Capitolo 1.

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Sedici anni prima.

23:30.

Il bambino di soli due anni dormiva tranquillo nella sua culla mentre un bambino più grande di lui lo osservava con un dolce sorriso.

Quel bambino sui sei anni era vestito di bianco, i suoi piedi erano nudi,i suoi capelli bianchi come i vestiti e due ali dello stesso colore erano situate sulla sua schiena.

Allungò lentamente la manina verso di lui e lo accarezzò lentamente sulla sua guancia morbida.

"YoungNam, sei il bimbo più bello di tutti gli astri, ma perché non puoi stare lì su con noi? Sei rilassato, fai bei sogni e tranquillo, farò in modo che i diavoletti non ti diano troppo fastidio. Ora vado o la mamma si arrabbia, Shou kang se ne va, a domani. Ciao ciao." 

Il piccolo bambino sorrise dolcemente allontanandosi e venne avvolto da un'area, sparendo subito dopo.

01:20.

Una figura scura apparse nella stanza, due piedini scalzi camminavano in punta di piedi avvicinandosi alla culla.

Il bambino di otto anni si sporse, osservando il bambino di due anni dormire tranquillamente nella sua culla.

"Ciao YoungNam, sono io, KangDae. Il papà mi obbliga sempre a venire da te, dice che sono il tuo diavoletto e ho delle responsabilità nei suoi confronti. Non puoi nemmeno vedermi, vengo da te solo di notte, quali responsabilità dovrei avere?"

Il bambino sbuffò sbattendo le ali nere, facendo poi un piccolo sorriso furbo.

"Sei troppo tranquillo, sicuro di essere vivo?"

Allungò lentamente una mano verso la fronte del piccolo e ci tirò uno schiaffo sopra, facendolo piangere.

Il diavoletto spalancò gli occhi.

"Nono, zitto."

Si affrettò a prenderlo in branco e lo strinse tra le proprie braccia cullando per farlo calmare. Sorrise guardandolo.

"Sei carino però."

Dodici anni prima.

Ore 00:02.

"YoungNam, i tuoi genitori sono antipatici. Perché urlano sempre? Prima ti ho visto piangere, non sono potuto venire da te però. Per favore, non farlo più o divento triste."

Il bambino dai capelli bianchi era sdraiato nel lettino del bambino di ormai cinque anni. Stava dormendo tranquillo, tenendo a se il suo pupazzetto preferito.

"Vorrei tanto restare con te, ma la mamma non vuole. Ti voglio bene però, per favore, non fare brutti sogni."

L'angioletto ormai dodicenne si avvicinò al bambino, lasciandogli un bacio sulla fronte.

"Shou kang se ne va. Ciao ciao."

Si alzò lentamente dal letto e con un ultimo sorriso sparì nel nulla.

Ore 04:00.

"Sono in ritardo, lo so, ho appena finito la mia punizione. Sono stato diciotto ore vestito di bianco, ti rendi conto? Le mie ali volevano staccarsi per l'irritazione."

Il quattordicenne si sedette sul letto vicino al bambino, guardandolo attentamente.

"Sei sempre beato quando vengo qui, so che prima di me ci sono gli angeli, sarà per quello. Non mi piace tutta questa calma però."

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