(G)
Non ho mai capito perché le persone odiano così tanto l'inverno e preferiscono i mesi più caldi.
Febbraio è sempre stato il mio mese preferito e se provo a cercare una ragione in questo, ancora non la trovo.
Il freddo, cos'ha di sbagliato?
La pioggia, fa veramente così tanto schifo?
Lasciare che gli occhi brucino sotto i raggi del sole di agosto non ha prezzo, è vero, e forse posso darvi ragione. Le gocce di sudore che il caldo provoca scendono sulle tempie, bagnano le sopracciglia, leccano la pelle secca e si fermano proprio lì, sulle palpebre chiuse che non trovano il coraggio di aprirsi davanti tanta luce.
Perché la luce fa male, se la guardi dritta.
Ci hai mai pensato?
Gli occhi bruciano e non riusciamo mai a tenerli del tutto aperti, la prima cosa che ci viene da fare istintivamente è richiuderli, tornare nel buio, pur di non sentire dolore.
E perché non li apriamo mai?
Perché fa male o perché ci spaventa il fatto che possa far male?
Li hai mai tenuto gli occhi aperti sotto il sole, Marti?
Tu li hai color nocciola, forse diventerebbero più chiari se la luce li abbracciasse con i raggi delle tre di pomeriggio.
Sarebbero belli, se ci penso.
E potrei guardarti per ore, se ci penso ancora.
Mi immagino le gocce di sudore che accarezzano i tuoi lineamenti e si fermano sulle tue palpebre.
Penso che potrei passare il resto della mia vita a seguire il percorso di quella gocciolina e a sperare che i tuoi occhi si aprano e incontrino i miei.
E se io anche io facessi male, Marti?
Se dovessi trovare coraggio un giorno di aprirli, proprio come faresti di fronte al sole?
Rischieresti di bruciare o preferiresti addormentarti con le palpebre umide e il sapore di sale sulle labbra?
Rischieresti di farti male, per me?
Perché sai che io lo farei.
Lo sai, vero?
Oggi non c'è il sole e non fa caldo.
Tutto sembra molto grigio e le uniche gocce che riesco a vedere sono quelle che sbattono sulla finestra della cucina.
Piove da quando sei andata via, probabilmente non smetterà fin quando non sarai tornata.
Eppure ci sono sempre stata bene, nel freddo e nella pioggia.
Allora perché ora sto così?
Perché ho bisogno di vedere e sentire quel sole?
Perché mi sento come se fossi stata sbattuta fuori dalla porta di casa senza ombrello e non avessi il coraggio di rientrare, per prenderlo ed evitare di bagnarmi?
Perché sto aspettando che i raggi mi brucino sulla pelle e mandino via il freddo che si era comodamente sistemato nella mia casa?
Ho anche fatto il caffè peggiore del mondo oggi.
Me l'avevi detto che quella moka era ormai vecchia, eppure io non l'ho mai voluta cambiare.
E tu alla fine hai ceduto, sai che non avrei mai cambiato idea.
Accettavi di bere il caffè più amaro del mondo, che lasciava il fondo nero sulla tazzina e sapeva quasi di ferro pur di lasciarmi quella vecchia moka.
Perché lo sapevi, Marti.
L'hai sempre saputo che nelle cose vecchie ci sono sempre stata bene.
Hai sempre saputo che la novità, il nuovo capitolo di un libro, una nuova moka, mi avrebbero spaventata.
Hai sempre saputo che anche tu, mi spaventavi.
Perché eri qualcosa di nuovo, per me.
Mi spaventava il cuore che arrivava in gola ogni volta che ti vedevo muovere un passo verso di me.
Mi spaventavano i tuoi occhi che fissavano i miei, che bruciavano su ogni mio centimetro di pelle, senza pretese o domande.
Mi spaventavano le tue mani su ognuno di quei centimetri.
Mi spaventava aprire bocca e dar voce ai miei pensieri.
Mi spaventava averti vicina.
Mi spaventava toccarti.
Mi spaventava sentire il tuo respiro di notte tra i capelli.
Mi spaventava il fatto che tu mi amassi e che io amassi te.
E per questo ho sempre preferito il freddo al caldo.
La pioggia al sole.
Il vecchio al nuovo.
Persino il caffè di questa vecchia moka.
Quanto sapresti rischiare, tu, Marti?
Quanto coraggio avresti di aprire gli occhi di fronte al sole che ti secca la pelle e bolle sulle guance?
Quanto rischieresti di mettere piede fuori casa in una giornata di pioggia, quando sai che potresti rimanere comodamente sul divano con una coperta di pile sulle gambe e una tazza di tè caldo?
Spaventerebbe anche te rischiare, eh?
E avresti il coraggio di non prendere l'ombrello e lasciarti bagnare dalle lacrime del cielo, una volta uscita?
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Bela Flor - Beltrozzi
FanfictionUn legame tra anime, un tocco tra mani, un incontro tra occhi. Una raccolta realistica che lascia spazio e libertà all'immaginazione.
