(G)
"Dai, Marti. Vieni con me." cerco di convincerla io, mentre la osservo nel riflesso dello specchio che adesso mi sta aiutando a truccarmi.
"No, Gà, te l'ho già detto, preferisco rimanere qui." continua lei, ferma sulle sue convinzioni.
"Ma è solo una serata di lavoro, ci sono tutti quanti. Che fai qui a casa da sola?" tento di nuovo.
"Appunto, mi ci vedi in quell'ambiente? E poi non sono a casa da sola, Giorgia ha già scelto un film da vedere." cerca di dire, distogliendo lo sguardo e sedendosi sul bordo del letto.
"Ma lo sai che sono tutti tranquillissimi, di che ambiente parli?"
"Sul serio, Gà, non preoccuparti per me. E poi, non potrei mai rifiutare un film con tua sorella." afferma, cercando di fare un sorriso sforzato.
"Dimmi la verità." mi volto verso di lei con il mascara ancora in mano non convinta da queste sue risposte.
"Che verità? Non pensare cose strane, stai tranquilla amore." cerca di tranquillizzarmi lei, distogliendo però ancora lo sguardo.
"Martina." affermo cruda io.
La vedo cercare nelle tasche il suo pacchetto di sigarette e da come accende ripetutamente l'accendino con il pollice riesco a capire benissimo il suo stato di nervosismo.
"Non è che se mi chiami amore non mi preoccupo, non lo fai mai tra l'altro. Mi dici cosa c'è che non va?" le domando e questa volta mi siedo affianco a lei.
"Cosa diremo agli altri, Gaia?" sputa fuori, puntandomi i suoi occhi addosso.
"Perché dobbiamo dire per forza qualcosa? Non starci a pensare, per favore."
"Ma come posso non pensarci! Che fai, mi presenti agli altri come tua amica dai tempi del programma?" continua lei e questa volta noto un velo di rabbia nel suo tono.
Non le rispondo, non so che dirle.
Sa quanti vorrei poter dire la verità a tutti, quanto vorrei condividerla con il mondo circostante senza doverci nascondere.
E sa anche quanto mi fa male, non poterlo fare.
"Come immaginavo." sussurra distogliendo lo sguardo e dirigendosi verso la finestra della mia camera.
Lo sai, Marti.
Lo sai che mi odio, per questo.
Lo sai che vorrei baciarti tra la folla senza aver paura di niente.
Lo sai che vorrei amarti alla luce del sole e togliere alla luna il privilegio di vedere il nostro amore.
Senza pensarci due volte, mi alzo e la raggiungo, cingendole i fianchi da dietro ora che si è appoggiata sul davanzale.
"Fa male anche a me." le sussurro dietro, cercando di stringerla il più forte possibile al mio corpo.
"Vorrei tu fossi libera con me." mi risponde, voltandosi leggermente per guardami negli occhi.
Non l'hai fatto per sfuggire alla mia presa, vero?
"Lo sono." affermo sicura, mentre poggio accanto a me il mascara che ancora tenevo stretto tra le dita.
"No, non lo sei. Con lui lo eri."
"Marti, ancora? Perché devi metterlo sempre in mezzo?" le domando, allontanandomi un po', innervosita dalle sue parole.
"Perché è così, Gaia. Non ci sto a fare l'amichetta davanti a tutti, scommetto anche davanti a lui perché ci sarà stasera." continua alzando un po' il tono di voce e spostandosi dalla sua posizione.
"Ma che c'entra? Se ti ho chiesto di venire è perché ci tengo che tu ci sia, pensavo fosse importante questo per te, non ciò che dobbiamo dire agli altri." le rispondo stizzita, mentre la osservo fare avanti e indietro tra le pareti di questa stanza.
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Bela Flor - Beltrozzi
FanfictionUn legame tra anime, un tocco tra mani, un incontro tra occhi. Una raccolta realistica che lascia spazio e libertà all'immaginazione.
