(G)
Siamo in viaggio per Viadana, sapere che ha accettato di venire con me e di conoscere la mia famiglia mi rende felice, anche se allo stesso tempo mi mette una paura tremenda.
Ecco forse perché non era lui quello giusto, ecco forse perché ora amo lei in maniera diversa da tutti gli altri, con un'anima nuova che porta dentro tracce di lei.
Forse perché non mi ero mai persa in degli occhi, forse perché le strutture che la vita mi ha costretto a costruire intorno a me mi hanno sempre alienato, mi hanno fatto ribalzare le emozioni sulle pareti della mia bolla senza confondersi con la stessa aria che respiravo.
Chissà perché ora, in questa macchina, su questa autostrada, sento le emozioni amplificate il triplo con lei accanto.
"Marti, non correre, non abbiamo fretta." esordisco, mentre sposto la mia mano per alzare il volume della radio.
"Che non ti fidi di me?" risponde lei, con aria di sfida.
"Si, ma guidi come una pazza." scherzo.
"Va bene, mamma." mi accontenta.
Se mi avessero detto un giorno che mi sarei ritrovata in macchina con te con destinazione casa mia, non ci avrei creduto.
Se mi avessero detto un giorno che avrei avuto te al mio fianco, non ci avrei creduto.
Se mi avessero detto un giorno che saresti stata tu la chiave di ogni serratura, non ci avrei ancora creduto.
La vedo picchiettare con il pollice sul volante, conosco le sue emozioni ormai e capisco che in questo momento è agitata.
"Sono felice, Marti." spezzo il silenzio, voltandomi di nuovo verso di lei.
"Per cosa, Bì?" chiede lei un po' confusa, d'altronde me ne sono uscita così dal nulla.
"Che vieni a Viadana con me dalla mia famiglia."
"Anche io, tanto." mi risponde lei, spostando la mano dal volante e afferrando la mia.
Si volta per un attimo verso di me, per incrociare i miei occhi, senza però distogliere troppo lo sguardo dalla strada.
Sono stati due secondi.
Pensa che mi ci sono persa nei tuoi occhi, in due secondi.
"Posso fare una cosa anche se può sembrare banale?" mi domanda ancora con le dita intrecciate alle mie.
"Cosa?" chiedo, confusa.
Separa le nostre mani che fino a poco fa erano incastrate e con un dito scorre sul touchscreen del suo iPhone per scegliere una canzone dalla sua playlist.
"Quando l'hai cantata alle prove, mi sono venuti i brividi." inizia lei, facendo iniziare la canzone ed alzando il volume.
"Da quel momento, ogni volta che la sento penso a te." continua, mentre le prime note della melodia escono dalle casse dello stereo.
"Quindi te la dedico, anche se avrei preferito di gran lunga ascoltarla per intero cantata da te." scherza, accennando un sorriso quando Jonh Legend inizia a cantare la sua "Conversations in the dark."
Mi porge di nuovo la mano, questa volta non me l'afferra, la sta chiedendo.
Vedo la sua mano aspettare la mia, mi immagino strette come le nostre mani se penso al nostro futuro. Non so come sarà, per ora però posso limitarmi a intrecciare le nostre dita e stringerla forte a me.
"It's true, I got my eyes on you
And you say that you're not worth it
You get hung up on your flaws
Well, in my eyes, you are perfect as you are"
Mi ci sento perfetta, quando mi guardi, anche se sono ciò che più si allontana dall'idea di perfezione.
Ma tanto lo sai, alla fine neanche ci credo a ciò che è perfetto.
Mi piace l'imperfezione, sempre meno di quanto mi piaci tu.
Mi piace la mia imperfezione, ma tu continua a guardarmi così.
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Bela Flor - Beltrozzi
Fiksi PenggemarUn legame tra anime, un tocco tra mani, un incontro tra occhi. Una raccolta realistica che lascia spazio e libertà all'immaginazione.
