(M)
So che Gaia é tornata a Milano e mi fa male sapere di averla a due ore da me e non poterla raggiungere, non poter stare vicino a lei in questo momento così importante della sua vita.
Ti penso sempre, credo che ormai la mia mente abbia tatuato il tuo nome.
Ti penso sempre e a volte fa male.
Altre volte, invece, mi fa battere il cuore inconsapevolmente.
Ormai sono passate settimane dall'ultima volta che ti ho vista, forse sono arrivata alla conclusione che il tempo ti abbia aiutata.
Aiutata forse a scendere dal treno dei miei binari.
Aiutata a dirigerti verso una nuova destinazione.
Stasera il cielo é stellato e ogni stella sembra illuminare te.
Anche se alla fine, so che brilli più tu.
Mi accendo una sigaretta sulla terrazza di casa e lascio che il fumo mi abbracci i polmoni, per scacciare via qualche pensiero di troppo, qualche lacrima timida.
Mentre avvicino la sigaretta alle labbra per l'ennesimo tiro, sento il telefono vibrare nella tasca dei miei jeans.
Rimango stupita quando leggo il tuo nome.
Rimango pietrificata quando leggo il tuo messaggio, anche se non é diretto a me.
"Ciao ragazzi, pensavo di organizzare una reunion qui a Milano nel mio appartamento domani. Penso di venderlo presto, però prima mi farebbe piacere organizzare qualcosa con voi. Fatemi sapere se ci sarete!" recita così il suo messaggio, inviato al gruppo creato lo scorso ottobre con tutti i compagni di Amici.
Perché vuole vendere il suo appartamento?
Va a Roma a convivere con lui?
Davvero questo tempo è riuscito ad allontanarci, Gaia?
Mi immergo nei pensieri in cerca di risposte che non ho, mentre butto fuori l'ultimo tiro di sigaretta che sembra disegnare nell'aria le urla soffocate che in questo momento mi sto tenendo dentro.
Ho bisogno di risposte, ma non credo di essere pronta a rivederla.
Non credo di essere pronta a lasciarla andare, non così.
Eppure sei sempre stata la mia calamita, Gaia.
Ovunque tu sia, in qualsiasi posto del mondo, il filo che parte dalla mia anima è direttamente collegato a te, che tieni segretamente stretto tra l'indice e il pollice delle tue mani.
Un po' come succede nella mitologia greca.
Un po' come quel filo di Arianna, che salvò il suo amore da un labirinto senza uscita.
Forse seguire quel filo che mi lega a te potrebbe farmi uscire da questo mio vicolo cieco, stavolta.
Decido così di inviare un semplice "ok" come risposta, non ho il coraggio di scrivere altro in questo momento.
Dopo aver letto le riposte degli altri ragazzi, alcune positive ed altre negative, mi viene subito in mente di chiamare Neno, per proporgli di fare il viaggio insieme l'indomani.
Lui, come suo solito, non mi lascia da sola e accetta subito di accompagnarmi in questo viaggio, è contento di rivedere tutti e sono sicura che le sue battute e la leggerezza che ha mi saranno di grande aiuto sull'autostrada che mi porterà verso di lei.
Inutile dire che stasera addormentarmi è impossibile di fronte al pensiero di poterla rivedere, di poter incontrare di nuovo i suoi occhi, di poter vederla accanto a me.
Di poter vedere le nostre ombre, timide, incontrarsi di nuovo.
Ho paura, paura che la tua decisione sia quella che in questo momento mi aspetto.
Ho paura di sbattere la testa di nuovo, contro quel muro.
Ho paura che tu abbia scelto di dividere i nostri binari.
Ho paura che il mio treno possa schiantarsi, prima di arrivare in stazione.
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Bela Flor - Beltrozzi
Fiksi PenggemarUn legame tra anime, un tocco tra mani, un incontro tra occhi. Una raccolta realistica che lascia spazio e libertà all'immaginazione.
