lo conosce molto bene.
"Vieni o no?" continuo io.
"Ok, ma solo perché ho troppa voglia di baciarti." cede.
Sapessi quanto mi manchi tu, in questo momento.
Sapessi quanto vorrei baciarti, adesso.
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Bela Flor - Beltrozzi
Fiksi PenggemarUn legame tra anime, un tocco tra mani, un incontro tra occhi. Una raccolta realistica che lascia spazio e libertà all'immaginazione.
