(G)
Cerco di aprire gli occhi, mentre i primi raggi di sole infuocano le tende delle mie finestre.
Apro gli occhi, realizzo tutto ciò che è successo questa notte.
Sento ancora le sue dita sulla mia pelle, sento ancora i suoi respiri sul mio collo, sento ancora le sue labbra su ogni centimetro del mio corpo.
Abbiamo fatto l'amore e più ci penso, più sorrido al pensiero.
Sorrido perché mi sento stupida ad aver pensato di accontentarmi di altri mani su di me.
Sorrido perché le sue mani hanno imparato a conoscermi da lontano e quando si sono realizzate, mi hanno trattata con amore e cura.
Sorrido perché i suoi occhi hanno dato nuovi colori al mio corpo stanotte.
Sorrido perché non mi sono mai sentita bella così.
Quando giro la testa per vedere lei, mi accorgo che non è nell'altra metà di letto, occupata ora solo dalle lenzuola vuote.
Faccio uno scatto e mi metto a sedere, sono spaventata.
So che abbiamo paura, ma ti prego non lasciarmi dopo una notte così.
Non scappare, Martina.
Adesso posso baciare le tue paure.
Adesso sono anche un po' mie le paure che hai.
Dopo averla chiamata tra le stanze della casa senza ricevere alcuna risposta, prendo subito il telefono per scriverle, il pensiero che possa essere andata via in preda ai mille pensieri che la attanagliano mi terrorizza.
"Dove sei?" così recita il mio primo messaggio.
Sono passati dieci minuti ed ancora non ho ricevuto risposta, neanche alle chiamate che nel frattempo ho fatto.
"Marti, rispondimi." e di nuovo non ricevo risposta a questo secondo messaggio.
Mentre giro per le stanze in preda a mille domande, sento la porta di casa aprirsi e quando la vedo entrare il cuore che aveva accelerato il suo ritmo inizia rilassarsi.
"Dio Marti, ma dove sei andata?" chiedo, mentre tiro un sospiro di sollievo e mi siedo sul bracciolo del divano, fissandola.
"Buongiorno Bì, scusami ma dormivi come una bambina, non sono riuscita a svegliarti." risponde, mentre entra dentro casa e posa una busta bianca sul tavolo della sala.
"Dov'eri?" chiedo, la mia voce nasconde ancora un po' quel velo di preoccupazione per non averla trovata stamattina.
"Ei.." dice e si avvicina a me, spostando la ciocca di capelli che mi scendeva sul viso.
"Pensavi me ne fossi andata?" mi chiede preoccupata, incastrando i suoi occhi nei miei.
Annuisco, senza dire niente, i nostri occhi sanno parlare benissimo da soli.
E quanto sono belli i tuoi, stamattina.
Ci vedo me, dopo questa notte.
"Non potrei mai andarmene dopo quello che è successo Ga, lo sai. Ti ho preso solo la colazione, dato che la signorina si è scordata di fare la spesa." mi dice strizzandomi la guancia, indicando la busta bianca sul tavolo.
"Avevo paura ti fossi lasciata prendere dalla tue paranoie inutili.." le dico, mentre la tiro verso di me.
"Le mie paranoie non vanno mai via, ma adesso è più forte questo." risponde, puntando un dito sul petto, per farmi capire che si riferisce al cuore.
Le lascio un bacio sulla mano che è ancora poggiata sul mio viso e le sorrido, come faccio sempre quando mi è a pochi centimetri di distanza.
"Mangiamo?" mi chiede, lasciandomi un dolce bacio sulla fronte.
"Dipende cosa." rispondo io, con un sorriso malizioso.
"Ma da quando in qua sei così sfacciata, Gozzi?"
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Bela Flor - Beltrozzi
FanfictionUn legame tra anime, un tocco tra mani, un incontro tra occhi. Una raccolta realistica che lascia spazio e libertà all'immaginazione.
